teatro


QUINTA PUNTATA Altri re d’Egitto: Rampsinito, il suo immenso tesoro e il ladro scaltro. Cheope e le grandi Piramidi, un popolo in schiavitù, il sacrificio della prima figlia. Micerino e la sua preziosa e amata figliuola. Altri re d’Egitto. Persiani e la sconfitta dei Magi. Come Dario diventò re dei Persiani. L’immenso regno di Dario. Gli indiani, usi e costumi. I mangiatori d’uomini. I primi vegani della storia. Le formiche giganti e la caccia all’oro.

Se una notte, storie dalle Storie di Erodoto. Quinta puntata


QUARTA PUNTATA: Egitto, l’arte del desinare e della medicina. Usanze funebri. L’arte dell’Imbalsamazione, le sue tecniche e le differenti categorie sociali, precauzioni. Il defunto in pegno. Altri re egiziani: Sesostri e la fuga dal fuoco; Ferone e il presagio d’una moglie in-fedele. La vera storia del rapimento di Elena.

Se una notte, storie dalle Storie di Erodoto. Quarta puntata




Problems.14: Le scoperte per Anna non finiscono mai. Nonostante alienazione e noia, si sommano emozioni e sensazioni nuove e la sua vita non sarà più la stessa. Anche sulla Luna i pochi rimasti devono organizzarsi per un nuovo capitolo della loro vita, probabilmente il più difficile ed estremo, anche più della vita nel deserto.Nel frattempo qualcuno lassù vive una nuova vita aliena dopo la trasformazione. Cosa si prova ad essere un...?

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – quattordicesima puntata ...



Problems 13. Solitudini. La solitudine di Anna non sara' piu' tale. Anche l'alienazione da lavoro sara' piu' sopportabile grazie alle nuove compagnie. Nuove prospettive si affacciano nella sua vita. Sulla Luna invece la solitudine estrema sara' ancora piu' estrema.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – tredicesima puntata ...




Per esercitar bene qualunque professione c'è bisogno, come ognun sa, anche di una certa larghezza di mezzi, la quale renda possibile aspettare le opportunità migliori, senza buttarsi alle prime, come cani all'osso, che è la sorte di chi si trovi in ristrettezze e per l'oggi debba ammiserire il proprio domani e se stesso e la professione sua. Ora questo vale anche per la professione del ladro...

Quand’ero matto. Scuola di saggezza. 04. Una novella di Luigi ...


Il cero benedetto, il cero «della buona morte» che quella santa donna s'era portato dalla chiesa madre del paesello natale, faceva ora il suo ufficio. Lo aveva custodito tant'anni per sé in fondo all'armadio; e ora esso ardeva su un lungo candeliere di piombo e quasi vegliava coi ricordi umili e cari del lontano paese, struggendosi in lacrime sul fusto, dietro il capo della morta già stesa sul pavimento dentro la bara ancora scoperta, nel posto occupato prima dal letto...

Quand’ero matto. Mirina. 03. Una novella di Luigi Pirandello



Quand'ero matto, non mi sentivo in me stesso; che è come dire: non stavo di casa in me. Ero infatti divenuto un albergo aperto a tutti. E se mi picchiavo un po' sulla fronte, sentivo che vi stava sempre gente alloggiata: poveretti che avevan bisogno del mio ajuto; e tanti e tanti altri inquilini avevo parimenti nel cuore; né si può dir che gambe e mani avessi tanto al servizio mio, quanto a quello degli infelici che stavano in me e mi mandavano di qua e di là, in continua briga per loro...

Quand’ero matto. Fondamento della morale. 02. Una novella di Luigi ...


Prima di tutto chiedo licenza di premettere che ora sono savio. Oh, per questo, anche povero. Anche calvo. Quand'ero ancora io, voglio dire, il riverito signor Fausto Bandini, ricco, e in capo avevo tutti i miei bellissimi capelli, è però provato provatissimo ch'ero matto. E un po' piú magro, s'intende. Ma pur con questi occhi che mi sono rimasti da allora spauriti, nella faccia cosí tutta scritta dagli atteggiamenti che prendeva per le croniche pietà da cui ero afflitto.

Quand’ero matto. Il soldino. 01. Una novella di Luigi Pirandello






I pochi avventori del Romitorio, esiliati lassù in vetta al monte, da un pezzo sentivano la vociaccia di Natale il somararo, sú per l'erta faticosa sotto la macchia: - Sci... brrr! Sci... brrr! E nella calura asfissiante, nell'ozio opprimente, fra lo stridor lontano, continuo, delle cicale e gli zighi acuti dei grilli vicini, ansiosi di sapere se quello stortaccio conducesse lassù qualche nuovo compagno di sventura o un visitatore momentaneo, si affacciavano di tanto in tanto alle finestre dell'ex-convento, ridotto da alcuni anni ad albergo. Il convento, a dir vero, era rimasto tal quale, con le sue anguste cellette, fornite di un lettuccio cosí stretto che a mala pena ci si poteva rigirare, d'un rustico tavolino, d'un lavamano e di tre o quattro seggiole impagliate; tal quale, col suo refettorio, coi suoi lunghi e cupi corridoj rintronanti, con le grige scalette logore e la chiesuola accanto, ora sempre chiusa.

Concorso per referendario al consiglio di stato, una novella di ...




Superata l'erta, il dottore si fermò, per riprender fiato. Poche altre povere casette di qua e di là e il paese finiva; la viuzza immetteva nello stradone provinciale, che correva diritto e polveroso per piú d'un miglio sul vasto altipiano, tra le campagne: terre di pane, per la maggior parte, gialle ora di stoppie. Un magnifico pino marittimo sorgeva a sinistra, come un gigantesco ombrello, meta ai signorotti di Fàrnia delle consuete loro passeggiate vespertine. Una lunga giogaja di monti azzurrognoli limitava, in fondo in fondo, l'altipiano; dense nubi candenti, bambagiose, stavano dietro ad essi come in agguato: qualcuna se ne staccava, vagava lenta pel cielo, passava sopra Monte Mirotta, che sorgeva dietro Fàrnia. A quel passaggio, il monte s'invaporava d'un'ombra cupa, violacea, e subito si rischiarava. La quiete silentissima della mattina era rotta di tratto in tratto dagli spari dei cacciatori al passo delle tortore o alla prima entrata delle allodole; seguiva a quegli spari un lungo, furibondo abbajare dei cani di guardia.

L’altro figlio, una novella di Luigi Pirandello – parte 2 ...


areva un mucchio di cenci. Cenci unti e grevi, sempre gli stessi, d'estate e d'inverno, strappati, sbrindellati, senza piú colore e impregnati di sudor puzzolente e di tutto il sudicio delle strade. La faccia giallastra era un fitto reticcio di rughe, in cui le palpebre sanguinavano, rovesciate, bruciate dal continuo lacrimare; ma, tra quelle rughe e quel sangue e quelle lagrime, gli occhi chiari apparivano come lontani, quelli d'un infanzia senza memorie. Ora, spesso, qualche mosca le si attaccava, vorace, a quegli occhi; ma ella era cosí sprofondata e assorta nella sua pena, che non l'avvertiva nemmeno; non la cacciava. I pochi capelli, aridi, spartiti sul capo, le terminavano in due nodicini pendenti su gli orecchi, i cui lobi erano strappati del peso degli orecchini massicci a pendaglio portati in gioventú. Dal mento, giú giú fin sotto la gola, la floscia giogaja era divisa da un solco nero che le sprofondava nel petto cavo...

L’altro figlio, una novella di Luigi Pirandello – parte 1 ...



Corrado Tranzi, fino a ventiquattr'anni disprezzatore implacabile di tutte le donne, implacabile derisore di tutti gli uomini che se n'innamoravano, appena presa la laurea di dottore in medicina, chiamato per un caso d'urgenza mentre di buon mattino stava a concertare una partita di caccia nella farmacia d'un amico - (il bel cielo? il tepore della primavera imminente? qualche sogno della notte?) - s'innamorò anche lui tutt'a un tratto, proprio in quella sua prima visita di medico. Che pregi straordinarii e doti scoprisse in quella fanciulla che venne ad aprirgli la porta, spettinata, mezzo discinta, tutta affannata tra le lagrime, l'avrà saputo lui che li scoperse. Certo è che, fin dal primo vederla, restò abbagliato a guardarla in bocca, mentr'ella affollatamente gli parlava della zia trovata a letto, un quarto d'ora addietro, rantolante e senza conoscenza.

Superior Stabat Lupus, una novella di Luigi Pirandello – parte ...


Problems.10 Anna entra in un nuovo mondo buio e umido e pieno di insetti. Inizia un nuovo viaggio. Una rinascita in un luogo spettrale e ostile negli inferi urbani. Anche sulla Luna si prosegue la discesa agli inferi dopo aver scampato la morte. Cio' che dovranno incontrare potrebbe essere peggio. Nel frattempo qualcuno lassu' entra invece nei meandri della propria coscienza.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – decima puntata ...



E ora, io dico a te, Cassandra. Che tu sia maledetta. Sarai scacciata da tutti come una folle. Biasimata dalla tua gente, e dalla tua famiglia. Avrai il potere di conoscere il futuro, potrai guardarci dentro, ma nessuno ascolterà le tue parole. Saprai ogni dolore futuro, ogni profezia di sventura e di morte, urlerai fuori dalla ragione. Nessuno ti ascolterà!

Cassandra, il passato può attendere.


Il Guarnotta seguiva col corpo ciondolante l'andatura dell'asinello, come se camminasse anche lui; e per poco veramente le gambe, coi piedi fuori delle staffe, non gli strisciavano sulla polvere dello stradone. Ritornava, come tutti i giorni a quell'ora, dal suo podere quasi affacciato sul mare, all'orlo dell'altipiano. Piú stanca e piú triste di lui, la vecchia asinella s'affannava da un pezzo a superare le ultime pettate di quello stradone interminabile, tutto a volte e risvolte, attorno al colle, in cima al quale pareva s'addossassero fitte, una sull'altra, le decrepite case della cittaduzza.

La cattura, una novella di Luigi Pirandello. Parte 2 di ...



Il Guarnotta seguiva col corpo ciondolante l'andatura dell'asinello, come se camminasse anche lui; e per poco veramente le gambe, coi piedi fuori delle staffe, non gli strisciavano sulla polvere dello stradone. Ritornava, come tutti i giorni a quell'ora, dal suo podere quasi affacciato sul mare, all'orlo dell'altipiano. Piú stanca e piú triste di lui, la vecchia asinella s'affannava da un pezzo a superare le ultime pettate di quello stradone interminabile, tutto a volte e risvolte, attorno al colle, in cima al quale pareva s'addossassero fitte, una sull'altra, le decrepite case della cittaduzza.

La cattura, una novella di Luigi Pirandello. Parte 1 di ...




[...] Erano per fortuna un po' deboli di cervello, come la madre. Le compativa; ma anche il compatimento che ne aveva, nel vederle ridotte come due strofinacci, gli si cangiava in una cattiva irritazione. Perché egli non era buono. No, no. Non era buono come pareva a quelle sue povere donne, e, del resto, a tutti. Cattivo era. E gli si doveva veder bene negli occhi, certe volte, che l'aveva anche lui, la sua malizia, bene agguattata sotto. Gli veniva fuori, quand'era solo, nella stanza d'ufficio, che si baloccava senza saperlo con la lancetta del raschino, seduto davanti la scrivania: tentazioni che potevano esser anche da folle: come di mettersi a spaccare con la lancetta di quel raschino l'incerato della ribalta, il cuojo della poltrona; e poi, invece, posava su quella ribalta la manina che pareva grassa grassa, ed era anch'essa enfiata; se la guardava e, mentre grosse lagrime gli scolavano dagli occhi, s'accaniva con l'altra a strapparsi i peli rossicci dal dorso delle dita. [...]

Fuga, una novella di Luigi Pirandello


Problems. Capitolo 8. Anna rischia la vita, ma raggiungerà qualcosa dopo il suo vagabondaggio. Sarà ciò che cercava? Gli schiavi intanto devono affrontare un nuovo problema e nuove tensioni. E, soprattutto, devono tornare laggiù nella galleria. Per scoprire che...

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – ottava puntata ...



Un racconto tratto dal romanzo di Sergio Atzeni, Il figlio di Bakunìn. Produzione teatrale di Isolateatro - anno 1997. Edizione 2017. A quel tempo, la mattina presto si andava a lavorare con qualcosa sulla testa, per proteggersi dall’umido. Chi aveva cicia, chi bonette. Lui, dal primo giorno, basco alla francese. Sembrava lo facesse apposta per continuare a distinguersi dal gregge. Poi si é visto che ai sorveglianti e agli impiegati di Montevecchio quel basco dava fastidio, chissà perché? Lo guardavano male. Ma cosa potevano dire? Il duce mica aveva proibito ai minatori di portare basco alla francese. In capo a quindici giorni avevamo tutti copricapo uguale al suo. Lui abitava in centro, io in periferia. La mattina aspettavo al caldo, in cucina, vicino al camino, guardando la strada dalla finestra. Lo vedevo sbucare dall’ango1o di Angelino Marrocu, il fabbro. Cosi quando Tullio appariva sembrava uscisse dale scintille della bottega di Angelino. Camminava a passetti svelti per riscaldarsi.

I primi giorni a Montevecchio, dal Figlio di Bakunìn, di ...


Problems. Capitolo sette. Anna si trova di fronte ad una svolta nella sua vita e, per la prima volta, intraprendera' un viaggio che la metterà alla prova e ponendo a rischio la sua vita. Anche sulla Luna succede qualcosa che sconvolge la vita degli schiavi. Sia per Anna che per gli schiavi niente sara' piu' come prima.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – settima puntata ...



Strappato dal sonno, forse per sbaglio, e buttato fuori dal treno in una stazione di passaggio. Di notte; senza nulla con me. Non riesco a riavermi dallo sbalordimento. Ma ciò che piú mi impressiona è che non mi trovo addosso alcun segno della violenza patita; non solo, ma che non ne ho neppure un'immagine, neppur l'ombra confusa d'un ricordo. Mi trovo a terra, solo, nella tenebra d'una stazione deserta; e non so a chi rivolgermi per sapere che m'è accaduto, dove sono.

Una giornata, una novella di Luigi Pirandello


Pastori sfaccendati, arrampicandosi un giorno sú per le balze di Mízzaro, sorpresero nel nido un grosso corvo, che se ne stava pacificamente a covar le uova. - O babbaccio, e che fai? Ma guardate un po'! Le uova cova! Servizio di tua moglie, babbaccio! Non è da credere che il corvo non gridasse le sue ragioni: le gridò, ma da corvo; e naturalmente non fu inteso. Quei pastori si spassarono a tormentarlo un'intera giornata; poi uno di loro se lo portò con sé al paese; ma il giorno dopo, non sapendo che farsene, gli legò per ricordo una campanellina di bronzo al collo e lo rimise in libertà

Il corvo di Mìzzaro, una novella di Luigi Pirandello



Interviste possibili con Alessandra Atzori, soprano, diplomata in canto al conservatorio di musica, ha cantanto per quasi 34 anni al Teatro Lirico di Cagliari. Adesso si è dedicata all’insegnamento del canto classico e moderno presso l’accademia Vi.U.Music Academy di Cagliari. Organizza eventi e spettacoli soprattutto nell’ambito del sociale in forma di volontariato. Da 11 anni è titolare di due blog : uno dedicato alla musica e all’arte in generale: Musicamore. Il sito in forma diaristica, è stato il primo a raccontare la vita dei teatri lirici in Italia con decine di interviste e video interviste a direttori d’orchestra, cantanti e musicisti, costumisti ecc. L’altro blog , dedicato alla città di Cagliari si chiama La Cagliaritana ed ha lo scopo della conservazione e della ricerca della memoria attraverso foto di ieri e di oggi, e videointerviste a cittadini comuni E’ ricercatrice di memoria per il sito internazionale Memoro.

Interviste Possibili con Alessandra Atzori, cantante soprano e ricercatrice di ...


Interviste possibili con Alessandra Atzori, soprano, diplomata in canto al conservatorio di musica, ha cantanto per quasi 34 anni al Teatro Lirico di Cagliari. Adesso si è dedicata all’insegnamento del canto classico e moderno presso l’accademia Vi.U.Music Academy di Cagliari. Organizza eventi e spettacoli soprattutto nell’ambito del sociale in forma di volontariato. Da 11 anni è titolare di due blog : uno dedicato alla musica e all’arte in generale: Musicamore. Il sito in forma diaristica, è stato il primo a raccontare la vita dei teatri lirici in Italia con decine di interviste e video interviste a direttori d’orchestra, cantanti e musicisti, costumisti ecc. L’altro blog , dedicato alla città di Cagliari si chiama La Cagliaritana ed ha lo scopo della conservazione e della ricerca della memoria attraverso foto di ieri e di oggi, e videointerviste a cittadini comuni E’ ricercatrice di memoria per il sito internazionale Memoro.

Interviste Possibili con Alessandra Atzori, cantante soprano e ricercatrice di ...



Interviste possibili con Alessandra Atzori, soprano, diplomata in canto al conservatorio di musica, ha cantanto per quasi 34 anni al Teatro Lirico di Cagliari. Adesso si è dedicata all’insegnamento del canto classico e moderno presso l’accademia Vi.U.Music Academy di Cagliari. Organizza eventi e spettacoli soprattutto nell’ambito del sociale in forma di volontariato. Da 11 anni è titolare di due blog : uno dedicato alla musica e all’arte in generale: Musicamore. Il sito in forma diaristica, è stato il primo a raccontare la vita dei teatri lirici in Italia con decine di interviste e video interviste a direttori d’orchestra, cantanti e musicisti, costumisti ecc. L’altro blog , dedicato alla città di Cagliari si chiama La Cagliaritana ed ha lo scopo della conservazione e della ricerca della memoria attraverso foto di ieri e di oggi, e videointerviste a cittadini comuni E’ ricercatrice di memoria per il sito internazionale Memoro.

Interviste Possibili con Alessandra Atzori, cantante soprano e ricercatrice di ...


Anna continua l'esplorazione, oltre che della città, del proprio corpo. E dovrà affrontare delle nuove difficoltà con la sua attività illegale. Intanto, sulla Luna, l'impensabile si fa concreto e l'orrore diventa realtà.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – sesta puntata ...



Le due storie parallele proseguono. Anna continua il viaggio nell'adolescenza e nella conoscenza, e studia il modo migliore per vivere più a lungo possibile in un mondo di miseria. I nostri schiavi invece scoprono la libertà su un nuovo pianeta, una nuova colonia. Tutto sembra più bello di prima, ma...

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – quinta puntata ...


Pompeo Lagúmina distolse gli occhi da quello spettacolo, aggrottando le ciglia. Ah, lui, no! lui non doveva piú guardare donne. Ne portava una nel cuore, e basta. L'uomo serio, quando abbia preso un impegno, sia da vicino sia da lontano, deve rispettarlo, fedele anche col pensiero. Via, via! E s'intenerí pensando alla sua Sandra, alla sua modesta Sandrina, che da due anni si consumava d'amore, aspettando il giorno delle nozze e lottando contro l'arcigna madre che le teneva continuamente tra i piedi un cugino ricco, quello stupido Mimmino Orrei, a cui Sandrina non risparmiava né sgarbi né beffe.

Concorso per referendario al consiglio di stato, una novella di ...



Pompeo Lagúmina distolse gli occhi da quello spettacolo, aggrottando le ciglia. Ah, lui, no! lui non doveva piú guardare donne. Ne portava una nel cuore, e basta. L'uomo serio, quando abbia preso un impegno, sia da vicino sia da lontano, deve rispettarlo, fedele anche col pensiero. Via, via! E s'intenerí pensando alla sua Sandra, alla sua modesta Sandrina, che da due anni si consumava d'amore, aspettando il giorno delle nozze e lottando contro l'arcigna madre che le teneva continuamente tra i piedi un cugino ricco, quello stupido Mimmino Orrei, a cui Sandrina non risparmiava né sgarbi né beffe.

Concorso per referendario al consiglio di stato, una novella di ...




La storia ricorda molti tribunali messi in piedi per impedire ad un cervello di pensare, o di insegnare a pensare. Nell’Atene del quattrocento avanti Cristo, quel tribunale decretò la condanna a morte di Socrate – garantendogli di fatto una fama immortale, e la capacità di trasmettere il suo insegnamento di generazione in generazione, fino ai nostri giorni.

Apologia e condanna di Socrate, di Platone




Parte 2 di 2. È la vicenda di un individuo d’estrazione borghese, colto e fortemente critico nei confronti di una società formalista e ipocrita da cui si sente schiacciato, che improvvisamente esplode e libera, con una folle volontà omicida, la sua vitalità repressa. Il protagonista scopre che, congiungendo pollice e indice e soffiando sulle dita davanti a delle persone, le fa cadere morte e uccide, così, il giovane segretario di un amico e poi l’amico stesso, precipitatosi a comunicargli la notizia di quell’improvviso decesso.

Soffio, ancora una prova – una novella di Luigi Pirandello ...


Parte 1 di 2. È la vicenda di un individuo d’estrazione borghese, colto e fortemente critico nei confronti di una società formalista e ipocrita da cui si sente schiacciato, che improvvisamente esplode e libera, con una folle volontà omicida, la sua vitalità repressa. Il protagonista scopre che, congiungendo pollice e indice e soffiando sulle dita davanti a delle persone, le fa cadere morte e uccide, così, il giovane segretario di un amico e poi l’amico stesso, precipitatosi a comunicargli la notizia di quell’improvviso decesso.

Soffio, certe notizie – una novella di Luigi Pirandello – ...


















Bellas Mariposas è una nuova leggenda sarda, di due ragazzine del melting pot umano di un quartiere popolare di Cagliari che in una giornata conoscono se stesse, e non solo. Il racconto Bellas Mariposas presta la sua lingua ibrida,"un italiano aggraziato da innesti di lingua sarda", come si legge nella prefazione al volume pubblicato da Sellerio, ad uno spettacolo-concerto fatto di parola/ritmo, parola/rumore, parola/suono. Cronache dal quartiere cagliaritano di "Santa Lamenera" che attraverso voce, musica e suono seguono il fluire initerrotto di una scrittura a ritmo di jazz.

Bellas Mariposas, di Sergio Atzeni – concerto da camera da ...


Sostieni Quarta Radio con una libera donazione  Il gioco del mondo, di Giulio Angioni (versione teatrale) con Lilli Fois, Roberta Perra e Caterina Scalas drammaturgia di scena di Gaetno Marino Elaborazione del suono a cura di Simon Balestrazzi Suono di Gaetano Marino “Questi ricordi, devo lasciarli perdere di nuovo, perché […]

Il gioco del mondo, di Giulio Angioni – versione teatrale ...



"Questi ricordi, devo lasciarli perdere di nuovo, perché già troppi li hanno ricordati a modo loro? Qui vedo chiaro che la mia fanciullezza è più vicina ai tempi dei nuraghi che a tempi come questi. E mi ci sento le vertigini. Ma è grazie agli artifici del ricordo che si riesce a sopportare ogni passato, e forse a non avere eccessi di paura del futuro. Ma non sarà che rimane memoria solo di ciò che lo voleva diventare, ci aspirava da sé, per conto suo, a essere memoria?".

Il gioco del mondo, di Giulio Angioni – versione teatrale ...




una produzione teatrale dell’anno 2003 Illustrazione di Cristina Guggeri Musiche di TH26 Corrado Altieri Mario Massa Ho Cercare un’anima che ci somigli, per caso, e incontrarla in ogni dove. Qualcuno con cui condividere un’idea di bellezza, o di quel che rimane. Ma il non potersi raccontare o il non doversi […]

La Donna di Polistirolo, notte strana. Di e con Gaetano ...







L’Iliade racconta di un evento reale, la guerra di Troia, che si concluderà con la distruzione della città per opera di una confederazione di popoli greci, forse l’ultima grande impresa prima della fine dei regni micenei, databile intorno al 1100 a.C. Sicuramente, in quegli anni non esistevano un alfabeto o dei materiali scrittori adeguati per registrare un testo poetico così lungo e complesso: per molto tempo, perciò, i fatti che diventeranno il nucleo del poema – tra i quali dovette avere un posto importante l’episodio cruciale dello scontro tra i ‘campioni’ dei due eserciti nemici, Achille ed Ettore – vennero raccontati e tramandati oralmente. Nel corso di questo processo di elaborazione, durato almeno tre secoli, si deve collocare l’attività di quel grande aedo di nome Omero che fu, secondo gli antichi, l’autore dei due grandi poemi.

Achille vs Ettore, il duello – dall’Iliade di Omero – ...


L’Iliade racconta di un evento reale, la guerra di Troia, che si concluderà con la distruzione della città per opera di una confederazione di popoli greci, forse l’ultima grande impresa prima della fine dei regni micenei, databile intorno al 1100 a.C. Sicuramente, in quegli anni non esistevano un alfabeto o dei materiali scrittori adeguati per registrare un testo poetico così lungo e complesso: per molto tempo, perciò, i fatti che diventeranno il nucleo del poema – tra i quali dovette avere un posto importante l’episodio cruciale dello scontro tra i ‘campioni’ dei due eserciti nemici, Achille ed Ettore – vennero raccontati e tramandati oralmente. Nel corso di questo processo di elaborazione, durato almeno tre secoli, si deve collocare l’attività di quel grande aedo di nome Omero che fu, secondo gli antichi, l’autore dei due grandi poemi.

Achille vs Ettore, il duello – dall’Iliade di Omero – ...



E' fitto l'intrecciarsi di memorie sfumate nel tempo, in questo affresco disegnato da Sergio Atzeni, lo scrittore sardo scomparso nel 1995. Chi è il protagonista assente Tullio Saba? Un anarchico, un capopopolo, un incantatore di folle? Ladro, assassino, ribelle, idealista, opportunista o forse solo un po' matto?

Il figlio di Bakunìn, di Sergio Atzeni – versione teatro