romanzo


Era il primo viaggio lungo di Didí. Da Palermo a Zúnica. Circa otto ore di ferrovia. Zúnica per Didí era un paese di sogno, lontano lontano, ma piú nel tempo che nello spazio. Da Zúnica infatti il padre recava un tempo, a lei bambina, certi freschi deliziosi frutti fragranti, che poi non aveva saputo piú riconoscere, né per il colore, né per il sapore, né per la fragranza, in tanti altri che il padre le aveva pur recati di là: celse more in rustici ziretti di terracotta tappati con pampini di vite; perine ceree da una parte e sanguigne dall'altra, con la corona; e susine iridate e pistacchi e lumíe.

La veste lunga. Una novella di Luigi Pirandello


[...] Una donna che ha figliuoli e che per necessità riprende marito, anche avendo altri figliuoli da questo secondo marito, non cessa mai d'amare i primi; non solo, ma riesce a farli amare anche dal padrigno. Sfido! Li ha fatti lei, questi e quelli: suo sangue, sua carne! Un vedovo, invece, con figli, che riprenda moglie, anche se non abbia altri figliuoli dalla seconda moglie, non ama piú quelli come prima, perché la madrigna se n'adombra, la madrigna se ne ingelosisce; e se poi questa gliene dà altri, lo tira ad amare i proprii e a trascurare i poveri orfanelli; e lui, vigliacco, schifoso, mascalzone, farabutto, obbedisce! [...]

L’uscita del vedovo. Una novella di Luigi Pirandello



In una miniera in Sicilia (“la buca della Cace”), una sera il sorvegliante Cacciagallina, con la pistola in pugno, ordina ai suoi lavoratori di continuare a lavorare tutta la notte per finire il carico della giornata. Cacciagallina se la prende in particolar modo con un vecchio minatore, cieco da un occhio, chiamato Zi’ Scarda. Mentre tutti minatori, però, si rifiutano e tornano in paese, solo il vecchio Zi’ Scarda rimane, insieme al caruso Ciàula 1. Anche se molto stanco, il ragazzo, “che aveva più di trent’anni (e poteva averne anche sette o settanta, scemo com’era)”, non può che rimanere, obbedendo agli ordini di Zi’ Scarda. Ciàula è del resto abituato alla scarsa luce della miniera, dove non ha paura del buio ed anzi si trova perfettamente a proprio agio come un animale nel suo ambiente naturale...

Ciaula scopre la Luna, una novella di Luigi Pirandello


[...] Erano per fortuna un po' deboli di cervello, come la madre. Le compativa; ma anche il compatimento che ne aveva, nel vederle ridotte come due strofinacci, gli si cangiava in una cattiva irritazione. Perché egli non era buono. No, no. Non era buono come pareva a quelle sue povere donne, e, del resto, a tutti. Cattivo era. E gli si doveva veder bene negli occhi, certe volte, che l'aveva anche lui, la sua malizia, bene agguattata sotto. Gli veniva fuori, quand'era solo, nella stanza d'ufficio, che si baloccava senza saperlo con la lancetta del raschino, seduto davanti la scrivania: tentazioni che potevano esser anche da folle: come di mettersi a spaccare con la lancetta di quel raschino l'incerato della ribalta, il cuojo della poltrona; e poi, invece, posava su quella ribalta la manina che pareva grassa grassa, ed era anch'essa enfiata; se la guardava e, mentre grosse lagrime gli scolavano dagli occhi, s'accaniva con l'altra a strapparsi i peli rossicci dal dorso delle dita. [...]

Fuga, una novella di Luigi Pirandello



Strappato dal sonno, forse per sbaglio, e buttato fuori dal treno in una stazione di passaggio. Di notte; senza nulla con me. Non riesco a riavermi dallo sbalordimento. Ma ciò che piú mi impressiona è che non mi trovo addosso alcun segno della violenza patita; non solo, ma che non ne ho neppure un'immagine, neppur l'ombra confusa d'un ricordo. Mi trovo a terra, solo, nella tenebra d'una stazione deserta; e non so a chi rivolgermi per sapere che m'è accaduto, dove sono.

Una giornata, una novella di Luigi Pirandello


Il Guarnotta seguiva col corpo ciondolante l'andatura dell'asinello, come se camminasse anche lui; e per poco veramente le gambe, coi piedi fuori delle staffe, non gli strisciavano sulla polvere dello stradone. Ritornava, come tutti i giorni a quell'ora, dal suo podere quasi affacciato sul mare, all'orlo dell'altipiano. Piú stanca e piú triste di lui, la vecchia asinella s'affannava da un pezzo a superare le ultime pettate di quello stradone interminabile, tutto a volte e risvolte, attorno al colle, in cima al quale pareva s'addossassero fitte, una sull'altra, le decrepite case della cittaduzza. [...]

La cattura, una novella di Luigi Pirandello



Scontro aperto fra sport e cultura, fra la gloria del fisico e quella della mente. Il duello vede Vanni Visco, intelletto sensibile destinato dalla famiglia ai campi di calcio, solo contro la massa di sportivi e tifosi. Per Vanni, osannato fuoriclasse suo malgrado, l'unica speranza di sopravvivenza è rapportarsi in modo ingegnoso al cinico mondo del calcio.  Visco il sensibile inventa soluzioni per sopportare la propria inadeguatezza. La medicina è proprio nella forza della sua mente, nella sua clandestina biblioteca mentale. Il ritmato bisbiglio di prediletti brani letterari è un'energia quasi fisica che lo protegge da un'esistenza di cui non si sente minimamente artefice, da bruciare sui campi di calcio e nel suo tormentato rapporto con le donne.

Ultima di campionato, un romanzo di Francesco Abate


Cinico e disperato, grottesco e nichilista. Segnato da una sessualità parossistica, priva di erotismo e sentimento. Con una presenza diffusa e inquietante delle nuove tecnologie. L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde è insieme un romanzo breve e una raccolta di racconti. Un casellario di vite sbalestrate e disilluse, di personaggi attualissimi.

L’eccezionalità della regola, un romanzo di Matteo Fais. Prima parte



Sostieni Quarta Radio con una libera donazione  Il gioco del mondo, di Giulio Angioni (versione teatrale) con Lilli Fois, Roberta Perra e Caterina Scalas drammaturgia di scena di Gaetno Marino Elaborazione del suono a cura di Simon Balestrazzi Suono di Gaetano Marino “Questi ricordi, devo lasciarli perdere di nuovo, perché […]

Il gioco del mondo, di Giulio Angioni – versione teatrale ...


messa in voce di Gaetano Marino edizioni petitesondes.net recensione: Pregiudizio e Orgoglio di P.R. Moore-Dewey, ovvero: la storia di Lizzy vista con gli occhi di Darcy (e Georgiana) Il grande romanzo d’amore di Jane Austen raccontato, finalmente, dal punto di vista del protagonista maschile Fitzwilliam Darcy. La lettrice e il lettore […]

Pregiudizio e Orgoglio di P.R. Moore-Dewey – capitoli 3 e ...




Intanto, io e mio fratello ce ne stavamo su una grande duna di sale poco distante, come astronomi, insieme ad altri, e con la Luna lucidata dal Maestrale, il collo a pezzi per tentare di vedere pure noi dove si trovassero quelli... e nonna, di là, seduta all’aria fresca, in viaggio estivo di vacanza, che sbadigliava a parlare con la televisione: -bedda matre, figghiu miu, ma che vuoi dire che siamo diventati futurosi? Poi si sentì dal microfono di Armstrong quella frase che ci commosse tutti e uno dei compari sgranò gli occhi. -Cumpa' che è questa cosa del piede piccolo piccolo, di Armestronghe, che minghia dice? - Ma no cumpà, vuole dire che prima si fanno i passi piccoli piccoli per quelli grandi da fare dopo, quelli di tutti, insomma... - Tutti... tutti chi? ci stanno pure i piccidriddi? - Americani sono, chiddi i picciuoli ci l’hannu, pecciò dicono quello che ci pare.

20 luglio 1969, ha toccato la Luna, o no? di ...










Storia e salvezza di alcuni fuggiaschi, che per scampare da guerre e violenze, nel 1258, trovano rifugio in un'isoletta dello stagno di Cagliari, Sardegna; dove si fingono lebbrosi.

Sulla faccia della terra, di Giulio Angioni – part.1