prima guerra mondiale


La guerra era scoppiata da pochi giorni. Marino Lerna, volontario del primo corso accelerato di allievi ufficiali, avuta la nomina a sottotenente di fanteria, dopo una licenza di otto giorni trascorsa in famiglia, partí per Macerata, ov'era il deposito del reggimento a cui era stato assegnato: il 12.mo, brigata Casale. Contava di passar lí qualche mese per l'istruzione delle reclute, prima d'esser mandato al fronte. Invece tre giorni dopo, mentre si trovava nel cortile della caserma, fu improvvisamente chiamato, non seppe da chi; e sú per le scale si trovò insieme con gli altri undici sottotenenti arrivati con lui a Macerata dai diversi plotoni. - Ma dove? Perché? [...]

Jeri e oggi. Una novella di Luigi Pirandello


Ci sono le figure armate, lo stretto camminamento e le feritoie, il filo spinato e le scene tragiche dei soldati e della vita al fronte. Quel che mancava, nella trincea del “Parco artistico Gianni Argiolas” dedicata alla Brigata Sassari, erano l’ansia e la paura legate all’attesa dell’assalto imminente. Voci e affanni che soltanto personaggi reali potevano offrire per completare l’opera sulla guerra realizzata dal maestro Argiolas. Scenografia naturale e ideale per una rappresentazione teatrale, la trincea di “Isca sa folla” rappresentava un invito irresistibile per scrivere un dramma che evocasse, con il dialogo degli attori, il sacrificio di tanti soldati sardi caduti nella Prima guerra mondiale. “Trincea” è un testo breve. Un atto unico che ricorda l’assurdità dei conflitti. Di tutti i conflitti. Nella postazione del Parco uomini ignari del senso autentico della loro missione spiano il nemico da una feritoia. Osservano e aspettano. Aspettano e s’interrogano: . Prima di ogni battaglia i soldati bevevano. Cognac, in genere. Si stordivano per lanciarsi all’attacco con maggior coraggio. L’alternativa era convivere con la paura nel momento più duro e crudele della guerra: la corsa allo scoperto verso la trincea nemica. I personaggi del dramma aspettano ma sanno che l’ordine dell’assalto prima o poi arriverà. E temono che tra le prossime vittime, di una guerra che ha già mietuto tante vite di giovani soldati, potrebbero esserci anche loro. Pietro Picciau

Trincea, di Pietro Picciau