poesia


Il De rerum natura è un poema scritto dal filosofo e poeta latino Tito Lucrezio Caro intorno alla metà del I secolo a.C. In questa monumentale opera il poeta si fa portavoce delle teorie epicuree riguardo alla realtà della natura e al ruolo dell'uomo. Un richiamo alla responsabilità personale, un incitamento al genere umano affinché prenda coscienza della realtà, nella quale gli uomini sin dalla nascita sono vittime di passioni che non riescono a comprendere. Via dunque ogni illusione sulla religione, sull’anima, sul mondo tutto dell’incomprensibile, per accogliere invero con lucida mente la vita; libera da ogni retorica, non effimera, terribilmente vera, così come la natura abbraccia e conduce da sempre. “Avidamente congiungono petto a petto e bocca a bocca, e mordendosi il volto ansano indarno, poichè limar nulla possono, nè penetrar con tutto il corpo il corpo, come par che tal volta abbian talento, sì desiosamente avvolti, stan coi lacci venerei, finché, lasciati per soverchio piacer, si dissolvono i membri.”

De Rerum Natura, di Tito Lucrezio Caro, tradotto da Alessandro ...




Padre David Maria Turoldo, al secolo Giuseppe, nacque a Coderno, nella bassa friulana. Entrato giovanissimo nell’Ordine dei Servi di Maria, fu ordinato sacerdote nel 1940. Assegnato al convento di San Carlo al Corso a Milano, partecipò attivamente alla Resistenza, fu predicatore in Duomo e diede impulso a molte iniziative di carità e cultura. Uomo di grande sensibilità, combatté con sdegno le ingiustizie, rifiutando ogni compromesso con il potere. Per definirlo con pochi aggettivi, fu ribelle, impetuoso, drammatico, fedele. Ribelle, nel senso nobile del termine; impetuoso, nelle sue reazioni e atteggiamenti; drammatico, per le sue vicissitudini; fedele in tre sensi, a Dio, alla sua vocazione, alle sue origini.

Vieni signore, poesie di Padre David Maria Turoldo


Una Messia realmente esistita, realmente venerata, fondatrice di una setta. Nata povera. Diventata Dio. Un adepto confuso, tentato dalla carne e combattuto fra astinenza e impulsi richiami sessuali. Un adepto che capirà tutto in un delirium tremens illuminante. C'è un nesso con gli uomini lunari della prima serie? Lui lo scoprirà. Ma noi lo capiremo? Uno spacciatore affetto dai suoi problemi quotidiani. Dal successo alla disgrazia. Come tutti? Finirà in prigione come la Messia. Anche lui è un Dio dunque? O qualcosa del genere.

Problems-La Messia-Seconda Serie-Prima Puntata






Questo è un carnevale serio. Non è neppure carnevale. Storia cifrata d'un re che c'era una volta. Non re di carnevale: re di primavera, re di maggio. Re di festa che si mostra al suo popolo nel pieno delle sue funzioni: perciò dovrebbe essere vestito da re. Ma è un re che si nasconde, si traveste, si maschera. Ma pure se si maschera, la sua vestizione è un rito serio, elaborato. Un re che si sceglie ad ogni inizio d'anno. Se un re si può scegliere, garante del bene di tutti, lo si sceglie forte, puro, intero: sacerdote della fecondità, saldatura del ciclo delle stagioni. [...]

La Sartiglia di Oristano. Di Giulio Angioni


[...] Lo sbigottimento per l'aspetto e il contegno dello sposo cresceva nei convitati, quanto piú essi avvertivano il contrasto con l'aria della giovanissima sposa. Era una vera bambina ancora, vispa, fresca, aliena: e pareva si scrollasse sempre d'addosso ogni pensiero fastidioso con certi scatti d'una vivacità piena di grazia, ingenua e furba nello stesso tempo. Furba però, come d'una birichina ancora ignara di tutto. Orfana, cresciuta fin dall'infanzia senza mamma, appariva infatti chiaramente che andava a nozze affatto impreparata. Tutti, a un certo punto, finito il pranzo, risero e si sentirono gelare a un'esclamazione di lei, rivolta allo sposo: - Oh Dio, Nino, ma perché fai codesti occhi piccoli piccoli? Lasciami... no, scotti! Perché ti scottano cosí le mani? Senti, senti, papà, come gli scottano le mani. Che abbia la febbre? [...]

Un cavallo nella luna, una novella di Luigi Pirandello




Erano dodici. Dieci uomini e due donne, in commissione. Col prete che li conduceva, tredici. Nell'anticamera ingombra d'altra gente in attesa, non avevano trovato posto da sedere tutti quanti. Sette erano rimasti in piedi, addossati alla parete, dietro i sei seduti, tra i quali il prete in mezzo alle due donne. Queste piangevano, con la mantellina di panno nero tirata fin sugli occhi. E gli occhi dei dieci uomini, anche quelli del prete, s'invetravano di lagrime, appena il pianto delle donne, sommesso, accennava di farsi più affannoso per l'úrgere improvviso di pensieri, che facilmente essi indovinavano. - Buone... buone... - le esortava allora il prete, sotto sotto, anche lui con la voce gonfia di commozione. Quelle levavano il capo, appena, e scoprivano gli occhi bruciati dal pianto, volgendo intorno un rapido sguardo pieno d'ansietà torbida e schiva. [...]

Requiem aeternam dona eis domine. Una novella di Luigi Pirandello




Anninnora, poesie di Giulio Angioni. Quinto Corpo di Poesie Primo Aprile Aprile Ferie Note e giorno Come di notte Come di giorno Mezze stagioni Meteo In principio era il verbo? Il padre dell’ucciso Storie Risolvere Genesi La donna del miele Storia sacra Mea culpa Originale

Anninnora, poesie di Giulio Angioni. Quinto Corpo



Anninnora, poesie di Giulio Angioni. Quarto Corpo di Poesie Razzismo Come sa di sale La vita è ovvia La vita è bella I belli aforismi Il cattivo maestro Geometria Utopia Autunno Riso di melagrana Fiamme d’inverno Capodanno Pasqua di vento Cielo Buongiorno

Anninnora, poesie di Giulio Angioni. Quarto Corpo


Anninnora, poesie di Giulio Angioni. Terzo Corpo di Poesie Circospezione Vecchie risposte Carpe diem Amori Io, me A vivere s’impara Molto rumore per nulla Nulla Il corpo del sapere Disprezzo La trave e la pagliuzza Ragione Innocenza Eccentricità Sii te stesso La verità (3) Oblio

Anninnora, poesie di Giulio Angioni. Terzo Corpo



Anninnora, poesie di Giulio Angioni. Secondo corpo di poesie Alberi Rientro Fatti in casa Triste usignolo Luce e buio Matto Mannaro A festa grande Rincasare Antichi fiori Quanti-qualità Il carro del nonno Solemare Vicini Perplessità Donna Gatto Statistica Politica Rimedio Memorie

Anninnora, poesie di Giulio Angioni. Secondo Corpo


Anninnora, poesie di Giulio Angioni. Primo Corpo di Poesie Infanzie Chi può insegnare a un vecchio? Domani e domani e domani Andare Lontano Sonde Contenere Gnomica Che altro? Per tutti Domande Salvezza Vai alla voce amore Perché Casa Paternità Qualcosa della vita Nostos Itaca Barbone

Anninnora, poesie di Giulio Angioni. Primo Corpo




Problems.14: Le scoperte per Anna non finiscono mai. Nonostante alienazione e noia, si sommano emozioni e sensazioni nuove e la sua vita non sarà più la stessa. Anche sulla Luna i pochi rimasti devono organizzarsi per un nuovo capitolo della loro vita, probabilmente il più difficile ed estremo, anche più della vita nel deserto.Nel frattempo qualcuno lassù vive una nuova vita aliena dopo la trasformazione. Cosa si prova ad essere un...?

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – quattordicesima puntata ...



Problems 13. Solitudini. La solitudine di Anna non sara' piu' tale. Anche l'alienazione da lavoro sara' piu' sopportabile grazie alle nuove compagnie. Nuove prospettive si affacciano nella sua vita. Sulla Luna invece la solitudine estrema sara' ancora piu' estrema.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – tredicesima puntata ...







Corrado Tranzi, fino a ventiquattr'anni disprezzatore implacabile di tutte le donne, implacabile derisore di tutti gli uomini che se n'innamoravano, appena presa la laurea di dottore in medicina, chiamato per un caso d'urgenza mentre di buon mattino stava a concertare una partita di caccia nella farmacia d'un amico - (il bel cielo? il tepore della primavera imminente? qualche sogno della notte?) - s'innamorò anche lui tutt'a un tratto, proprio in quella sua prima visita di medico. Che pregi straordinarii e doti scoprisse in quella fanciulla che venne ad aprirgli la porta, spettinata, mezzo discinta, tutta affannata tra le lagrime, l'avrà saputo lui che li scoperse. Certo è che, fin dal primo vederla, restò abbagliato a guardarla in bocca, mentr'ella affollatamente gli parlava della zia trovata a letto, un quarto d'ora addietro, rantolante e senza conoscenza.

Superior Stabat Lupus, una novella di Luigi Pirandello – parte ...


Problems.10 Anna entra in un nuovo mondo buio e umido e pieno di insetti. Inizia un nuovo viaggio. Una rinascita in un luogo spettrale e ostile negli inferi urbani. Anche sulla Luna si prosegue la discesa agli inferi dopo aver scampato la morte. Cio' che dovranno incontrare potrebbe essere peggio. Nel frattempo qualcuno lassu' entra invece nei meandri della propria coscienza.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – decima puntata ...




Tre racconti dai vincitori del 1^ Concorso Letterario “L’essenziale è invisibile agli occhi”, promosso dall’Associazione Note di Cultura, con il contributo e patrocinio del Comune di Sanluri. - INGORDIGIA E PUZZA DI PAURA DI TANINO, un racconto di Rita Cannas; XANDER, un racconto di Sara Lawlor; IL REGALO DI NATALE DI LUCA, un racconto di Giovanni Spiggia L’iniziativa è nata per ricordare Barbara Congiu, una giovane donna scomparsa prematuramente a causa di una male incurabile, che attraverso il suo sorriso, le sue frasi e i suoi pensieri trasudava amore per la vita. Sagace, acuta e ricercata, amava usare due metafore per rappresentare il suo viaggio: uno zainetto e una tartaruga. Da qui nasce il titolo di questa raccolta.

Come uno zainetto su una tartaruga, tre racconti.



Poesie. Floriana Porta è una poetessa vinovese che da alcuni anni pubblica sillogi poetiche e espone le sue opere artistiche nel Torinese e nell'Astigiano. Oltre alla poesia infatti si occupa di fotografia digitale, collage artistici e pittura.

Il ventre dell’alba, poesie di Floriana Porta


Problems. Capitolo 8. Anna rischia la vita, ma raggiungerà qualcosa dopo il suo vagabondaggio. Sarà ciò che cercava? Gli schiavi intanto devono affrontare un nuovo problema e nuove tensioni. E, soprattutto, devono tornare laggiù nella galleria. Per scoprire che...

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – ottava puntata ...



Problems. Capitolo sette. Anna si trova di fronte ad una svolta nella sua vita e, per la prima volta, intraprendera' un viaggio che la metterà alla prova e ponendo a rischio la sua vita. Anche sulla Luna succede qualcosa che sconvolge la vita degli schiavi. Sia per Anna che per gli schiavi niente sara' piu' come prima.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – settima puntata ...




Poesie di Viviana Maxia. Penso Il buonsenso fugge con il primo treno per la luna laddove Orlando ritrovò il suo senno perso. A me invece basterebbe un accenno di canzone allegra per ritrovare fortuna in una vita agra. Un egoismo sano senza senso. Un caramello denso da spalmare sul sale...

Ritme Salve, poesie di Viviana Maxia


Anna continua l'esplorazione, oltre che della città, del proprio corpo. E dovrà affrontare delle nuove difficoltà con la sua attività illegale. Intanto, sulla Luna, l'impensabile si fa concreto e l'orrore diventa realtà.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – sesta puntata ...



Le due storie parallele proseguono. Anna continua il viaggio nell'adolescenza e nella conoscenza, e studia il modo migliore per vivere più a lungo possibile in un mondo di miseria. I nostri schiavi invece scoprono la libertà su un nuovo pianeta, una nuova colonia. Tutto sembra più bello di prima, ma...

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – quinta puntata ...


Recital messa in voce di alcuni componimenti del poeta Dino Campana. Poesia e dintorni. Si comincia con “il crepuscolo mediterraneo” di un’estate notturna e ardente. Ci sarà spazio pure per la fine dei Canti Orfici “Fuori è la notte chiomata di muti canti, pallido amor degli erranti”, dove la notte appare protagonista di ogni esistere. La parola diviene leggera sempre più, seppure ricca di suoni aspri e ridondanti, incastonati in uno stupore che si fa desiderio supplichevole, follia dei sensi, di cui si rimane avvolti.

Amore, primavera del sogno. Dai Canti Orfici e d’altri componimenti ...
























Poesie sparse di Maurizio Virdis. Quasi un gioco, ma non solo, di sentimenti giovanili celati nella poesia. Parole che danzano tra desiderio e dilettata fresca ambizione, stupore. Un piccolo omaggio al giogo della vita e per quel che poi verrà. O forse, chissà, un diritto alla leggiadria e un dovere per chi oramai ci sta, quaggiù, o da qualche altra parte; e s'ha da trascinare comunque, tra i solchi segnati dalle ruote ferrose, il carro di una vita. Ricordi e nostalgie. Speranza. Dunque, sia leggerezza e inganno velato di un'ultima menzogna, seppur s'attende, un po’ più in là per un’anima velata.

Anima Velata. Poesie sparse di Maurizio Virdis – Messa in ...











sostieni Quarta Radio con una libera donazione  adattamento e messa in voce di Gaetano Marino Musiche dei TAC: Waiting For The Twilight Corrado Loi – Mario Massa, Simon Balestrazzi – Antonio Piga – Monica Serra – Alessia Manca Recorded & produced at Neurohabitat, Cagliari, January 2001 – May 2002. Mastered at Busker Studio, Rubiera (Re). sostieni […]

Dai Canti Orfici, di Dino Campana



"Questi ricordi, devo lasciarli perdere di nuovo, perché già troppi li hanno ricordati a modo loro? Qui vedo chiaro che la mia fanciullezza è più vicina ai tempi dei nuraghi che a tempi come questi. E mi ci sento le vertigini. Ma è grazie agli artifici del ricordo che si riesce a sopportare ogni passato, e forse a non avere eccessi di paura del futuro. Ma non sarà che rimane memoria solo di ciò che lo voleva diventare, ci aspirava da sé, per conto suo, a essere memoria?".

Il gioco del mondo, di Giulio Angioni – versione teatrale ...
















adattamento e messa in voce da Gaetano Marino musiche di Simon Balestrazzi sostieni Quarta Radio con una libera donazione  La ballata delle madri (testo integrale) Mi domando che madri avete avuto. Se ora vi vedessero al lavoro in un mondo a loro sconosciuto, presi in un giro mai compiuto d’esperienze […]

La ballata delle madri, di Pier Paolo Pasolini










per LA NOTTE DEI CENTOMILA adattamento e messa in voce di Gaetano Marino il brano è ispirato al monologo di Ascanio Celestini “Radio clandestina” Premio Nazionale di poesia e narrativa ALBEROANDRONICO 2010 3° classificata sezione L come Lazio sostieni Quarta Radio con una libera donazione 

Celeste Ascanio, una poesia di Viviana Maxia