miniera zolfo


[...] Eran venuti sú per la buja, erta scaletta di legno; sú, in silenzio, quasi di furto, piano piano. Il professor Carmelo Sabato - tozzo pingue calvo - con in braccio, come un bamboccetto in fasce, un grosso fiasco di vino. Il professor Lamella, antico alunno del Sabato, con due bottiglie di birra, una per mano. E da piú d'un'ora, su l'alta terrazza sui tetti, irta di comignoli, di fumajoli di stufe, di tubi d'acqua, sotto lo sfavillío fitto, continuo delle stelle che pungevano il cielo senz'allargar le tenebre della notte profonda, conversavano. E bevevano. Vino, il professor Sabato: vino, fino a schiattarne: voleva morire. Il professor Lamella, birra: non voleva morire. Dalle case, dalle vie della città non saliva piú, da un pezzo, nessun rumore. Solo, di tratto in tratto, qualche remoto rotolío di vettura. [...]

Sopra e sotto. Una novella di Luigi Pirandello


In una miniera in Sicilia (“la buca della Cace”), una sera il sorvegliante Cacciagallina, con la pistola in pugno, ordina ai suoi lavoratori di continuare a lavorare tutta la notte per finire il carico della giornata. Cacciagallina se la prende in particolar modo con un vecchio minatore, cieco da un occhio, chiamato Zi’ Scarda. Mentre tutti minatori, però, si rifiutano e tornano in paese, solo il vecchio Zi’ Scarda rimane, insieme al caruso Ciàula 1. Anche se molto stanco, il ragazzo, “che aveva più di trent’anni (e poteva averne anche sette o settanta, scemo com’era)”, non può che rimanere, obbedendo agli ordini di Zi’ Scarda. Ciàula è del resto abituato alla scarsa luce della miniera, dove non ha paura del buio ed anzi si trova perfettamente a proprio agio come un animale nel suo ambiente naturale...

Ciaula scopre la Luna, una novella di Luigi Pirandello