luigi pirandello


Quand'ero matto, non mi sentivo in me stesso; che è come dire: non stavo di casa in me. Ero infatti divenuto un albergo aperto a tutti. E se mi picchiavo un po' sulla fronte, sentivo che vi stava sempre gente alloggiata: poveretti che avevan bisogno del mio ajuto; e tanti e tanti altri inquilini avevo parimenti nel cuore; né si può dir che gambe e mani avessi tanto al servizio mio, quanto a quello degli infelici che stavano in me e mi mandavano di qua e di là, in continua briga per loro...

Quand’ero matto. Fondamento della morale. 02. Una novella di Luigi ...


Prima di tutto chiedo licenza di premettere che ora sono savio. Oh, per questo, anche povero. Anche calvo. Quand'ero ancora io, voglio dire, il riverito signor Fausto Bandini, ricco, e in capo avevo tutti i miei bellissimi capelli, è però provato provatissimo ch'ero matto. E un po' piú magro, s'intende. Ma pur con questi occhi che mi sono rimasti da allora spauriti, nella faccia cosí tutta scritta dagli atteggiamenti che prendeva per le croniche pietà da cui ero afflitto.

Quand’ero matto. Il soldino. 01. Una novella di Luigi Pirandello



I pochi avventori del Romitorio, esiliati lassù in vetta al monte, da un pezzo sentivano la vociaccia di Natale il somararo, sú per l'erta faticosa sotto la macchia: - Sci... brrr! Sci... brrr! E nella calura asfissiante, nell'ozio opprimente, fra lo stridor lontano, continuo, delle cicale e gli zighi acuti dei grilli vicini, ansiosi di sapere se quello stortaccio conducesse lassù qualche nuovo compagno di sventura o un visitatore momentaneo, si affacciavano di tanto in tanto alle finestre dell'ex-convento, ridotto da alcuni anni ad albergo. Il convento, a dir vero, era rimasto tal quale, con le sue anguste cellette, fornite di un lettuccio cosí stretto che a mala pena ci si poteva rigirare, d'un rustico tavolino, d'un lavamano e di tre o quattro seggiole impagliate; tal quale, col suo refettorio, coi suoi lunghi e cupi corridoj rintronanti, con le grige scalette logore e la chiesuola accanto, ora sempre chiusa.

Concorso per referendario al consiglio di stato, una novella di ...


Corrado Tranzi, fino a ventiquattr'anni disprezzatore implacabile di tutte le donne, implacabile derisore di tutti gli uomini che se n'innamoravano, appena presa la laurea di dottore in medicina, chiamato per un caso d'urgenza mentre di buon mattino stava a concertare una partita di caccia nella farmacia d'un amico - (il bel cielo? il tepore della primavera imminente? qualche sogno della notte?) - s'innamorò anche lui tutt'a un tratto, proprio in quella sua prima visita di medico. Che pregi straordinarii e doti scoprisse in quella fanciulla che venne ad aprirgli la porta, spettinata, mezzo discinta, tutta affannata tra le lagrime, l'avrà saputo lui che li scoperse. Certo è che, fin dal primo vederla, restò abbagliato a guardarla in bocca, mentr'ella affollatamente gli parlava della zia trovata a letto, un quarto d'ora addietro, rantolante e senza conoscenza.

Superior Stabat Lupus, una novella di Luigi Pirandello – parte ...



Il Guarnotta seguiva col corpo ciondolante l'andatura dell'asinello, come se camminasse anche lui; e per poco veramente le gambe, coi piedi fuori delle staffe, non gli strisciavano sulla polvere dello stradone. Ritornava, come tutti i giorni a quell'ora, dal suo podere quasi affacciato sul mare, all'orlo dell'altipiano. Piú stanca e piú triste di lui, la vecchia asinella s'affannava da un pezzo a superare le ultime pettate di quello stradone interminabile, tutto a volte e risvolte, attorno al colle, in cima al quale pareva s'addossassero fitte, una sull'altra, le decrepite case della cittaduzza.

La cattura, una novella di Luigi Pirandello. Parte 2 di ...


Il Guarnotta seguiva col corpo ciondolante l'andatura dell'asinello, come se camminasse anche lui; e per poco veramente le gambe, coi piedi fuori delle staffe, non gli strisciavano sulla polvere dello stradone. Ritornava, come tutti i giorni a quell'ora, dal suo podere quasi affacciato sul mare, all'orlo dell'altipiano. Piú stanca e piú triste di lui, la vecchia asinella s'affannava da un pezzo a superare le ultime pettate di quello stradone interminabile, tutto a volte e risvolte, attorno al colle, in cima al quale pareva s'addossassero fitte, una sull'altra, le decrepite case della cittaduzza.

La cattura, una novella di Luigi Pirandello. Parte 1 di ...



[...] Erano per fortuna un po' deboli di cervello, come la madre. Le compativa; ma anche il compatimento che ne aveva, nel vederle ridotte come due strofinacci, gli si cangiava in una cattiva irritazione. Perché egli non era buono. No, no. Non era buono come pareva a quelle sue povere donne, e, del resto, a tutti. Cattivo era. E gli si doveva veder bene negli occhi, certe volte, che l'aveva anche lui, la sua malizia, bene agguattata sotto. Gli veniva fuori, quand'era solo, nella stanza d'ufficio, che si baloccava senza saperlo con la lancetta del raschino, seduto davanti la scrivania: tentazioni che potevano esser anche da folle: come di mettersi a spaccare con la lancetta di quel raschino l'incerato della ribalta, il cuojo della poltrona; e poi, invece, posava su quella ribalta la manina che pareva grassa grassa, ed era anch'essa enfiata; se la guardava e, mentre grosse lagrime gli scolavano dagli occhi, s'accaniva con l'altra a strapparsi i peli rossicci dal dorso delle dita. [...]

Fuga, una novella di Luigi Pirandello


Pastori sfaccendati, arrampicandosi un giorno sú per le balze di Mízzaro, sorpresero nel nido un grosso corvo, che se ne stava pacificamente a covar le uova. - O babbaccio, e che fai? Ma guardate un po'! Le uova cova! Servizio di tua moglie, babbaccio! Non è da credere che il corvo non gridasse le sue ragioni: le gridò, ma da corvo; e naturalmente non fu inteso. Quei pastori si spassarono a tormentarlo un'intera giornata; poi uno di loro se lo portò con sé al paese; ma il giorno dopo, non sapendo che farsene, gli legò per ricordo una campanellina di bronzo al collo e lo rimise in libertà

Il corvo di Mìzzaro, una novella di Luigi Pirandello



Trafelati, ansanti, per far piú presto, quando furono sotto il borgo, - sú, di qua, coraggio! - s'arrampicarono per la scabra ripa cretosa, ajutandosi anche con le mani - forza! forza! - poiché gli scarponi imbullettati - Dio sacrato! - scivolavano. Appena s'affacciarono paonazzi sulla ripa, le donne, affollate e vocianti intorno alla fontanella all'uscita del paese, si voltarono tutte a guardare. O non erano i fratelli Tortorici, quei due là? Sí, Neli e Saro Tortorici. Oh poveretti! E perché correvano cosí? Neli, il minore dei fratelli, non potendone piú, si fermò un momento per tirar fiato e rispondere a quelle donne; ma Saro se lo trascinò via, per un braccio. - Giurlannu Zarú, nostro cugino! - disse allora Neli, voltandosi, e alzò una mano in atto di benedire.

La mosca, una novella di Luigi Pirandello


Pompeo Lagúmina distolse gli occhi da quello spettacolo, aggrottando le ciglia. Ah, lui, no! lui non doveva piú guardare donne. Ne portava una nel cuore, e basta. L'uomo serio, quando abbia preso un impegno, sia da vicino sia da lontano, deve rispettarlo, fedele anche col pensiero. Via, via! E s'intenerí pensando alla sua Sandra, alla sua modesta Sandrina, che da due anni si consumava d'amore, aspettando il giorno delle nozze e lottando contro l'arcigna madre che le teneva continuamente tra i piedi un cugino ricco, quello stupido Mimmino Orrei, a cui Sandrina non risparmiava né sgarbi né beffe.

Concorso per referendario al consiglio di stato, una novella di ...



Pompeo Lagúmina distolse gli occhi da quello spettacolo, aggrottando le ciglia. Ah, lui, no! lui non doveva piú guardare donne. Ne portava una nel cuore, e basta. L'uomo serio, quando abbia preso un impegno, sia da vicino sia da lontano, deve rispettarlo, fedele anche col pensiero. Via, via! E s'intenerí pensando alla sua Sandra, alla sua modesta Sandrina, che da due anni si consumava d'amore, aspettando il giorno delle nozze e lottando contro l'arcigna madre che le teneva continuamente tra i piedi un cugino ricco, quello stupido Mimmino Orrei, a cui Sandrina non risparmiava né sgarbi né beffe.

Concorso per referendario al consiglio di stato, una novella di ...


Parte 2 di 2. È la vicenda di un individuo d’estrazione borghese, colto e fortemente critico nei confronti di una società formalista e ipocrita da cui si sente schiacciato, che improvvisamente esplode e libera, con una folle volontà omicida, la sua vitalità repressa. Il protagonista scopre che, congiungendo pollice e indice e soffiando sulle dita davanti a delle persone, le fa cadere morte e uccide, così, il giovane segretario di un amico e poi l’amico stesso, precipitatosi a comunicargli la notizia di quell’improvviso decesso.

Soffio, ancora una prova – una novella di Luigi Pirandello ...



Parte 1 di 2. È la vicenda di un individuo d’estrazione borghese, colto e fortemente critico nei confronti di una società formalista e ipocrita da cui si sente schiacciato, che improvvisamente esplode e libera, con una folle volontà omicida, la sua vitalità repressa. Il protagonista scopre che, congiungendo pollice e indice e soffiando sulle dita davanti a delle persone, le fa cadere morte e uccide, così, il giovane segretario di un amico e poi l’amico stesso, precipitatosi a comunicargli la notizia di quell’improvviso decesso.

Soffio, certe notizie – una novella di Luigi Pirandello – ...