lilli fois



[...] Matteo vide, e non poté trattenere un moto d'angoscia: fin dalla sua prima giovinezza, più che il tramonto del sole e della luna, egli aveva amato e contemplato sempre il tramonto di Venere. E quest'ultimo tramonto, più che ogni altra cosa in quella sera fatale gli rievocava in un attimo tutti i più cari ricordi della sua vita. Entrò nel boschetto, in un viale diritto e stretto che la luna illuminava dall'alto. Non una foglia si muoveva: i rami s'ergevano e si stendevano rigidi, immobili nella purissima trasparenza dell'aria, e sembravano addormentati in un sogno. I raggi della luna li attraversavano, quieti, andando a porre larghe macchie d’argento sull'erba finissima che rinasceva sotto le piante. Una fredda fragranza di erba, di funghi, di foglie cadute, esalava, dando la distinta sensazione dei luoghi solitari e ombrosi. Ma anche là, sotto il cielo sempre più puro, sotto le stelle limpidissime, sembrava d'essere in primavera. Matteo attraversò il viale, andando dritto verso una panchetta di pietra, seduto sulla quale aveva già trascorso tante ore: laggiù precisamente egli voleva morire. Ma arrivato in fondo al viale vide sulla panchetta un bimbo addormentato. — A quest'ora? — pensò meravigliato. S'accostò, piano piano, e si curvò per veder meglio. Il bimbo, di forse quattro anni, stava seduto in dolce abbandono, con le gambette penzoloni, le manine abbandonate sulla panchetta e il capo reclinato sul petto. [...]

Il bambino smarrito. Una novella di Grazia Deledda



Sergio Atzeni, scritti messi in voce, spettacoli di teatro, narrazione e teatro/concerto, sulle e dalle opere di Sergio Atzeni. Scrittore e poeta. Sergio Atzeni. (1952/1995) è giunto alla notorietà attraverso un apprendistato intenso e variamente articolato. Una precoce vocazione alla scrittura lo aveva spinto, ancora giovanissimo, verso l’attività giornalistica, inizialmente praticata a tutto campo (si era occupato di cronaca, di sport, di attività politica e sindacale) e progressivamente orientata verso il reportage culturale e la recensione libraria. Rileggendo i suoi articoli, che costituiscono il naturale retroterra della successiva attività di narratore, abbiamo modo di cogliere una vastità di interessi, uno sguardo curioso che si spinge nella direzione delle letterature (italiana, in primo luogo, ma anche nord e sudamericana, tedesca, francese, spagnola, con incursioni nell’ambito della classicità greca e latina), del cinema, del fumetto, della musica, degli studi antropologici e linguistici. Un lettore attento troverà traccia consistente di queste esperienze nella filigrana delle opere che cominciò a pubblicare dalla metà degli anni Settanta.

Sergio Atzeni, scrittore e poeta. Scritti in voce, teatro e ...


Sostieni Quarta Radio con una libera donazione  Il gioco del mondo, di Giulio Angioni (versione teatrale) con Lilli Fois, Roberta Perra e Caterina Scalas drammaturgia di scena di Gaetno Marino Elaborazione del suono a cura di Simon Balestrazzi Suono di Gaetano Marino “Questi ricordi, devo lasciarli perdere di nuovo, perché […]

Il gioco del mondo, di Giulio Angioni – versione teatrale ...



"Questi ricordi, devo lasciarli perdere di nuovo, perché già troppi li hanno ricordati a modo loro? Qui vedo chiaro che la mia fanciullezza è più vicina ai tempi dei nuraghi che a tempi come questi. E mi ci sento le vertigini. Ma è grazie agli artifici del ricordo che si riesce a sopportare ogni passato, e forse a non avere eccessi di paura del futuro. Ma non sarà che rimane memoria solo di ciò che lo voleva diventare, ci aspirava da sé, per conto suo, a essere memoria?".

Il gioco del mondo, di Giulio Angioni – versione teatrale ...