atene


TERZA E ULTIMA PUNTATA I Peoni, la rivolta ionica. Traditori di Dario e tradimenti. Chiedere pane e acqua, sottomissione. Si può ingannare un popolo, meglio che un uomo solo. La attaglia di Maratona. Spartani e le mancate battaglie. Il re persiano Serse prosegue la volontà del padre Dario: conquistare la Grecia. Preparazione della spedizione militare dell'esercito Persiano. Costruzione del ponte per attraversare l’Ellesponto (stretto dei Dardanelli): primi fallimenti. La punizione del mare con ferro rovente e catene. La traversata del ponte: a fantastica e visionaria illustrazione degli eserciti alleati. La battaglia delle Termopili, il sacrificio di Leonida e i suoi trecento soldati. L’avanzata di Re Serse. La distruzione di Atene. La battaglia di Salamina, il disordine e il destino. Il coraggio e la temerarietà di Artemisia: il consiglio. La disfatta dei Persiani. La fuga e il ritorno in patria di Serse. Il sacrificio dei soldati Persiani. La terribile vendetta dell’eunuco Ermotimo. La battaglia di Platea. Intrighi e ultime vicende alla corte di Re Serse. Rapimenti e vendette.

03. Erodoto. Se una notte. Storie dalle Storie. Terza e ...


La storia ricorda molti tribunali messi in piedi per impedire ad un cervello di pensare, o di insegnare a pensare. Nell’Atene del quattrocento avanti Cristo, quel tribunale decretò la condanna a morte di Socrate – garantendogli di fatto una fama immortale, e la capacità di trasmettere il suo insegnamento di generazione in generazione, fino ai nostri giorni.

Voi che sapete, difesa e condanna di Socrate. Dall’Apologia di ...


Il De rerum natura è un poema scritto dal filosofo e poeta latino Tito Lucrezio Caro intorno alla metà del I secolo a.C. In questa monumentale opera il poeta si fa portavoce delle teorie epicuree riguardo alla realtà della natura e al ruolo dell'uomo. Un richiamo alla responsabilità personale, un incitamento al genere umano affinché prenda coscienza della realtà, nella quale gli uomini sin dalla nascita sono vittime di passioni che non riescono a comprendere. Via dunque ogni illusione sulla religione, sull’anima, sul mondo tutto dell’incomprensibile, per accogliere invero con lucida mente la vita; libera da ogni retorica, non effimera, terribilmente vera, così come la natura abbraccia e conduce da sempre. “Avidamente congiungono petto a petto e bocca a bocca, e mordendosi il volto ansano indarno, poichè limar nulla possono, nè penetrar con tutto il corpo il corpo, come par che tal volta abbian talento, sì desiosamente avvolti, stan coi lacci venerei, finché, lasciati per soverchio piacer, si dissolvono i membri.”

De Rerum Natura, di Tito Lucrezio Caro, tradotto da Alessandro ...



Siamo all’inizio della guerra del Peloponneso – Atene è al massimo della sua potenza –: alla fine del primo anno Pericle commemora, secondo la tradizione della città, i caduti ateniesi. Con grande maestria Tucidide utilizza questa occasione per far comprendere al lettore come gli Ateniesi “vivevano” l’éthos della loro città.  

Pericle, elogio della democrazia. Dalle Storie di Tucidide