assassinio


Una terribile pestilenza, la Morte Rossa, sta devastando una contrada e il principe Prospero, uomo di animo felice e temerario, si rende conto che le sue terre sono spopolate (molti sono morti a causa della pestilenza, oppure sono semplicemente fuggiti per evitare il contagio). L'uomo allora decide di ritirarsi insieme ad un migliaio di amici e cortigiani in un suo palazzo, così da evitare il contagio. All'interno dell'edificio gli occupanti trascorrono gioiosamente le giornate, con musiche e buffoni, e dopo cinque mesi di isolamento il principe decide di indire un ballo in maschera…

La mascherata della morte rossa, un racconto di Edgar Allan ...


Un piccolo borgo olandese Vondervotteimittiss. Vecchio villaggio situato in una valle sperduta. Fino a due giorni prima tutto è sempre rimasto immutato. In ogni dove vi stanno orologi, scolpiti o veri. Mentre gli anziani stanno seduti aspettando, come da sempre, il rintocco di mezzogiorno, un minuscolo uomo si avvicina velocemente dalle colline. Vestito di nero, con « un sogghigno perenne da un'orecchia all'altra », danza in modo sgraziato, tiene sottobraccio un cappello e « un violino cinque volte circa più grande di lui ». Fiondatosi su Vondervotteimittiss balza sulla torre dell'orologio e…

Il diavolo nel campanile, una racconto di Edgar Allan Poe



Un uomo si trova all'Inferno dentro un sepolcro in compagnia di Satana. Questi decide di raccontargli una storia che crede sia la migliore di tutte quelle mai raccontate perché ha per protagonista il Silenzio. Il protagonista della favola si trova in Libia nei pressi di un fiume melmoso di nome Zaire. Le acque sono ricoperte da gigli che sospirano al rumore del vento e tutt'intorno vi è un bosco dove le gocce d'acqua diventano sangue umano alla caduta sulla terra. Il protagonista incamminandosi intorno al fiume scorge un grande masso dove c'è scritto "DESOLAZIONE" e scorge seduto sopra di esso un uomo in vesti romane che fissa la luna tremando e gemendo di sconforto. L'uomo non riesce a capire tale comportamento e dopo un po' comincia ad imprecare in silenzio contro di lui facendo improvvisamente diventare tutto l'ambiente silenzioso e ancora più tetro. Ora anche la scritta sulla roccia è mutata in "SILENZIO" e l'uomo in vesti romane fugge via terrorizzato. Il diavolo ha concluso la sua storia e vedendo il compagno muto ride e impreca adagiandosi sul sepolcro assieme ad una statua di lince animatasi all'improvviso.

Silenzio, favola. Un racconto di Edgar Allan Poe


L’uomo racconta di aver conosciuto Morella molti anni addietro, per caso; ne fu subito profondamente attratto, anche se gli ardori che lo presero « non erano quelli di Eros », e la sposò. La donna, erudita, trasmette il proprio sapere al marito. Ama in particolare gli studi filosofici e teologici. Il protagonista non è però sulla stessa lunghezza d'onda; mentre Morella si identifica con le sue letture mistiche, egli sente sovente « uno spirito proibito destarsi in lui », che Morella cerca di spegnere sul nascere con « qualche grave e singolare parola ». A poco a poco, l'inquietudine e l'orrore che gli procurano il pensiero e i discorsi di lei vanno aumentando e turbandolo nell'intimo…

Morella, un racconto di Edgar Allan Poe



La storia è raccontata da un'anima passata nell'Inferno da molti secoli. Si tratta del greco Oinos (che vuol dire "Vino") il quale assieme a sette amici si trova una sera in una casa della città libica Tolemaide. Gli ospiti stanno banchettando allegramente, recitando alcuni versi del poeta Anacreonte e bevendo coppe e calici di vino quando Oinos comincia a sentire un'oscura presenza e forti brividi gli percorrono la schiena. Infatti trova tutto molto strano in quell'ambiente compresa una colossale porta di bronzo. Ad un tratto Oinos si riprende dallo stordimento e si rende conto che sta banchettando alla presenza di un cadavere ucciso dalla peste disteso sulla tavola ellittica...

Ombra, un racconto di Edgar Allan Poe


Il racconto è la confessione dell'omicidio di un vecchio. L'anonimo protagonista puntualizza immediatamente di essere sano di mente anche se un po' nervoso; durante tutto il racconto vorrà dimostrare la sua lucidità mentale nel premeditare e compiere il crimine. L'assassino amava il vecchio con cui viveva, ma non sopportava il suo occhio chiaro da avvoltoio, quell'occhio sempre incombente, vitreo, che lo innervosiva, lo faceva letteralmente diventare matto.

Il cuore rivelatore, un racconto di Edgar Allan Poe