Romanzo minimo. Un novella di Grazia Deledda


Adattamento di Gaetano Marino. Messa in voce di Francesco Nonnis

[…] Son passati vent’anni. Allora tutta la nostra famiglia, la nobile famiglia dei Maxu, la più ricca del villaggio, era composta da me, elegante studente di giurisprudenza, da mio padre più elegante ancora di me benché contasse quarant’anni suonati, aristocratico cavaliere di montagna che viveva cacciando aquile e cinghiali nei nostri immensi boschi d’elci e di roveri, e da una cugina orfana di cui egli era tutore, ed io naturalmente innamorato. Però non l’avevo sempre amata: mi ricordo anzi che fin da bambino provavo una sorda antipatia per essa, forse perché ogni volta che venivamo a lite, lei grande e forte – eravamo quasi della stessa età – mi picchiava come l’ultima delle monelle. […]

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