Processo ad Antigone. Dalla tragedia di Sofocle.


Musiche dei TAC – Simon Balestrazzi
Traduzione, adattamento, drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino
Tesi dell’accusa a cura di Denise Salis. Tesi della difesa a cura di Carlo Usai.
In collaborazione con l’Università di Cagliari – Facoltà di Studi Umanistici
Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica

Il fatto
Antigone, Figlia di Edipo e Giocasta, ha due fratelli, Eteocle e Polinice. Edipo è morto e i due fratelli si accordano per dividersi a turno il trono, ma Eteocle non rispetta i patti. Polinice, fugge in esilio e muove guerra alla sua città. Nel duello finale Eteocle e Polinice muoiono per mano reciproca. Il potere è assunto da Creonte, fratello di Giocasta. E qui comincia l’opera di Sofocle.
Creonte considera Polinice un traditore e ordina, nel pieno rispetto delle leggi dello stato, che il suo cadavere rimanga insepolto. Ma Antigone, appellandosi alla legge degli dei, che impongono pietà e la sepoltura dei parenti defunti, disobbedisce. Esce dalle mura, si avvicina al cadavere del fratello Polinice e lo cosparge con un pugno di terra dandogli simbolicamente sepoltura. La ragazza viene arrestata e portata alla presenza del re, dinanzi al quale rivendica la legittimità sacra del suo gesto. Creonte, adirato, ordina che Antigone sia sepolta viva in una grotta fuori città.

Il processo
Quando la docente di Letteratura Greca dell’Università di Cagliari, Patrizia Mureddu, mi chiese di mettere in scena l’Antigone di Sofocle, pensai di realizzare un processo in forma teatrale. Un motivo principe, o meglio, una domanda mi spinse in questa direzione: perché sono ben 25 secoli che ci si dibatte sulla questione aperta dal moderato Sofocle? Un dilemma infinito che contempla parecchi temi: lo stato, la pòlis, la famiglia, la legge degli uomini e quella degli dei. Per programmare il processo ho individuato nel testo del tragediografo ateniese il movente, focalizzando il capo d’accusa nel seguente dilemma: la giovane Antigone, seppellendo il proprio fratello Polinice, traditore della patria, ha fatto bene o no a trasgredire l’editto del tiranno Creonte, la figlia di Edipo è colpevole o innocente; è giusto o no che debba morire? In poche parole volevo mettere a giudizio Antigone, l’eroina di Tebe, e affidare allo spettatore il suo nuovo destino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.