Povera Sara Povera Nera, da una storia vera delle Memorie di un Pulcino di Latta. Di Gaetano Marino


Messa in voce di Gaetano Marino

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Era il 1993. Un’amica, reduce da un viaggio di lavoro all’estero, mi raccontò una storia vera di ordinaria follia. Una vicenda vissuta come spettatrice proprio nei giorni di soggiorno in una città d’Europa. L’amica si occupava di un progetto civile d’accoglienza riservato agli stranieri immigrati; soprattutto giovani donne, spesso fanciulle coinvolte nella tratta della prostituzione.
Tra queste numerose schiave ci stava Sara, la nera – un nome che ho ovviamente inventato – una piccina di quasi dodici anni caduta in una delle improvvise retate-bonifica e destinata al rimpatrio coatto. La piccola Sara veniva da un villaggio dove la povertà era estrema, ma il ritorno a casa fu una sentenza inappellabile le cui conseguenze sarebbero state terribili. La piccola dagli occhi di girasole decise di vendicarsi con un gesto inaudito, provocatorio e grottesco. Io presi spunto da questa vicenda trascrivendo per la scena una libera messa in voce. Un altro finale, dunque, avente l’epicentro in quella scelta di Sara, estremo e imprevedibile atto di un eroismo inconsapevole, in fuga per la vita e dalla vita; che spesso ti cade addosso inevitabilmente senza nemmeno averle chiesto udienza.

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