L’eresia Càtara. Una novella di Luigi Pirandello


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L'eresia Càtara. Una novella di Luigi Pirandello
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Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino. Musiche di Simon Balestrazzi

Bernardino Lamis, professore ordinario di storia delle religioni, socchiudendo gli occhi addogliati e, come soleva nelle piú gravi occasioni, prendendosi il capo inteschiato tra le gracili mani tremolanti che pareva avessero in punta, invece delle unghie, cinque rosee conchigliette lucenti, annunziò ai due soli alunni che seguivano con pertinace fedeltà il suo corso: – Diremo, o signori, nella ventura lezione, dell’eresia càtara. Uno de’ due studenti, il Ciotta – Bruno Ciociaretto di Guarcino, tozzo e solido — digrignò i denti con fiera gioja e si diede una violenta fregatina alle mani. L’altro, il pallido Vannícoli, dai biondi capelli irti come fili di stoppia e dall’aria spirante, appuntí invece le labbra, rese piú dolente che mai lo sguardo dei chiari occhi languidi e stette col naso come in punto a annusar qualche odore sgradevole, per significare che era compreso della pena che al venerato maestro doveva certo costare la trattazione di quel tema, dopo quanto glien’aveva detto privatamente. […]

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