La carriola. Una novella, di Luigi Pirandello


Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Quand’ho qualcuno attorno, non la guardo mai; ma sento che mi guarda lei, mi guarda, mi guarda senza staccarmi un momento gli occhi d’addosso. Vorrei farle intendere, a quattr’occhi, che non è nulla; che stia tranquilla; che non potevo permettermi con altri questo breve atto, che per lei non ha alcuna importanza e per me è tutto. Lo compio ogni giorno al momento opportuno, nel massimo segreto, con spaventosa gioja, perché vi assaporo, tremando, la voluttà d’una divina, cosciente follia, che per un attimo mi libera e mi vendica di tutto. Dovevo essere sicuro (e la sicurezza mi parve di poterla avere solamente con lei) che questo mio atto non fosse scoperto. […]


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2 commenti su “La carriola. Una novella, di Luigi Pirandello

  • Mario

    Sono solitudini che difficilmente puoi gestire se vengono scoperte . La paura di non poter continuare a vivere perché è un mosaico costruito con tavole che non ti appartengono sagomate, cioè, da abilità inconsapevoli della materia imposte da un destino influenzato da noi stessi . Autodistruttivo se scoperto o peggio ancora provare a cambiarlo.

    • QuartaRadio.it L'autore dell'articolo

      Provo per questa breve novella un senso di pietà e tenebrosa follia comunque, per un destino che spesso ci avvinghia inconsapevole, lui stesso, come sempre è stato; da cui risolve solo la follia intima di un gesto. Ma poi si cade, e si cade ancora.