Freddo. Un racconto di Grazia Deledda


Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

– La neve non può tardare, – annunziò la giovane serva, guardando il cielo bianco, – prenditi almeno un ombrello, Maureddu.
– Un ombrello?
Il giovane padrone si mise a ridere. Portar l’ombrello era per lui un segno di debolezza, quasi di vigliaccheria.
– Vedrai che nevicherà; perché parti con questo tempo?. – riprese la ragazza, con voce ardente e lamentosa. – Io non potrò dormire…
Maureddu rise ancora. Per lui tutto era oggetto di riso, ma d’un riso quasi infantile, che non offendeva nessuno.
– Tu non potrai dormire? Allora, scendi in cucina, allora – disse, mentre finiva di sellare il cavallo.
Anch’ella rise un po’, melanconica e voluttuosa. […]

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