memoria


Erano dodici. Dieci uomini e due donne, in commissione. Col prete che li conduceva, tredici. Nell'anticamera ingombra d'altra gente in attesa, non avevano trovato posto da sedere tutti quanti. Sette erano rimasti in piedi, addossati alla parete, dietro i sei seduti, tra i quali il prete in mezzo alle due donne. Queste piangevano, con la mantellina di panno nero tirata fin sugli occhi. E gli occhi dei dieci uomini, anche quelli del prete, s'invetravano di lagrime, appena il pianto delle donne, sommesso, accennava di farsi più affannoso per l'úrgere improvviso di pensieri, che facilmente essi indovinavano. - Buone... buone... - le esortava allora il prete, sotto sotto, anche lui con la voce gonfia di commozione. Quelle levavano il capo, appena, e scoprivano gli occhi bruciati dal pianto, volgendo intorno un rapido sguardo pieno d'ansietà torbida e schiva. [...]

Requiem aeternam dona eis domine. Una novella di Luigi Pirandello


[...] Aveva quattr'anni piú di lui, Lillí. E che passione, che frenesie, prima ch'ella accondiscendesse a fidanzarsi con lui, corteggiata da tanti, anche da quel povero Silvestro Crispo, che s'affannava in tutti i modi a lavorare per farsi uno stato e ottener subito la mano di lei! Ma allora Lillí non si curava di nessuno dei due: di Silvestro Crispo, perché troppo rozzo, ispido e brutto; di lui, perché troppo ragazzo; e s'univa perfidamente a tutti i parenti che se lo prendevano a godere per lo spettacolo che dava loro con quella sua passione precoce e della gelosia che lo assaliva appena vedeva qualcuno ottenere i sorrisi di lei. Finché, all'improvviso, chi sa perché, forse per qualche dispetto o per qualche disinganno inatteso o per prendersi una subita rivincita su qualcuno, ella gli s'era accostata amorosa, gli s'era promessa, ma a patto che subito egli si fosse apertamente fidanzato con lei. [...]

Tra due ombre. Una novella di Luigi Pirandello



[...] D'estate, si sa, il cuore è più grande e buono del solito: si diventa, superati i primi caldi che realmente dànno più alla testa che al cuore, tutti innocuamente pazzerelli, leggerini e spensierati. Già le vesti si sono diradate, le braccia tornano a nuotare nude nell'aria che sa di salsedine: negli armadi abbiamo finalmente imprigionato le volpi con gli occhi di vetro e i fantasmi scuri e pelosi che da Santo Omobono in poi ci hanno angariato in tutti i modi: adesso, dopo una buona sculacciata col battipanni, essi meditano cupe cose, mangiandosi la naftalina di cui hanno piene le tasche. È tempo ormai di stoffe farfallesche, di ragnatele iridate: e quando il sarto ce ne porta una, alla vigilia della partenza dalla città, ci succhia il nostro ultimo sangue cattivo, come alla mosca il ragno portafortuna. Fortuna è, certo, lasciare un po' indietro la città rombante e polverosa, voltando le spalle alla propria casa come ad una moglie esigente e brontolona. [...]

Théros. Un racconto di Grazia Deledda


[...] Una voce ha risposto ai miei pensieri, come una misteriosa eco interiore. Ma no: è proprio una voce viva; mi volgo quasi spaventata e vedo dietro di me, simile ad una delle janas che abitano le case delle rocce, una piccolissima vecchia tutta vestita di nero. Anche il suo rosario è nero; ma due cose raggianti illuminano la sua figura: la medaglia grande che pende dal rosario, di argento filogranato, con due zaffiri; ed il piccolo viso di lei rassomigliante alla medaglia. Il tempo ha logorato ugualmente il viso e la medaglia, lasciandovi lo stesso splendore: e gli occhi della vecchia pare abbiano acquistato quel loro liquido bagliore d'azzurro, a furia di guardare i due zaffiri antichi. [...]

La grazia. Un racconto di Grazia Deledda



[…] La gioia azzurra, l'illusione vestita d'iride, il peccato, forse, ma coperto di porpora e d'oro come un principe d'Oriente, mi accompagnavano, in quel tempo lontano; e i lecci non erano sinistri e torvi: felici, anzi, come antenati in mezzo alla numerosa famiglia, e superbi come capitani in mezzo all'esercito vittorioso, non si degnavano di por mente alle comitive dei piccoli uomini che violavano col loro passaggio la quiete panica del luogo. Adesso tutto è ombra: e il luminoso mistero della vita si è mutato in quello tenebroso della morte. D'un tratto però la strada svolta, sale, va verso l'occidente; e d'improvviso uno sfondo migliore rischiara il triste andare: è uno sfondo agitato anch'esso; un cielo quasi verde, ferito di nuvole vermiglie, dolorante, ma in lotta contro le tenebre: un cielo di dolore e di speranza. […]

La chiesa nuova. Un racconto di Grazia Deledda


[…] Ma adesso le cose sono cambiate: finita la festa, gabbato il santo. Adesso il tappeto è qui, nel grigio inverno della città, esule drappo che la padrona ha voluto al seguito delle sue debolezze sentimentali. La solitudine affiora attorno, come il muschio sull'acqua stagnante; passano le cornacchie col loro lamento che ricorda quello del corvo del tetro poeta d'oltreoceano: poi gli scheletri degli alberi sogghignano nel cimitero della nebbia e delle luci vespertine. I colori del tappeto se ne vanno: e sarebbe ingiusto chiedere loro di più. Hanno fatto la loro stagione, e basta. Il primo a trascolorarsi è stato il bordo: e non muoiono anch'essi, in questa stagione di caccia, i luminosi uccelli violacei e ramati, dal lungo becco verde simile allo stelo stroncato di un fiore? […]

Il tappeto. Un racconto di Grazia Deledda.



Fa presto, il Direttore di un grande giornale quotidiano, a spedire un telegramma così concepito: «Pregola mandarmi d'urgenza elzeviro». Lo scrittore, collaboratore ordinario del giornale, sebbene forse aspetti il telegramma, lo riceve con un sentimento misto di compiacimento e d'inquietudine. Compiacenza si capisce di che; inquietudine per la parola urgenza. Poiché, per una ragione o per l'altra, egli ancora non ha pronto lo scritto; e buttarlo giù lì per lì, e sia pure in una giornata, ammettiamo anche in due, non è nelle sue abitudini. Esistono, è vero, scrittori, e di grande valore, che possono ricevere imperterriti il telegramma; beati loro: ne conosciamo invece altri che ci fanno su una malattia. [...]

Elzeviro d’urgenza. Un racconto di Grazia Deledda


Viveva sola con una contadina che le coltivava l'orto e faceva anche da cane da guardia: una donna fedele, piccola e maschia, che fumava la pipa e, all'occorrenza, sapeva sparare l'archibugio. La zia Rosaspina, invece, era alta, gentildonna di razza; ancora bella; ma il suo nome giustificava il suo carattere, perché era scontrosa e pungente, di una virtù esasperante: e, forse appunto perché perfetta lei, trovava da ridire su tutto e su tutti; e non le sfuggiva un'ombra del nostro più intimo non dritto pensiero. Le sue parabole, i suoi esempi, le sue profezie avevano spesso un colore d'Apocalisse: è vero, però, che ci destavano terrore e malessere perché basati su un fondo monolitico di verità e di esperienza. [...]

Storia di una coperta. Un racconto di Grazia Deledda



Fino a quel giorno, i due fratelli Corsini erano sempre andati d'accordo, specialmente nel fare birbonate. E avevano appunto finito di commetterne una, nel castagneto, sotto l'albergo che li ospitava con la loro famiglia, quando, scendendo precipitosa, ma non molto, lungo il rivoletto col quale pareva misurare la sua corsa, apparve una signorina vestita di bianco. I Corsini notarono subito i suoi piedi grandi, entro le scarpe di camoscio, e le nude gambe di bronzo dorate di una lieve peluria; ma a misura che ella scendeva e si alzava davanti a loro, piccoli ed esili, un senso di ammirazione quasi panica li irrigidì. Il più grande si fece pallido: la smorfia che già fioriva sulla bocca del più piccolo sfumò in un sorriso melenso: poiché da quel piedistallo di gambe maschie si slanciava un bel corpo, pieno ed agile nello stesso tempo; e dal collo perfetto sbocciava una testa meravigliosamente infantile.

La tomba della lepre. Un racconto di Grazia Deledda


″- Ogni mattina si incontravano per pochi minuti davanti alle finestre dell'ala Est prima di cominciare il lavoro. Erano Becky, Sarah, Molly, Mary e la piccola Rosaria. Amavano quei pochi minuti in cui riuscivano a raccontarsi le piccole cose di tutti i giorni: C’erano colori di sogni, di speranze e risate, tantissime risate, che la loro età, fresca e giovane, concedeva. Propri quel giorno erano zitte, ammutolite per la luce e bellezza dell'anello di fidanzamento che Becky mostrava con un sorriso orgoglioso, pieno di sogno. “Oh, Becky è fantastico” “Si è proprio bellissimo! Sono così felice, che mi basta guardare quest'anello perché tutto scompaia, ogni cosa svanisca.”

Pomodori secchi e basilico. Un racconto di Lucia Atzori



Una borta ci fiat, Su meri e su serbidori. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore.

Una borta ci fiat, Su meri e su serbidori. Dalle ...


Una volta c'era, Il padrone e il servo. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

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Una volta c'era, La mamma e la figlia. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

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Una borta ci fiat, Sa mamma e sa filla. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore.

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Una volta c'era, Una volta c'era. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

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Una borta ci fiat, Una borta ci fiat. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore. Le musiche sono di Paolo Mereu

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Una borta ci fiat, Sa morti de su poburu. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore. Le musiche sono di Paolo Mereu

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Una volta c'era, La morte del povero. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

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Una volta c'era, Il pescatore e il diavolo. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

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Una borta ci fiat, Su piscadori e su Tiaulu. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore. Le musiche sono di Paolo Mereu

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Una volta c'era, L'orco e le due comari. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una volta c’era, L’orco e le due comari. Dalle Novelline ...


Una borta ci fiat, S'orcu e is duas gomai. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore. Le musiche sono di Paolo Mereu

Una borta ci fiat, S’orcu e is duas gomais. Dalle ...



Interviste possibili con Alessandra Atzori, soprano, diplomata in canto al conservatorio di musica, ha cantanto per quasi 34 anni al Teatro Lirico di Cagliari. Adesso si è dedicata all’insegnamento del canto classico e moderno presso l’accademia Vi.U.Music Academy di Cagliari. Organizza eventi e spettacoli soprattutto nell’ambito del sociale in forma di volontariato. Da 11 anni è titolare di due blog : uno dedicato alla musica e all’arte in generale: Musicamore. Il sito in forma diaristica, è stato il primo a raccontare la vita dei teatri lirici in Italia con decine di interviste e video interviste a direttori d’orchestra, cantanti e musicisti, costumisti ecc. L’altro blog , dedicato alla città di Cagliari si chiama La Cagliaritana ed ha lo scopo della conservazione e della ricerca della memoria attraverso foto di ieri e di oggi, e videointerviste a cittadini comuni E’ ricercatrice di memoria per il sito internazionale Memoro.

Interviste Possibili con Alessandra Atzori, cantante soprano e ricercatrice di ...


Interviste possibili con Alessandra Atzori, soprano, diplomata in canto al conservatorio di musica, ha cantanto per quasi 34 anni al Teatro Lirico di Cagliari. Adesso si è dedicata all’insegnamento del canto classico e moderno presso l’accademia Vi.U.Music Academy di Cagliari. Organizza eventi e spettacoli soprattutto nell’ambito del sociale in forma di volontariato. Da 11 anni è titolare di due blog : uno dedicato alla musica e all’arte in generale: Musicamore. Il sito in forma diaristica, è stato il primo a raccontare la vita dei teatri lirici in Italia con decine di interviste e video interviste a direttori d’orchestra, cantanti e musicisti, costumisti ecc. L’altro blog , dedicato alla città di Cagliari si chiama La Cagliaritana ed ha lo scopo della conservazione e della ricerca della memoria attraverso foto di ieri e di oggi, e videointerviste a cittadini comuni E’ ricercatrice di memoria per il sito internazionale Memoro.

Interviste Possibili con Alessandra Atzori, cantante soprano e ricercatrice di ...



Interviste possibili con Alessandra Atzori, soprano, diplomata in canto al conservatorio di musica, ha cantanto per quasi 34 anni al Teatro Lirico di Cagliari. Adesso si è dedicata all’insegnamento del canto classico e moderno presso l’accademia Vi.U.Music Academy di Cagliari. Organizza eventi e spettacoli soprattutto nell’ambito del sociale in forma di volontariato. Da 11 anni è titolare di due blog : uno dedicato alla musica e all’arte in generale: Musicamore. Il sito in forma diaristica, è stato il primo a raccontare la vita dei teatri lirici in Italia con decine di interviste e video interviste a direttori d’orchestra, cantanti e musicisti, costumisti ecc. L’altro blog , dedicato alla città di Cagliari si chiama La Cagliaritana ed ha lo scopo della conservazione e della ricerca della memoria attraverso foto di ieri e di oggi, e videointerviste a cittadini comuni E’ ricercatrice di memoria per il sito internazionale Memoro.

Interviste Possibili con Alessandra Atzori, cantante soprano e ricercatrice di ...


Una borta ci fiat, Su pilloni fuìu. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore.

Una borta ci fiat, Su pilloni fuìu. Dalle Novelline Popolari ...



Una volta c'era, L'uccello fuggito. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una volta c’era, L’uccello fuggito. Dalle Novelline Popolari Sarde di ...