guerra


OTTAVA PUNTATA Il re persiano Serse prosegue la volontà del padre Dario: conquistare la Grecia. Preparazione della spedizione militare dell'esercito Persiano. Costruzione del ponte per attraversare l’Ellesponto (stretto dei Dardanelli): primi fallimenti. La punizione del mare con ferro rovente e catene. La traversata del ponte: a fantastica e visionaria illustrazione degli eserciti alleati. La battaglia delle Termopili, il sacrificio di Leonida e i suoi trecento soldati.

Se una notte, storie dalle Storie di Erodoto. Ottava puntata


SETTIMA PUNTATA I Peoni, la rivolta ionica. Traditori di Dario e tradimenti. Chiedere pane e acqua, sottomissione. Si può ingannare un popolo, meglio che un uomo solo. La attaglia di Maratona. Spartani e le mancate battaglie.

Se una notte, storie dalle Storie di Erodoto. Settima puntata



E ora, io dico a te, Cassandra. Che tu sia maledetta. Sarai scacciata da tutti come una folle. Biasimata dalla tua gente, e dalla tua famiglia. Avrai il potere di conoscere il futuro, potrai guardarci dentro, ma nessuno ascolterà le tue parole. Saprai ogni dolore futuro, ogni profezia di sventura e di morte, urlerai fuori dalla ragione. Nessuno ti ascolterà!

Cassandra, il passato può attendere.


La novella è inserita in un contesto militare. A Milano si ritrovano insieme tre ragazzi della stessa camerata: Malerba, un giovane ragazzo del Sud Italia, completamente sradicato a Milano, il Luccehse, un toscano, e il Gallorino, settentrionale affascinato dalle armi e dalla guerra, molto colto. I tre camerati partono per la battaglia di Custoza dove incontrano Vittorio Emanuele; il Lucchese muore, e la battaglia è perduta. Ma i due ex camerati si incontrano, finita la leva, nel paese, di Malerba, in cui non vedeva l’ora di tornare. Durante questo discorso il colto Gallorini scontra la sua mentalità con quella ignorante e pratica di Malerba.

Camerati, una novella di Giovanni Verga



Un breve racconto sulla guerra di liberazione condotta da uno dei tanti giovani disposti a morire a qualunque costo pur di riconquistare la libertà per il proprio popolo. Un punto vista personale, sofferto, e a volte affollato dai fantasmi della paura. Un gesto estremo terribile per chi non vede ormai altra via, altra speranza, e non può o non vuole fuggire dalla propria terra. Un paese umiliato e offeso, continuamente sotto attacco militare e ridotto alla fame. Ecco perché un popolo massacrato da uomini bestie fuori dalla ragione non ha altra via che rispondere alla violenza con un atto disperato e violento, in un sacrificio doloroso per tutti.

Il soldato, di Simone Rapisarda