Serie: Parole in Preda

Storie, racconti, novelle, poesia, e versi in prosa di autori moderni e contemporanei


Ci sono storie che chiedono a gran voce di essere raccontate dall’inizio. Dal primo respiro, dal primo fiato. Dalla prima lettera di un qualsiasi alfabeto. Dal giorno numero uno. Altre che scelgono un frammento da cui partire. Questa, invece, è una storia che parte dalla fine. Da un corpo trovato nel parcheggio condominiale. All’alba.

Testimone consapevole, un racconto di Marco Conti. Adattamento e messa ...


Cinico e disperato, grottesco e nichilista. Segnato da una sessualità parossistica, priva di erotismo e sentimento. Con una presenza diffusa e inquietante delle nuove tecnologie. L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde è insieme un romanzo breve e una raccolta di racconti. Un casellario di vite sbalestrate e disilluse, di personaggi attualissimi.

L’eccezionalità della regola, un romanzo di Matteo Fais. Prima parte



Storia di un alcolizzato, Andreas Kartak, che, dopo aver ucciso il marito della sua amante, fugge a Parigi. Qui vive sotto i ponti della Senna: una sera, riceve 200 franchi da un uomo che aveva deciso di convertirsi al cristianesimo, dopo aver conosciuto la storia della piccola Santa Teresa di Lisieux. Andreas si impegna a restituire il denaro la domenica seguente, facendo un'offerta nella chiesa di Sainte-Marie des Batignolles, prima della messa delle dieci. Una promessa che non mantiene. Molte volte Andreas, aiutato dal destino, avrà in tasca una somma di denaro sufficiente per saldare il proprio debito, recuperando l'onore e la dignità; sempre, però, si lascerà distrarre da amori, vizi, vecchie amicizie, travolto dalla passione per le donne, gli amici e l'alcol. Ma, come spesso capita con certi miracoli, qualcosa accade…

La leggenda del Santo Bevitore, di Joseph Roth. 02 – ...


Storia di un alcolizzato, Andreas Kartak, che, dopo aver ucciso il marito della sua amante, fugge a Parigi. Qui vive sotto i ponti della Senna: una sera, riceve 200 franchi da un uomo che aveva deciso di convertirsi al cristianesimo, dopo aver conosciuto la storia della piccola Santa Teresa di Lisieux. Andreas si impegna a restituire il denaro la domenica seguente, facendo un'offerta nella chiesa di Sainte-Marie des Batignolles, prima della messa delle dieci. Una promessa che non mantiene. Molte volte Andreas, aiutato dal destino, avrà in tasca una somma di denaro sufficiente per saldare il proprio debito, recuperando l'onore e la dignità; sempre, però, si lascerà distrarre da amori, vizi, vecchie amicizie, travolto dalla passione per le donne, gli amici e l'alcol. Ma, come spesso capita con certi miracoli, qualcosa accade…

La leggenda del Santo Bevitore, di Joseph Roth. 01 – ...



Tra nebbie di provincia e atmosfere surreali, si muovono personaggi piccoli e insignificanti, uomini e donne che non vanno cercati in mondi lontani, ma sono intorno a noi, vivono nella comune inedia quotidiana. I racconti di Cusa sono cattivi, ironici e caustici, l’autore è un feticista della morbosità e dell’inettitudine patologica che si diverte a scandagliare vizi e tabù culturali di una realtà che scricchiola in maniera inquietante, anche se le crepe restano invisibili.

Racconti Molesti, di Francesco Cusa – quattro storie


Una terribile pestilenza, la Morte Rossa, sta devastando una contrada e il principe Prospero, uomo di animo felice e temerario, si rende conto che le sue terre sono spopolate (molti sono morti a causa della pestilenza, oppure sono semplicemente fuggiti per evitare il contagio). L'uomo allora decide di ritirarsi insieme ad un migliaio di amici e cortigiani in un suo palazzo, così da evitare il contagio. All'interno dell'edificio gli occupanti trascorrono gioiosamente le giornate, con musiche e buffoni, e dopo cinque mesi di isolamento il principe decide di indire un ballo in maschera…

La mascherata della morte rossa, un racconto di Edgar Allan ...



Donde venivano quei primi sardi, con le loro donne piccole e brune, e con le gregge ancora sel- vatiche? Forse i padri loro erano venuti anch'essi dalle coste d'oriente, con barche di predoni; e dico an- ch'essi perché, di tanto in tanto, sul mare argenteo disegnavasi l'ala rossastra di qualche vela fenicia, sbarcava un gruppo d'uomini pallidi, vestiti di corte tuniche grigie, coi sandali ai piedi e in testa un berretto a cono. E si spandevano sulla pianura come un turbine e incendiavano le capanne, predava- no ciò che potevano, sgozzavano le pecore e banchettavano sotto gli alberi. Sadur nutriva un odio feroce contro questi sgraditi visitatori, che l'avevano più volte rovinato. Spesso s'era salvato con le donne e il gregge sulle montagne, ritornando alla pianura quando le vele rosse sparivano lentamente all'orizzonte, nei violacei crepuscoli marini; ma ora vedeva avvicinarsi con dolore l'estrema vecchiaia e sentiva tristemente svanir le sue forze. Chi avrebbe salvato oltre le sue donne e le sue gregge? Egli sedeva melanconicamente sul limitare dell'ovile, e guardava inquieto la linea chiara del ma- re.

La nascita delle Leoneddas, di Grazia Deledda. Per i Racconti ...


La mercantessa d'uova, zia Biròra Portale, viaggiava recando un cesto d'uova da Orotelli a Nuoro. Era una notte d'agosto, pura e luminosa come una perla. Sulla grande distesa della pianura di stoppia, la luna gettava una luce viva ed eguale; il cielo era azzurro quasi come di giorno, e solo ad oriente l'orizzonte appariva vaporoso, velando le montagne che sembravano nuvole sorgenti dal mare. Zia Biròra viaggiava di notte perché viaggiava a piedi, e viaggiava a piedi perché i guadagni del suo commercio erano tanto esigui da non permetterle di viaggiare a cavallo.

San Michele Arcangelo, di Grazia Deledda. Per i Racconti da ...



La confessione di un omicida condannato a morte, che pur sapendo di non essere creduto, vuole rivelare e condividere l’orrore di quanto sia successo, per sgravarsi la coscienza. Racconta di essere stato un giovane buono e gentile, uomo per bene, di aver avuto una grande passione e rispetto per gli animali. L'uomo riferisce che sua moglie non perdeva occasione di procurarsene molti: avevano uccelli, pesci rossi, un bellissimo cane con un panda , conigli, una scimmietta e un gatto. Quest'ultimo, di nome Plutone, era un animale forte e bello, completamente nero ed era il preferito del narratore. La loro amicizia durò molti anni, nonostante il peggioramento del carattere del padrone che cominciava a picchiare sua moglie e a maltrattare gli animali, mantenendo però un certo riguardo per il gatto. Una sera, dopo essere tornato a casa ubriaco fradicio, l'uomo notò che il gatto evitava la sua presenza, così lo afferrò e la bestia impaurita lo morse lievemente: subito un demone si impadronì di lui. Estrasse la lama di un temperino nel taschino del panciotto e cavò un occhio alla bestia. Nei giorni successivi…

Il gatto nero, un racconto di Edgar Allan Poe


Tra queste numerose “schiave” ci stava Sara, la nera. Sara era una piccina di quasi dodici anni - non ancora formata del tutto - caduta in una delle improvvise retate-bonifica de la Police, e destinata al rimpatrio coatto. La piccola Sara, come tutte le altre sue compagne, era stata vittima delle infide Maman, proveniva da un villaggio sperduto della Nigeria, e dalla povertà estrema. Era divenuta succube delle pratiche voodoo, incagliata dagli stupri subiti e intimorita dai ricatti di estrema violenza perpetrati sino la famiglia d’origine. Tra queste numerose “schiave” ci stava Sara, la nera. Una piccina di quasi dodici anni - non ancora formata del tutto - caduta in una delle improvvise retate-bonifica de la Police, e destinata al rimpatrio coatto. Una volta acciuffata, nessuna speranza più ci fu per lei. Il ritorno a casa era una sentenza inappellabile e le conseguenze terribili e conosciute. La piccola dagli occhi di girasole decise allora di vendicarsi con un gesto inaudito, folle, provocatorio e grottesco. Il suo fu un atto “indelebile” che determinò il panico generale, creando grande sconcerto e scandalo nelle stanze de la Police; fu imposto il silenzio assoluto, ovviamente. Io presi spunto alcuni anni fa da questa vicenda e trascrissi per la scena e in voce una storia altra, in fuga per la vita e dalla vita, che spesso ti cade addosso inevitabilmente, senza nemmeno averle chiesto udienza. (Pirandello docet)

Povera Sara Povera Nera, liberamente ispirato ad una storia vera. ...



L’uomo racconta di aver conosciuto Morella molti anni addietro, per caso; ne fu subito profondamente attratto, anche se gli ardori che lo presero « non erano quelli di Eros », e la sposò. La donna, erudita, trasmette il proprio sapere al marito. Ama in particolare gli studi filosofici e teologici. Il protagonista non è però sulla stessa lunghezza d'onda; mentre Morella si identifica con le sue letture mistiche, egli sente sovente « uno spirito proibito destarsi in lui », che Morella cerca di spegnere sul nascere con « qualche grave e singolare parola ». A poco a poco, l'inquietudine e l'orrore che gli procurano il pensiero e i discorsi di lei vanno aumentando e turbandolo nell'intimo…

Morella, un racconto di Edgar Allan Poe


Nella catena di monti che circondano Nurri, e precisamente nel monte chiamato Pala Perdixi o Corongius, c'è una grotta naturale, assai ampia e interessante, dove i contadini e i pastori si rifugiano per riposarsi, e talvolta per passarvi la notte. Una volta tre fratelli, tre buoni abitanti del villaggio, stanchi di aver raccolto olive tutta la giornata entrarono, verso sera, per riposarsi in questa grotta. Mentre stavano ragionando tranquillamente fra loro di cose di campagna, e cenando con del pane e del magro companatico, videro entrare tre donne, che si fermarono dubbiose sull'ingresso, guardandoli con diffidenza. Ma subito essi, da buoni giovani che erano, le invitarono gentilmente ad avanzarsi ed a prender parte alla loro cena. Le donne accettarono. Finito il pasto, dopo molti inutili ragionamenti, esse chiesero ai tre lavoratori chi fossero e come si chiamavano.

I tre fratelli, di Grazia Deledda. Per i Racconti da ...



La storia è raccontata da un'anima passata nell'Inferno da molti secoli. Si tratta del greco Oinos (che vuol dire "Vino") il quale assieme a sette amici si trova una sera in una casa della città libica Tolemaide. Gli ospiti stanno banchettando allegramente, recitando alcuni versi del poeta Anacreonte e bevendo coppe e calici di vino quando Oinos comincia a sentire un'oscura presenza e forti brividi gli percorrono la schiena. Infatti trova tutto molto strano in quell'ambiente compresa una colossale porta di bronzo. Ad un tratto Oinos si riprende dallo stordimento e si rende conto che sta banchettando alla presenza di un cadavere ucciso dalla peste disteso sulla tavola ellittica...

Ombra, un racconto di Edgar Allan Poe


Radicatissima è ancora nel popolino sardo la credenza che la scomunica del papa o magari di un semplice sacerdote, apporti davvero maledizione su chi è lanciata e sulle sue generazioni. ... Pare ci fosse a Sassari una ricca dama, molto pia e devota, chiamata madama Galdona, la quale, venuta a morire, testò un suo possedimento ai frati di non ricordo più qual ordine. Spossessati questi dei loro beni dal Governo, si dice, sparsero la scomunica sul podere.

La scomunica di Ollolai – Madama Galdona, di Grazia Deledda. ...



Arso dalla curiosità l'artista un'altra notte prese la sua mandola e cantò una triste appassionata canzone sotto la finestra bizzarra. Poi, siccome la neve cadeva e la notte era cruda, picchiò chieden- do asilo e dicendosi un viandante smarrito. Ma una voce soave gli rispose: «Io non ho pane da darti, nel mio piccolo giaciglio non sono che spine; mille e mille gradini granati devi salire per arrivare a me che sì vicina ti sembro. Quando vi arrivi sono fredda come la morte. Viandante, va!». E siccome lui insisteva lo consigliò di ricovrarsi nella chiesa vicina, ma egli replicò che la chiesa cadeva in rovina e dentro ci nevicava come fuori. «Fatene una voi, allora!», esclamò la voce.

San Pietro di Sorres, di Grazia Deledda. Una leggenda sarda ...


Il racconto è la confessione dell'omicidio di un vecchio. L'anonimo protagonista puntualizza immediatamente di essere sano di mente anche se un po' nervoso; durante tutto il racconto vorrà dimostrare la sua lucidità mentale nel premeditare e compiere il crimine. L'assassino amava il vecchio con cui viveva, ma non sopportava il suo occhio chiaro da avvoltoio, quell'occhio sempre incombente, vitreo, che lo innervosiva, lo faceva letteralmente diventare matto.

Il cuore rivelatore, un racconto di Edgar Allan Poe



Non c'è Madonna che non abbia la sua storia, e quasi tutte le chiese, specialmente le chiesette di campagna, le piccole chiese brune perdute nelle pianure desolate o nei monti solitari, e che hanno l'impronta delle costruzioni pisane o andaluse, sono circondate da una tradizione sempli- ce o leggendaria.

La leggenda di Gonare, di Grazia Deledda. Una leggenda sarda ...


Un Barone dei tempi che furono di sogni e conquiste, s'aggira per le rovine del Castello di Galtellì. Grazia Deledda ci narra di una leggenda popolare, fata d generosità e rispetto, ascoltata dalla voce di una donna di Orosei...

Il Castello di Galtellì, di Grazia Deledda. Una leggenda sarda ...



Dalla Gallura e dalle rive del fiume Coghinas, Grazia Deledda ci conduce nelle segrete del Castel Doria. Principi, madonne innamorate, maghe e santi protettori, insieme a strani e inquietanti eserciti, sono i protagonisti di questa leggenda.

La leggenda di Castel Doria, di Grazia Deledda. Una leggenda ...


Sostieni Quarta Radio con una libera donazione  Messa in voce di Gaetano Marino Prefazione di Grazia Deledda Contos de fuchile – racconti da focolare -, con questo dolce nome che rievoca tutta la tiepida serenità delle lunghe serate famigliari passate accanto al paterno camino, da noi vengono chiamate le fiabe, […]

La leggenda di Aggius, di Grazia Deledda. Una leggenda sarda ...



Sostieni Quarta Radio con una libera donazione  Messa in voce di Gaetano Marino Prefazione di Grazia Deledda Contos de fuchile – racconti da focolare -, con questo dolce nome che rievoca tutta la tiepida serenità delle lunghe serate famigliari passate accanto al paterno camino, da noi vengono chiamate le fiabe, […]

Il diavolo cervo, di Grazia Deledda. Una leggenda sarda per ...


Carmen Salis racconta “Gianna” con un’introspezione narrativa fuori dal comune e permette al lettore di pensare alle proprie dinamiche familiari, a come solo da adulti si impara a perdonare se stessi, fratelli e genitori, anche attraverso la rabbia e la solitudine.

Lei era superstiziosa, un racconto di Carmen Salis – da ...






Le dinamiche fra schiavi sono sempre le stesse. Mors tua vita mea, oppure solidarietà. Dipende dai momenti, dalle persone, dalla fame. Scopriamo invece che nella città di Anna circola una droga...

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – seconda puntata ...


Storia di un incontro – non incontro. Uno stile di scrittura fatto di immagini, suoni, colori, odori. Una cartolina dall’inferno. Un patto con il Diavolo, che ha il volto di un disabile, di un malato terminale, di una donna vittima di violenza domestica, o di un uomo in bilico su un cornicione, sul confine tra la vita e la morte.

Il violinista del Diavolo, un racconto di Marco Conti. Adattamento ...



Sostieni Quarta Radio con Una libera Donazione Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino Scontro aperto fra sport e cultura, fra la gloria del fisico e quella della mente. Il duello vede Vanni Visco, intelletto sensibile destinato dalla famiglia ai campi di calcio, solo contro la massa di sportivi […]

Ultima di campionato, un romanzo di Francesco Abate – seconda ...


Sostieni Quarta Radio con Una libera Donazione Adattamento e mesa in voce di Gaetano Marino Scontro aperto fra sport e cultura, fra la gloria del fisico e quella della mente. Il duello vede Vanni Visco, intelletto sensibile destinato dalla famiglia ai campi di calcio, solo contro la massa di sportivi […]

Ultima di campionato, un romanzo di Francesco Abate – prima ...



Sostieni Quarta Radio con Una libera Donazione Scontro aperto fra sport e cultura, fra la gloria del fisico e quella della mente. Il duello vede Vanni Visco, intelletto sensibile destinato dalla famiglia ai campi di calcio, solo contro la massa di sportivi e tifosi. Per Vanni, osannato fuoriclasse suo malgrado, […]

Ultima di campionato, un romanzo di Francesco Abate – terza ...


Ci sono le figure armate, lo stretto camminamento e le feritoie, il filo spinato e le scene tragiche dei soldati e della vita al fronte. Quel che mancava, nella trincea del “Parco artistico Gianni Argiolas” dedicata alla Brigata Sassari, erano l’ansia e la paura legate all’attesa dell’assalto imminente. Voci e affanni che soltanto personaggi reali potevano offrire per completare l’opera sulla guerra realizzata dal maestro Argiolas. Scenografia naturale e ideale per una rappresentazione teatrale, la trincea di “Isca sa folla” rappresentava un invito irresistibile per scrivere un dramma che evocasse, con il dialogo degli attori, il sacrificio di tanti soldati sardi caduti nella Prima guerra mondiale. “Trincea” è un testo breve. Un atto unico che ricorda l’assurdità dei conflitti. Di tutti i conflitti. Nella postazione del Parco uomini ignari del senso autentico della loro missione spiano il nemico da una feritoia. Osservano e aspettano. Aspettano e s’interrogano: . Prima di ogni battaglia i soldati bevevano. Cognac, in genere. Si stordivano per lanciarsi all’attacco con maggior coraggio. L’alternativa era convivere con la paura nel momento più duro e crudele della guerra: la corsa allo scoperto verso la trincea nemica. I personaggi del dramma aspettano ma sanno che l’ordine dell’assalto prima o poi arriverà. E temono che tra le prossime vittime, di una guerra che ha già mietuto tante vite di giovani soldati, potrebbero esserci anche loro. Pietro Picciau

Trincea, di Pietro Picciau






Un breve racconto sulla guerra di liberazione condotta da uno dei tanti giovani disposti a morire a qualunque costo pur di riconquistare la libertà per il proprio popolo. Un punto vista personale, sofferto, e a volte affollato dai fantasmi della paura. Un gesto estremo terribile per chi non vede ormai altra via, altra speranza, e non può o non vuole fuggire dalla propria terra. Un paese umiliato e offeso, continuamente sotto attacco militare e ridotto alla fame. Ecco perché un popolo massacrato da uomini bestie fuori dalla ragione non ha altra via che rispondere alla violenza con un atto disperato e violento, in un sacrificio doloroso per tutti.

Il soldato, di Simone Rapisarda




Sostieni Quarta Radio con una libera donazione  Il gioco del mondo, di Giulio Angioni (versione teatrale) con Lilli Fois, Roberta Perra e Caterina Scalas drammaturgia di scena di Gaetno Marino Elaborazione del suono a cura di Simon Balestrazzi Suono di Gaetano Marino “Questi ricordi, devo lasciarli perdere di nuovo, perché […]

Il gioco del mondo, di Giulio Angioni – versione teatrale ...


"Questi ricordi, devo lasciarli perdere di nuovo, perché già troppi li hanno ricordati a modo loro? Qui vedo chiaro che la mia fanciullezza è più vicina ai tempi dei nuraghi che a tempi come questi. E mi ci sento le vertigini. Ma è grazie agli artifici del ricordo che si riesce a sopportare ogni passato, e forse a non avere eccessi di paura del futuro. Ma non sarà che rimane memoria solo di ciò che lo voleva diventare, ci aspirava da sé, per conto suo, a essere memoria?".

Il gioco del mondo, di Giulio Angioni – versione teatrale ...



messa in voce di Gaetano Marino edizioni petitesondes.net recensione: Pregiudizio e Orgoglio di P.R. Moore-Dewey, ovvero: la storia di Lizzy vista con gli occhi di Darcy (e Georgiana) Il grande romanzo d’amore di Jane Austen raccontato, finalmente, dal punto di vista del protagonista maschile Fitzwilliam Darcy. La lettrice e il lettore […]

Pregiudizio e Orgoglio di P.R. Moore-Dewey – capitoli 5 e ...


messa in voce di Gaetano Marino edizioni petitesondes.net recensione: Pregiudizio e Orgoglio di P.R. Moore-Dewey, ovvero: la storia di Lizzy vista con gli occhi di Darcy (e Georgiana) Il grande romanzo d’amore di Jane Austen raccontato, finalmente, dal punto di vista del protagonista maschile Fitzwilliam Darcy. La lettrice e il lettore […]

Pregiudizio e Orgoglio di P.R. Moore-Dewey – capitoli 3 e ...




messa in voce di Gaetano Marino illustrazione tratta da un’opera di Monica Spicciani Marcella Onnis: redattrice del quotidiano on line “Il mio giornale” (www.ilmiogiornale.org) non per lavoro ma per passione, faccio questo e altro senza titolo… però bene. @MarcellaOnnis – twitter sostieni Quarta Radio con una libera donazione 

Alla fermata del 15, di Marcella Onnis









una produzione teatrale dell’anno 2003 Illustrazione di Cristina Guggeri Musiche di TH26 Corrado Altieri Mario Massa Ho Cercare un’anima che ci somigli, per caso, e incontrarla in ogni dove. Qualcuno con cui condividere un’idea di bellezza, o di quel che rimane. Ma il non potersi raccontare o il non doversi […]

La Donna di Polistirolo, notte strana. Di e con Gaetano ...








sostieni Quarta Radio con una libera donazione  adattamento e messa in voce di Gaetano Marino musiche di Simon Balestrazzi, TAC dal CD Apotropaismo illustrazioni di Daniele La Placa Edizioni ERIS www.erisedizioni.org sostieni Quarta Radio con una libera donazione 

Accade nella notte, di Francesco Cusa




adattamento e messa in voce di Gaetano Marino musiche di Adriano Orrù, Giancarlo Schiaffini, Paolo Angelli, Roberto Pellegrini dal CD Solos and Duets (2005) Illustrazione dal Pieter Bruegel, i fall of rebel angels merge Edizioni ERIS www.erisedizioni.org sostieni Quarta Radio con una libera donazione 

Il dolore, di Francesco Cusa









di Maria Tersa Usai adattamento e voce di Gaetano Marino musiche di Bach Il fatto di cui si parla nel racconto è tratto dalla testimonianza di Piero Terracina, per l’appunto un sopravvissuto. La ricostruzione del racconto è una personale interpretazione dell’autrice. sostieni Quarta Radio con una libera donazione 

Il giorno in cui ridiventai un uomo, di Maria Teresa ...


Gogol ci racconta che la mattina del 25 marzo di un anno qualsiasi il barbiere Ivan Yakovlevich trova nel panino preparato dalla moglie un “naso” che riconosce subito essere quello del signor Kovaliòv, suo cliente. Costui è un burocrate, assessore di collegio, che per darsi delle arie si fa chiamare “maggiore”. Il povero barbiere cerca di sbarazzarsi del naso gettandolo nella Nevà, ma viene fermato da una guardia. Nel frattempo il maggiore Kovaliov resosi conto di essere rimasto senza naso si avvia verso il distretto di polizia per denunciare il “furto”, ma sul Nevskij Prospekt incontra il suo naso che passeggia avvolto in una uniforme dorata e con un cappello di piume. Il naso entra nella Cattedrale di Kazan e successivamente sale su una carrozza. Kovaliòv lo rincorre...

Il naso, un racconto di Nikolaj Gogol – parte 2 ...



Gogol ci racconta che la mattina del 25 marzo di un anno qualsiasi il barbiere Ivan Yakovlevich trova nel panino preparato dalla moglie un “naso” che riconosce subito essere quello del signor Kovaliòv, suo cliente. Costui è un burocrate, assessore di collegio, che per darsi delle arie si fa chiamare “maggiore”. Il povero barbiere cerca di sbarazzarsi del naso gettandolo nella Nevà, ma viene fermato da una guardia. Nel frattempo il maggiore Kovaliov resosi conto di essere rimasto senza naso si avvia verso il distretto di polizia per denunciare il “furto”, ma sul Nevskij Prospekt incontra il suo naso che passeggia avvolto in una uniforme dorata e con un cappello di piume. Il naso entra nella Cattedrale di Kazan e successivamente sale su una carrozza. Kovaliòv lo rincorre...

Il naso, un racconto di Nikolaj Gogol – parte 1 ...




 parte 2 di 2 adattamento e messa in voce di Gaetano Marino Il povero, mite, misero e rassegnato impiegato di stato, Akàkij Akàkievič, vessato dai suoi superiori,  sogna di farsi confezionare un bel cappotto nuovo; con il quale affrontare il rigido inverno e, al tempo stesso, rendere il suo modesto aspetto […]

Il cappotto, di Nikolaj Gogol – parte 2 di 2




Traduzione di Patrizia Mureddu Messa in voce di Gaetano Marino Patrizia Mureddu, Università di Cagliari, presenta E ragionar d’amore, rileggendo Il Simposio di Platone sostieni Quarta Radio con una libera donazione  Università di Cagliari – Facoltà di Studi Umanistici, Dipartimento di Filologia Letteratura Linguistica E RAGIONAR D’AMORE Rileggendo il Simposio di […]

Heros Androgino, dal Simposio di Platone, il discorso di Aristofane


sostieni Quarta Radio con una libera donazione  Traduzione di Patrizia Mureddu Messa in voce di Gaetano Marino Patrizia Mureddu, Università di Cagliari, presenta E ragionar d’amore, rileggendo Il Simposio di Platone sostieni Quarta Radio con una libera donazione  Università di Cagliari – Facoltà di Studi Umanistici Dipartimento di Filologia Letteratura […]

Heros e Anima, dal Simposio di Platone, il discorso di ...







E' fitto l'intrecciarsi di memorie sfumate nel tempo, in questo affresco disegnato da Sergio Atzeni, lo scrittore sardo scomparso nel 1995. Chi è il protagonista assente Tullio Saba? Un anarchico, un capopopolo, un incantatore di folle? Ladro, assassino, ribelle, idealista, opportunista o forse solo un po' matto?

Il figlio di Bakunìn, di Sergio Atzeni – versione teatro


















Il viaggio in un mondo nuovo, fatto di miserie più o meno estreme, ha inizio. Anna, intrappolata in una città dove tutto è povero, lotta per la sopravvivenza. Gli schiavi nel deserto invece neanche lottano più e si trascinano...

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – prima puntata ...