Serie: Parole in Preda - scritti in voce di autori moderni e contemporanei

messa in voce di storie, racconti, novelle, poesie, e versi in prosa di autori moderni e contemporanei



″- Ogni mattina si incontravano per pochi minuti davanti alle finestre dell'ala Est prima di cominciare il lavoro. Erano Becky, Sarah, Molly, Mary e la piccola Rosaria. Amavano quei pochi minuti in cui riuscivano a raccontarsi le piccole cose di tutti i giorni: C’erano colori di sogni, di speranze e risate, tantissime risate, che la loro età, fresca e giovane, concedeva. Propri quel giorno erano zitte, ammutolite per la luce e bellezza dell'anello di fidanzamento che Becky mostrava con un sorriso orgoglioso, pieno di sogno. “Oh, Becky è fantastico” “Si è proprio bellissimo! Sono così felice, che mi basta guardare quest'anello perché tutto scompaia, ogni cosa svanisca.”

Pomodori secchi e basilico. Un racconto di Lucia Atzori



Problems.14: Le scoperte per Anna non finiscono mai. Nonostante alienazione e noia, si sommano emozioni e sensazioni nuove e la sua vita non sarà più la stessa. Anche sulla Luna i pochi rimasti devono organizzarsi per un nuovo capitolo della loro vita, probabilmente il più difficile ed estremo, anche più della vita nel deserto.Nel frattempo qualcuno lassù vive una nuova vita aliena dopo la trasformazione. Cosa si prova ad essere un...?

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – quattordicesima puntata ...




C’è un ragazzo che ama il mare; desidera tanto una barca a vela, ma non può permettersela. Fino ad un bel giorno in cui, inaspettatamente, eredita una bellissima barca a vela da un lontano zio d’America. Il ragazzo comincia subito a utilizzarla per navigare, imparando giorno dopo giorno a governarla sempre meglio. Naviga sempre con prudenza, rispettoso del mare. Un giorno, però, mentre si trova lontano dal porto, scoppia – improvviso e violento – un uragano; il ragazzo fa il possibile per rientrare in porto, ma le alte onde sono così impetuose da far sprofondare speranza e fiducia nel giovane che inizia, così, a perdere lucidità e controllo dell’imbarcazione.

Una tempesta improvvisa, un racconto di Massimo Fancellu







C’era una volta un piccolo fiore che gli amici chiamavano Ranny. Era un ranuncolo dai petali delicati che avevano splendidi colori tra il rosa e il bianco, che lo facevano somigliare molto ai suoi genitori, Dasy la dalia e Gippo il giglio. Il giardino dove viveva non era grande, ma era così ricco di colori e profumi che era un incanto. C’erano gerani e gigli, rose e verbene, nasturzi, gerbere e persino un pero e dei limoni in vaso.

Il piccolo fiore, un racconto in fiaba di Lucia Atzori


– Siamo tutti in casa? – domandò mio padre, rientrando una sera sul tardi, tutto intabarrato e col suo fazzoletto di seta nera al collo. E dopo un rapido sguardo intorno si volse a chiudere la porta col paletto e la stanga, quasi fuori s’avanzasse una torma di ladri o di lupi. Noi bambine gli si saltò intorno curiose e spaurite. – Che c’è, che c’è? – C’è che comincia a nevicare e ne avremo per tutta la notte e per parecchi giorni ancora: il cielo sembra il petto di un colombo.

Comincia a nevicare, un racconto di Grazia Deledda



Problems.10 Anna entra in un nuovo mondo buio e umido e pieno di insetti. Inizia un nuovo viaggio. Una rinascita in un luogo spettrale e ostile negli inferi urbani. Anche sulla Luna si prosegue la discesa agli inferi dopo aver scampato la morte. Cio' che dovranno incontrare potrebbe essere peggio. Nel frattempo qualcuno lassu' entra invece nei meandri della propria coscienza.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – decima puntata ...


E ora, io dico a te, Cassandra. Che tu sia maledetta. Sarai scacciata da tutti come una folle. Biasimata dalla tua gente, e dalla tua famiglia. Avrai il potere di conoscere il futuro, potrai guardarci dentro, ma nessuno ascolterà le tue parole. Saprai ogni dolore futuro, ogni profezia di sventura e di morte, urlerai fuori dalla ragione. Nessuno ti ascolterà!

Cassandra, il passato può attendere.



Il Natale del consigliere è il racconto più romantico tra quelli dedicati al Natale, quello in cui un uomo che ha fatto fortuna torna sull’isola e più si avvicina più si rende conto della sua solitudine, che lo riporterà a cercare una sua vecchia amata, ora vedova e piena di figli, per investire sul suo futuro e sul proprio.

Il Natale del consigliere, un racconto di Grazia Deledda




Tre racconti dai vincitori del 1^ Concorso Letterario “L’essenziale è invisibile agli occhi”, promosso dall’Associazione Note di Cultura, con il contributo e patrocinio del Comune di Sanluri. - INGORDIGIA E PUZZA DI PAURA DI TANINO, un racconto di Rita Cannas; XANDER, un racconto di Sara Lawlor; IL REGALO DI NATALE DI LUCA, un racconto di Giovanni Spiggia L’iniziativa è nata per ricordare Barbara Congiu, una giovane donna scomparsa prematuramente a causa di una male incurabile, che attraverso il suo sorriso, le sue frasi e i suoi pensieri trasudava amore per la vita. Sagace, acuta e ricercata, amava usare due metafore per rappresentare il suo viaggio: uno zainetto e una tartaruga. Da qui nasce il titolo di questa raccolta.

Come uno zainetto su una tartaruga, tre racconti.


Il dono di Natale, caratterizzato da una grande tenerezza, racconta di due povere famiglie, vicine, che vivono entrambe un Natale diverso dal solito. La prima è in attesa del ricco fidanzato della figlia, la seconda avvolge la propria attesa nel mistero e sarà un bambino a scoprire qual è il regalo che tutti aspettano con trepidazione.

Il dono di Natale, un racconto di Grazia Deledda



Il vecchio Moisè racconta la storia di un giovane pastorello e delle notti di Natale trascorse in una grotta a vegliare il gregge, mentre la sua famiglia festeggia al caldo. Il furto di un maialino e una gran paura si trasformeranno nell’aneddoto divertente che racconterà molti anni dopo.

Il vecchio Moisè e quella notte di Natale, un racconto ...


Un racconto tratto dal romanzo di Sergio Atzeni, Il figlio di Bakunìn. Produzione teatrale di Isolateatro - anno 1997. Edizione 2017. A quel tempo, la mattina presto si andava a lavorare con qualcosa sulla testa, per proteggersi dall’umido. Chi aveva cicia, chi bonette. Lui, dal primo giorno, basco alla francese. Sembrava lo facesse apposta per continuare a distinguersi dal gregge. Poi si é visto che ai sorveglianti e agli impiegati di Montevecchio quel basco dava fastidio, chissà perché? Lo guardavano male. Ma cosa potevano dire? Il duce mica aveva proibito ai minatori di portare basco alla francese. In capo a quindici giorni avevamo tutti copricapo uguale al suo. Lui abitava in centro, io in periferia. La mattina aspettavo al caldo, in cucina, vicino al camino, guardando la strada dalla finestra. Lo vedevo sbucare dall’ango1o di Angelino Marrocu, il fabbro. Cosi quando Tullio appariva sembrava uscisse dale scintille della bottega di Angelino. Camminava a passetti svelti per riscaldarsi.

I primi giorni a Montevecchio, dal Figlio di Bakunìn, di ...



I giorni perduti è un breve racconto tratto dalla raccolta «Centottanta racconti» di uno dei più grandi autori italiani del Novecento, Dino Buzzati. I personaggi sono due - il padrone della villa e un «ladro» - e in un certo senso anche le trame sono due: un apparente furto e la scoperta di ciò che realmente viene rubato. E’ proprio sul tema del furto che verte questa storia: dapprima in modo apparentemente ovvio e lineare, poi sottilmente sul capovolgimento di chi è veramente il ladro, che cosa ha rubato e come lo ha fatto.

I giorni perduti, un racconto di Dino Buzzati


Ci sono storie che chiedono a gran voce di essere raccontate dall’inizio. Dal primo respiro, dal primo fiato. Dalla prima lettera di un qualsiasi alfabeto. Dal giorno numero uno. Altre che scelgono un frammento da cui partire. Questa, invece, è una storia che parte dalla fine. Da un corpo trovato nel parcheggio condominiale. All’alba.

Testimone consapevole, un racconto di Marco Conti. Adattamento e messa ...



Cinico e disperato, grottesco e nichilista. Segnato da una sessualità parossistica, priva di erotismo e sentimento. Con una presenza diffusa e inquietante delle nuove tecnologie. L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde è insieme un romanzo breve e una raccolta di racconti. Un casellario di vite sbalestrate e disilluse, di personaggi attualissimi.

L’eccezionalità della regola, un romanzo di Matteo Fais. Prima parte


Storia di un alcolizzato, Andreas Kartak, che, dopo aver ucciso il marito della sua amante, fugge a Parigi. Qui vive sotto i ponti della Senna: una sera, riceve 200 franchi da un uomo che aveva deciso di convertirsi al cristianesimo, dopo aver conosciuto la storia della piccola Santa Teresa di Lisieux. Andreas si impegna a restituire il denaro la domenica seguente, facendo un'offerta nella chiesa di Sainte-Marie des Batignolles, prima della messa delle dieci. Una promessa che non mantiene. Molte volte Andreas, aiutato dal destino, avrà in tasca una somma di denaro sufficiente per saldare il proprio debito, recuperando l'onore e la dignità; sempre, però, si lascerà distrarre da amori, vizi, vecchie amicizie, travolto dalla passione per le donne, gli amici e l'alcol. Ma, come spesso capita con certi miracoli, qualcosa accade…

La leggenda del Santo Bevitore, di Joseph Roth. 02 – ...



Storia di un alcolizzato, Andreas Kartak, che, dopo aver ucciso il marito della sua amante, fugge a Parigi. Qui vive sotto i ponti della Senna: una sera, riceve 200 franchi da un uomo che aveva deciso di convertirsi al cristianesimo, dopo aver conosciuto la storia della piccola Santa Teresa di Lisieux. Andreas si impegna a restituire il denaro la domenica seguente, facendo un'offerta nella chiesa di Sainte-Marie des Batignolles, prima della messa delle dieci. Una promessa che non mantiene. Molte volte Andreas, aiutato dal destino, avrà in tasca una somma di denaro sufficiente per saldare il proprio debito, recuperando l'onore e la dignità; sempre, però, si lascerà distrarre da amori, vizi, vecchie amicizie, travolto dalla passione per le donne, gli amici e l'alcol. Ma, come spesso capita con certi miracoli, qualcosa accade…

La leggenda del Santo Bevitore, di Joseph Roth. 01 – ...


Tra nebbie di provincia e atmosfere surreali, si muovono personaggi piccoli e insignificanti, uomini e donne che non vanno cercati in mondi lontani, ma sono intorno a noi, vivono nella comune inedia quotidiana. I racconti di Cusa sono cattivi, ironici e caustici, l’autore è un feticista della morbosità e dell’inettitudine patologica che si diverte a scandagliare vizi e tabù culturali di una realtà che scricchiola in maniera inquietante, anche se le crepe restano invisibili.

Racconti Molesti, di Francesco Cusa – quattro storie



Una terribile pestilenza, la Morte Rossa, sta devastando una contrada e il principe Prospero, uomo di animo felice e temerario, si rende conto che le sue terre sono spopolate (molti sono morti a causa della pestilenza, oppure sono semplicemente fuggiti per evitare il contagio). L'uomo allora decide di ritirarsi insieme ad un migliaio di amici e cortigiani in un suo palazzo, così da evitare il contagio. All'interno dell'edificio gli occupanti trascorrono gioiosamente le giornate, con musiche e buffoni, e dopo cinque mesi di isolamento il principe decide di indire un ballo in maschera…

La mascherata della morte rossa, un racconto di Edgar Allan ...


La confessione di un omicida condannato a morte, che pur sapendo di non essere creduto, vuole rivelare e condividere l’orrore di quanto sia successo, per sgravarsi la coscienza. Racconta di essere stato un giovane buono e gentile, uomo per bene, di aver avuto una grande passione e rispetto per gli animali. L'uomo riferisce che sua moglie non perdeva occasione di procurarsene molti: avevano uccelli, pesci rossi, un bellissimo cane con un panda , conigli, una scimmietta e un gatto. Quest'ultimo, di nome Plutone, era un animale forte e bello, completamente nero ed era il preferito del narratore. La loro amicizia durò molti anni, nonostante il peggioramento del carattere del padrone che cominciava a picchiare sua moglie e a maltrattare gli animali, mantenendo però un certo riguardo per il gatto. Una sera, dopo essere tornato a casa ubriaco fradicio, l'uomo notò che il gatto evitava la sua presenza, così lo afferrò e la bestia impaurita lo morse lievemente: subito un demone si impadronì di lui. Estrasse la lama di un temperino nel taschino del panciotto e cavò un occhio alla bestia. Nei giorni successivi…

Il gatto nero, un racconto di Edgar Allan Poe



Tra queste numerose “schiave” ci stava Sara, la nera. Sara era una piccina di quasi dodici anni - non ancora formata del tutto - caduta in una delle improvvise retate-bonifica de la Police, e destinata al rimpatrio coatto. La piccola Sara, come tutte le altre sue compagne, era stata vittima delle infide Maman, proveniva da un villaggio sperduto della Nigeria, e dalla povertà estrema. Era divenuta succube delle pratiche voodoo, incagliata dagli stupri subiti e intimorita dai ricatti di estrema violenza perpetrati sino la famiglia d’origine. Tra queste numerose “schiave” ci stava Sara, la nera. Una piccina di quasi dodici anni - non ancora formata del tutto - caduta in una delle improvvise retate-bonifica de la Police, e destinata al rimpatrio coatto. Una volta acciuffata, nessuna speranza più ci fu per lei. Il ritorno a casa era una sentenza inappellabile e le conseguenze terribili e conosciute. La piccola dagli occhi di girasole decise allora di vendicarsi con un gesto inaudito, folle, provocatorio e grottesco. Il suo fu un atto “indelebile” che determinò il panico generale, creando grande sconcerto e scandalo nelle stanze de la Police; fu imposto il silenzio assoluto, ovviamente. Io presi spunto alcuni anni fa da questa vicenda e trascrissi per la scena e in voce una storia altra, in fuga per la vita e dalla vita, che spesso ti cade addosso inevitabilmente, senza nemmeno averle chiesto udienza. (Pirandello docet)

Povera Sara Povera Nera, liberamente ispirato ad una storia vera. ...


L’uomo racconta di aver conosciuto Morella molti anni addietro, per caso; ne fu subito profondamente attratto, anche se gli ardori che lo presero « non erano quelli di Eros », e la sposò. La donna, erudita, trasmette il proprio sapere al marito. Ama in particolare gli studi filosofici e teologici. Il protagonista non è però sulla stessa lunghezza d'onda; mentre Morella si identifica con le sue letture mistiche, egli sente sovente « uno spirito proibito destarsi in lui », che Morella cerca di spegnere sul nascere con « qualche grave e singolare parola ». A poco a poco, l'inquietudine e l'orrore che gli procurano il pensiero e i discorsi di lei vanno aumentando e turbandolo nell'intimo…

Morella, un racconto di Edgar Allan Poe



La storia è raccontata da un'anima passata nell'Inferno da molti secoli. Si tratta del greco Oinos (che vuol dire "Vino") il quale assieme a sette amici si trova una sera in una casa della città libica Tolemaide. Gli ospiti stanno banchettando allegramente, recitando alcuni versi del poeta Anacreonte e bevendo coppe e calici di vino quando Oinos comincia a sentire un'oscura presenza e forti brividi gli percorrono la schiena. Infatti trova tutto molto strano in quell'ambiente compresa una colossale porta di bronzo. Ad un tratto Oinos si riprende dallo stordimento e si rende conto che sta banchettando alla presenza di un cadavere ucciso dalla peste disteso sulla tavola ellittica...

Ombra, un racconto di Edgar Allan Poe


Il racconto è la confessione dell'omicidio di un vecchio. L'anonimo protagonista puntualizza immediatamente di essere sano di mente anche se un po' nervoso; durante tutto il racconto vorrà dimostrare la sua lucidità mentale nel premeditare e compiere il crimine. L'assassino amava il vecchio con cui viveva, ma non sopportava il suo occhio chiaro da avvoltoio, quell'occhio sempre incombente, vitreo, che lo innervosiva, lo faceva letteralmente diventare matto.

Il cuore rivelatore, un racconto di Edgar Allan Poe



Carmen Salis racconta “Gianna” con un’introspezione narrativa fuori dal comune e permette al lettore di pensare alle proprie dinamiche familiari, a come solo da adulti si impara a perdonare se stessi, fratelli e genitori, anche attraverso la rabbia e la solitudine.

Lei era superstiziosa, un racconto di Carmen Salis – da ...







Storia di un incontro – non incontro. Uno stile di scrittura fatto di immagini, suoni, colori, odori. Una cartolina dall’inferno. Un patto con il Diavolo, che ha il volto di un disabile, di un malato terminale, di una donna vittima di violenza domestica, o di un uomo in bilico su un cornicione, sul confine tra la vita e la morte.

Il violinista del Diavolo, un racconto di Marco Conti. Adattamento ...


Sostieni Quarta Radio con Una libera Donazione Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino Scontro aperto fra sport e cultura, fra la gloria del fisico e quella della mente. Il duello vede Vanni Visco, intelletto sensibile destinato dalla famiglia ai campi di calcio, solo contro la massa di sportivi […]

Ultima di campionato, un romanzo di Francesco Abate – seconda ...



Sostieni Quarta Radio con Una libera Donazione Adattamento e mesa in voce di Gaetano Marino Scontro aperto fra sport e cultura, fra la gloria del fisico e quella della mente. Il duello vede Vanni Visco, intelletto sensibile destinato dalla famiglia ai campi di calcio, solo contro la massa di sportivi […]

Ultima di campionato, un romanzo di Francesco Abate – prima ...


Sostieni Quarta Radio con Una libera Donazione Scontro aperto fra sport e cultura, fra la gloria del fisico e quella della mente. Il duello vede Vanni Visco, intelletto sensibile destinato dalla famiglia ai campi di calcio, solo contro la massa di sportivi e tifosi. Per Vanni, osannato fuoriclasse suo malgrado, […]

Ultima di campionato, un romanzo di Francesco Abate – terza ...



Ha vent'anni Luisu quando dalle dolci colline della contadina Fraus il padrone lo spedisce in groppa al puledro Baieddu nella città che Mussolini s'è inventato intorno all'industria estrattiva del prezioso carbone sardo. Ignaro, anche se scosso da un brutto sogno premonitore, Luisu è atteso da una vita di miniera, sotto un cielo diverso da quello che ha conosciuto nella sua vita campestre: la volta nera del Pozzo Uno. Stesso destino spetterà al suo cavallo, convertito in bestia da traino per cunicoli asfittici.

Baieddu, dal romanzo Doppio Cielo, di Giulio Angioni


Ci sono le figure armate, lo stretto camminamento e le feritoie, il filo spinato e le scene tragiche dei soldati e della vita al fronte. Quel che mancava, nella trincea del “Parco artistico Gianni Argiolas” dedicata alla Brigata Sassari, erano l’ansia e la paura legate all’attesa dell’assalto imminente. Voci e affanni che soltanto personaggi reali potevano offrire per completare l’opera sulla guerra realizzata dal maestro Argiolas. Scenografia naturale e ideale per una rappresentazione teatrale, la trincea di “Isca sa folla” rappresentava un invito irresistibile per scrivere un dramma che evocasse, con il dialogo degli attori, il sacrificio di tanti soldati sardi caduti nella Prima guerra mondiale. “Trincea” è un testo breve. Un atto unico che ricorda l’assurdità dei conflitti. Di tutti i conflitti. Nella postazione del Parco uomini ignari del senso autentico della loro missione spiano il nemico da una feritoia. Osservano e aspettano. Aspettano e s’interrogano: . Prima di ogni battaglia i soldati bevevano. Cognac, in genere. Si stordivano per lanciarsi all’attacco con maggior coraggio. L’alternativa era convivere con la paura nel momento più duro e crudele della guerra: la corsa allo scoperto verso la trincea nemica. I personaggi del dramma aspettano ma sanno che l’ordine dell’assalto prima o poi arriverà. E temono che tra le prossime vittime, di una guerra che ha già mietuto tante vite di giovani soldati, potrebbero esserci anche loro. Pietro Picciau

Trincea, di Pietro Picciau






Un breve racconto sulla guerra di liberazione condotta da uno dei tanti giovani disposti a morire a qualunque costo pur di riconquistare la libertà per il proprio popolo. Un punto vista personale, sofferto, e a volte affollato dai fantasmi della paura. Un gesto estremo terribile per chi non vede ormai altra via, altra speranza, e non può o non vuole fuggire dalla propria terra. Un paese umiliato e offeso, continuamente sotto attacco militare e ridotto alla fame. Ecco perché un popolo massacrato da uomini bestie fuori dalla ragione non ha altra via che rispondere alla violenza con un atto disperato e violento, in un sacrificio doloroso per tutti.

Il soldato, di Simone Rapisarda




Sostieni Quarta Radio con una libera donazione  Il gioco del mondo, di Giulio Angioni (versione teatrale) con Lilli Fois, Roberta Perra e Caterina Scalas drammaturgia di scena di Gaetno Marino Elaborazione del suono a cura di Simon Balestrazzi Suono di Gaetano Marino “Questi ricordi, devo lasciarli perdere di nuovo, perché […]

Il gioco del mondo, di Giulio Angioni – versione teatrale ...


"Questi ricordi, devo lasciarli perdere di nuovo, perché già troppi li hanno ricordati a modo loro? Qui vedo chiaro che la mia fanciullezza è più vicina ai tempi dei nuraghi che a tempi come questi. E mi ci sento le vertigini. Ma è grazie agli artifici del ricordo che si riesce a sopportare ogni passato, e forse a non avere eccessi di paura del futuro. Ma non sarà che rimane memoria solo di ciò che lo voleva diventare, ci aspirava da sé, per conto suo, a essere memoria?".

Il gioco del mondo, di Giulio Angioni – versione teatrale ...



messa in voce di Gaetano Marino edizioni petitesondes.net recensione: Pregiudizio e Orgoglio di P.R. Moore-Dewey, ovvero: la storia di Lizzy vista con gli occhi di Darcy (e Georgiana) Il grande romanzo d’amore di Jane Austen raccontato, finalmente, dal punto di vista del protagonista maschile Fitzwilliam Darcy. La lettrice e il lettore […]

Pregiudizio e Orgoglio di P.R. Moore-Dewey – capitoli 5 e ...


messa in voce di Gaetano Marino edizioni petitesondes.net recensione: Pregiudizio e Orgoglio di P.R. Moore-Dewey, ovvero: la storia di Lizzy vista con gli occhi di Darcy (e Georgiana) Il grande romanzo d’amore di Jane Austen raccontato, finalmente, dal punto di vista del protagonista maschile Fitzwilliam Darcy. La lettrice e il lettore […]

Pregiudizio e Orgoglio di P.R. Moore-Dewey – capitoli 3 e ...




messa in voce di Gaetano Marino illustrazione tratta da un’opera di Monica Spicciani Marcella Onnis: redattrice del quotidiano on line “Il mio giornale” (www.ilmiogiornale.org) non per lavoro ma per passione, faccio questo e altro senza titolo… però bene. @MarcellaOnnis – twitter sostieni Quarta Radio con una libera donazione 

Alla fermata del 15, di Marcella Onnis