Un ritratto. Una novella di Luigi Pirandello


Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
Sigla di Simon Balestrazzi

[…] Nel salottino, tenuto in una triste penombra, restai in piedi a guardare con un senso indefinibile di fastidio i mobiletti nuovi, disposti in giro, ma come per non servire.
Non stavano certo ad aspettar nessuno quei mobiletti in quel salottino appartato e sempre chiuso. E il senso di pena, con cui li guardavo, me li faceva ora sembrare intorno come stupiti di vedermi tra loro; non ostili, ma neppure invitanti.
Ero ormai abituato da un pezzo agli antichi mobili delle case di campagna, comodi, massicci e confidenziali, che dalla lunga consuetudine e da tutti i ricordi d’una vita placida e sana hanno acquistato quasi un’anima patriarcale che ce li rende cari. Quei mobiletti nuovi mi stavano attorno rigidi e come compresi di tutte le regole della buona società. Si capiva che avrebbero sofferto e si sarebbero offesi d’una trasgressione anche minima a quelle regole.
– Viva il mio divanaccio, – pensavo, – il mio vecchio divanaccio di juta, ampio e soffice, che sa i miei sonni saporosi dei lunghi pomeriggi d’estate, e non s’offende del contatto delle mie scarpacce cretose e della cenere che cade dalla mia vecchia pipa! […]

seguiciFacebookpinterestFacebookpinterestby feather

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.