Stefania Pineider e le interviste possibili di QuartaRadio – parte 2 di 2


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pineider-400 (qui la parte 1 di due)

A cura di Gaetano Marino
La sigla è dei TAC – Simon Balestrazzi: Leech, dall’album CD Splintered

Stefania Pineider

Nata a Cagliari da padre toscano (ma di origini trentini) e mamma napoletana, entrambi ‘sardi’ loro malgrado, trascorro la mia infanzia tra lettura e musica (classica), più o meno come da grande.

Sia perché vivevo in un condominio con un grande cortile, sia per inclinazione, ho sempre ragionato per grandi insiemi di persone (scuola in garage per tutti i bambini del cortile, spettacolini in terrazzo dai miei con tutte le bambine del cortile – i maschi alla biglietteria, campi scuola con decine di compagni).

Ho studiato letteratura con molta passione, credendo un po’ troppo a lungo al suo potere palingenetico. Dopo la Scuola Normale Superiore in cui ho fatto il dottorato, ho conosciuto alcune delle persone cardine della mia vita, mi sono goduta una fantastica biblioteca ed ho odiato con tutto il cuore Pisa la piovosa, Pisa la zanzarosa (ed amato con tutto il cuore quell’incredibile sospensione della vita ordinaria), la letteratura ed io ci siamo lasciati, infatti. Si intende, solo professionalmente parlando.

Ho studiato contemporaneamente il pianoforte, anche se più che un percorso di studi è stato in effetti un percorso ad ostacoli, ma alla fine ho vinto io, e la musica mi è rimasta amica, il che mi fa dire che ne è valsa la pena.

Ho cominciato a cantare a scuola con la mia maestra, con la quale nei momenti di pausa intonavamo canti popolari delle regioni italiane a due voci (cose dell’altro mondo), quindi l’amore per la polifonia è cosa vecchia. Ho fatto tutta la carriera da animatrice nella mia parrocchia, coro, solista, direttore. Dopodiché ho fondato un mio coro e da lì è partito tutto. Il sogno della ‘musica per tutti’, che sto ancora perseguendo, è iniziato così. Ho fondato Studium Canticum, e piano piano la famiglia è cresciuta: da un coro a cinque formazioni, per tutte le età, tutte le provenienze e attitudini. Grazie all’incontro con alcuni guru della musica corale ho acquisito un mio stile (non solo musicale ma di valore da dare alla musica ed alla socialità corale) che alimenta e dà forma al mio sogno. Oltre alla direzione artistica della associazione che realizza tanti progetti didattici e artistici sul territorio (con alcuni format ormai consolidati) mi dedico ad una intensa attività didattica di alfabetizzazione musicale nelle scuole, promuovendo la vocalità d’insieme come strumento di apprendimento del linguaggio musicale, e il coro come un modello virtuoso di società partecipata e tollerante.

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