Occhi celesti. Un racconto di Grazia Deledda


Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Come spesso le piaceva fare, la signora andò a sedersi sul divano del salotto, nell’angolo dal quale meglio si vedeva la finestra sul giardino. Era quasi sera; una sera di maggio, ancora fresca, ma con già lievi rossori estivi ad occidente. Nel vano della finestra aperta, attraverso la tenda di finissimo tulle, che dava al quadro di fuori come un’impressione di arazzo, si disegnava una palma, nera, sempre più nera nel rosso stemperato dello sfondo, con le foglie un po’ pendule, come grandi ali stanche: dalla vigorosa colonna del tronco pendevano cespuglietti di erbe selvatiche, ed anche un tralcio di pervinca che piano piano chiudeva i suoi fiori come occhi di fanciullo che si addormenta. Questo istinto di sonno vinse anche la signora: ma era un senso di sonno fisico, di rilassamento, di abbandono alle forze crepuscolari che vincevano la natura. […]

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04 - LUNA DI SETTEMBRE
05 - UNA CREATURA PIANGE
06 - IL VESTITO NUOVO
07 - IL MOSCONE
08 - CACCIA ALL'UOMO
09 - OCCHI CELESTI
10 - SCHERZI DI PRIMAVERA
11 - LA MADONNA DEL TOPO
12 - L'OSPITE
13 - LEONE O FAINA
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