La Rosa. Una novella di Luigi Pirandello. Parte 2 di 2


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adattamento e messa in voce di Gaetano Marino
sigla di Simon Balestrazzi

Fu l’ebbrezza, fu il delirio, fu la pazzia.

Al suo primo apparire, quando già quasi tutti avevano perduto la speranza ch’ella venisse, le tre cupe sale del Circolo a pianterreno, divise da due larghe arcate, malamente illuminate da lampade a petrolio e da candele, parve che all’improvviso sfolgorassero di luce, tant’era acceso e quasi sbigottito dal fremito interno del sangue il suo visino, e cosí fulgidamente le sfavillarono gli occhi e cosí pazza di gioja le strideva quella rosa di fuoco tra i capelli neri. Tutti gli uomini perdettero la testa. Irresistibilmente, sciolti d’ogni freno di convenienza, d’ogni riguardo alla gelosia delle mogli o delle fidanzate, all’invidia delle zitellone, figliuole, sorelle, cugine, sotto colore che bisognava accogliere con festa l’ospite forestiera, accorsero a lei in folla, con vivaci esclamazioni, e lí per lí, subito, poiché già le danze erano cominciate, senza neanche darle tempo di volgere un’occhiata attorno, presero a contendersela tra loro. Quindici, venti braccia le s’offrirono col gomito teso. Tutti da prendere; ma quale per primo? A uno per volta, sí… Avrebbe un po’ per volta ballato con tutti… Ecco, largo! largo! Sú, e la musica? Ma che facevano i musicanti? S’erano anch’essi incantati a mirare? Musica! musica! […]

LA ROSA
LA ROSA - PRIMA PARTE
LA ROSA - SECONDA PARTE

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