Madre, di Pier Paolo Pasolini (memorie)


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messa in voce da Gaetano Marino
musiche di Simon Balestrazzi

Memorie (la madre)

Torno alle giornate più remote del nostro amore, una marea di muta gratitudine, e disperati baci.
Tutta la mia infanzia è sulle tue ginocchia, spaventata di perderti e perdutamente felice di averti.
Ho compiuto il viaggio che tu non hai compiuto, mia lodoletta, madre fanciulla.
Coraggio di dolce indiziato, invasato e imprudente e cieco amore.
Fui un altro al ritorno, con in volto la maschera della nostra dolcezza.
Una bellezza fonda d’ombre nella fronte pura, e nell’ onda giovane dei capelli, magra negli ossi del mento e degli zigomi, dura nella tenera curva della faccia.
Ah, odiosa mitezza adorabile in te ch’ eri davvero bella.
Ricordo i pomeriggi di Bologna: al lavoro cantavi nella casa che non era che un’eco.
Poi tacevi, e volata nell’ altra stanza (ah il bruno tuo passo di bambina…) riprendevi a cantare.
E il pomeriggio era silenzio e rapimento.
Tu sai quanto fui puro, quanto amavo una vita troppo bella per me, quanto ero deciso a difendere e amare.
Ma tu di me conosci gli abbandoni.
Nella storia del nostro amore c’è un’ ombra, il rapporto unico, la troppa confidenza che non s’esprime, resta parola, imputridisce.
La purezza perduta. Il mondo è nell’ ombra del tuo tiepido riso di madre giovinetta.
Tu, sola, davi la solitudine a chi, nella tua ombra, provava per il mondo, un troppo grande amore.

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