Interviste Possibili con Pietro Picciau – parte 2 di 2


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A cura di Gaetano Marino
La sigla è dei TAC – Simon Balestrazzi: Leech, dall’album CD Splintered

 

Pietro Picciau, 1955
E’ nato a Monserrato quando ancora l’ex frazione faceva parte di Cagliari. Diploma, laurea in Lettere moderne, giornalista a L’Unione Sarda, dove si è formato. Ha iniziato a collaborare con il giornale nel settembre 1979, assunto come praticante nel 1984, professionista dal gennaio del 1986. Si è occupato di cronaca nelle sue varie declinazioni: sport, nera, giudiziaria, politica, e bianca per le pagine cagliaritane e della provincia.
Il suo primo libro risale al 1992: “Storie e immagini, percorsi artistici su Gianni Argiolas”. Sono poi seguiti “Un uomo in fuga” (2000, romanzo-reportage su due giri ciclistici di Sardegna), “Il Moderno era Hollywood” (2006, storia parallela del Moderno di Monserrato e del Cinema), poi due romanzi di spionaggio (La recluta di Aden nel 2008 e Operazione Babilonia nel 2010), la partecipazione all’antologia “La cella di Gaudì” (2013, incontro-racconto con i detenuti della colonia penale di Isili) e il romanzo storico “Le carte del re” (2014). Per il teatro ha scritto monologhi, commedie e drammi. Pubblicate e rappresentate (con traduzione in lingua campidanese da Ottavio Congiu) diverse commedie – da “Buone notizie” (2011) alla raccolta “Teatro oggi” (2011) – e i drammi “Giommaria Angioy l’esule” (2012) e “La legge di Eleonora” (2013).

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