Interviste possibili con Gianni Filippini, un giornalista per caso e altre storie


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A cura di Gaetano Marino
La sigla è dei TAC – Simon Balestrazzi: Leech, dall’album CD Splintered

Interviste possibili con Gianni Filippini, giornalista e direttore editoriale del quotidiano L’Unione Sarda. Classe 1932. Cagliaritano da sempre. Un intellettuale con quasi centocinquanta libri divorati, media annuale. Un mancato magistrato o prefetto, divenuto giornalista per caso. Ha tenuto corsi di giornalismo all’Università di Cagliari, un mare di premi conseguiti, Assessore alla Cultura del Comune di Cagliari, scrittore instancabile, conduttore di programmi radiofonici e televisivi. Un eccezionale maestro di scrittura e di vita, si racconta qui in una brevissima parte della sua carriera. Con umiltà e stupore ancora svela sogghignando il caso manipolato dal destino, o viceversa, non si sa, che lo ha voluto per più di sessant’anni al servizio di un grande quotidiano, e dei suoi lettori. Racconta dei suoi maestri, le antiche rotative dall’indimenticabile profumo d’inchiostro di viale Regina Elena e gli sguardi terapeutici sulla città, tutta. Il rapporto di grande stima reciproca con vecchi e nuovi editori. Il non arrendersi mai di fronte a una concorrenza, spesso spietata. L’unione Sarda era ed è sempre stata la sua flotta, il suo grande naviglio. Una carriera prestigiosa che inizia come correttore di bozze per poi abbattere i tempi verso il giornalista di prima firma (seimila articoli), inviato speciale, direttore responsabile, editorialista; oltre che ideatore principe di centinaia di pubblicazioni, collane editoriali, DVD; riuscendo a piazzare nelle case più di sette milioni di copie. No, non basta un’intervista per spiare Gianni Filippini, e difatti gli abbiamo strappato altre puntate.

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