De Rerum Natura, di Tito Lucrezio Caro, tradotto da Alessandro Marchetti. Frammenti per voce e musica.


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De Rerum Natura, di Tito Lucrezio Caro, tradotto da Alessandro Marchetti.
Frammenti per voce e musica.
Adattamento del testo, drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino
Musiche di Simon Balestrazzi – TAC
Un progetto realizzato in occasione del convegno: Lucretius poet and philosopher: six hundred years from his rediscovery. Giugno 2017. Alghero
A cura dell’Università di Sassari, Dipartimento di Storia, Scienze dell’uomo e della Formazione.

Presentazione
Il De rerum natura è un poema scritto dal filosofo e poeta latino Tito Lucrezio Caro intorno alla metà del I secolo a.C.
In questa monumentale opera il poeta si fa portavoce delle teorie epicuree riguardo alla realtà della natura e al ruolo dell’uomo. Un richiamo alla responsabilità personale, un incitamento al genere umano affinché prenda coscienza della realtà, nella quale gli uomini sin dalla nascita sono vittime di passioni che non riescono a comprendere.
Via dunque ogni illusione sulla religione, sull’anima, sul mondo tutto dell’incomprensibile, per accogliere invero con lucida mente la vita;  libera da ogni retorica, non effimera, terribilmente vera così come la natura abbraccia e conduce da sempre.
“Avidamente congiungono petto a petto e bocca a bocca, e mordendosi il volto ansano indarno, poichè limar nulla possono, nè penetrar con tutto il corpo il corpo, come par che tal volta abbian talento, sì desiosamente avvolti, stan coi lacci venerei, finché, lasciati per soverchio piacer, si dissolvono i membri.”

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