Crimini Esemplari, da Max Aub


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il ritratto e di Daniela Zedda

Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

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Uccidere. Con il candore e la crudeltà del gioco. Uccidere come farebbe una banda di diabolici bambini. Giocare per giocare. Non per divertirsi. E andare oltre. Cattiveria autentica, genuina. Infantile. Sana e senza morale, senza i freni ipocriti della ragione. Libera, incontrollata.
Basta poco. Un gesto e via. Un gesto fulminante, chirurgico, liberatorio. Per azzerare la mediocrità, la bruttezza, la prepotenza, la noia che avvolge troppe vite. Un innocente, spudorato, disperante movimento della mano e via. Basta un niente, anche una distrazione, un capriccio. Poi il silenzio. Finto. La stupidità che sembrava soffocata si incarna negli occhi e nel cuore dell’assassino.
Vittime e carnefici si confondono. Si confondono morte e vita, verità e menzogna. Bello e brutto si specchiano nella loro nudità. Finge di più chi recita o chi guarda? La mediocrità è dappertutto. Tra i giudici e tra gli imputati. Talvolta si mostra, grida. Spesso si traveste. Uccide. E proprio allora, senza accorgersene, si spoglia.
Gaetano Marino

Fringe Festival EDIMBURGO
THE SCOTSMAN – The Scotsman, 23 Agosto 1996
Delitti Esemplari – Il Canovaccio, Demarco Fondazione

Teatro ****
Il titolo significa “Reati esemplari”, il gioco è un adattamento della durata di un’ora da Gaetano Marinodi alcune brevi schizzi dallo scrittore spagnolo , Max Aub, e l’azienda ha sede in Sardegna.
Se questa combinazione non è sufficientemente internazionale, l’oggetto ritrae che la violenza casuale provocata da incidenti banali che ora è un fenomeno in tutto il mondo.
I dati che l’immaginazione popolo di Aub includono un uomo si trasferisce a omicidio da irritazione sopra il rumore fatto da un altro mescolando il suo drink troppo energicamente, un insegnante che pende un alunno indisciplinato nel parco giochi o una segretaria che fa via con un padrone insolitamente esigenti. “Per uccidere è come bere un bicchiere d’acqua”, uno dei personaggi proclama.
Questi incidenti sono trasportati con il minimo di parole e storie di Marino, un attore d’eccezione, che crea le associazioni e le immagini che richiamano ultime opere di Goya. Lui. rimane seduto in una penombra permanente a un tavolo basso con una sola lampadina che getta ombre minacciose Ali intorno, ridendo selvaggiamente, schiamazzando come un pazzo o, ancora più potente, parlare con lucidità, calma, mentre gli eventi che raccontano che, le mani, non più avere quella nonchalance nichilista Aub conferito loro.
Joseph Farrell
si conclude domani

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