Cinquanta centesimi. Un racconto di Grazia Deledda


Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino

Erano arrivati in fondo alla lunga sala dove, come l’altare in una chiesa, s’innalzava una mensa con trofei di frutta ed anche di fiori ornamentali. In mezzo, su una coppa di cristallo, era deposta una pera gigantesca, di un colore quasi incandescente: e sulla parete un quadro di natura morta a tinte vivaci pareva uno specchio che riflettesse tanto ben di Dio. La folla vi si addensava intorno, con adorazione estetica, ma anche golosa, che si sarebbe volta in martirio se subito dopo l’altare, all’angolo della sala, sopra un banco ricoperto di sacchetti e barattoli, incoronato da un festone di grappoli d’uva, nel cui arco dominava una bella ragazza che pareva una di quelle figure allegoriche dei pittori coloristi, – pomi le guancie, ciliegie le labbra tinte, crespa e arancione la zazzera, come certe zucche esotiche lì accanto, – non si fosse notato un cartellino ristoratore: Vendita al pubblico. […]

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