Chi fu. Una novella di Luigi Pirandello


Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino. Sigla di Simon Balestrazzi

E m’attirò nell’osteria. Lí mi forzò a bere, a ribere, certamente con l’intenzione d’ubbriacarmi. Tanto era il mio stupore e tanto lo sgomento, che non seppi ribellarmi. Non bevo vino; eppure ne bevvi non so piú quanto. Ricordo: una nube soffocante di fumo; il tanfo acuto di vino; il sordo acciottolio di stoviglie; l’odor caldo e grave di cucina; i sommessi borbottii di voci rauche. Curvi, quasi volessero rubarsi il fiato l’un l’altro, due vecchi giuocavano a carte lí accanto, tra grugniti di rabbia o di consenso degli spettatori intenti e addossati alle loro spalle. Dal tetto basso, un lume a sospensione aduggiava la sua giallezza tra la densa nube. Ma quel che maggiormente mi stupiva era il vedere che, tra tanti, nessuno sospettava che lí dentro c’era un estraneo alla vita. E guardando or questa, or quella persona, mi veniva la tentazione d’indicarle il mio compagno e di dirle: – Costui è un morto!

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