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Il Guarnotta seguiva col corpo ciondolante l'andatura dell'asinello, come se camminasse anche lui; e per poco veramente le gambe, coi piedi fuori delle staffe, non gli strisciavano sulla polvere dello stradone. Ritornava, come tutti i giorni a quell'ora, dal suo podere quasi affacciato sul mare, all'orlo dell'altipiano. Piú stanca e piú triste di lui, la vecchia asinella s'affannava da un pezzo a superare le ultime pettate di quello stradone interminabile, tutto a volte e risvolte, attorno al colle, in cima al quale pareva s'addossassero fitte, una sull'altra, le decrepite case della cittaduzza.

La cattura, una novella di Luigi Pirandello. Parte 2 di ...


Il Guarnotta seguiva col corpo ciondolante l'andatura dell'asinello, come se camminasse anche lui; e per poco veramente le gambe, coi piedi fuori delle staffe, non gli strisciavano sulla polvere dello stradone. Ritornava, come tutti i giorni a quell'ora, dal suo podere quasi affacciato sul mare, all'orlo dell'altipiano. Piú stanca e piú triste di lui, la vecchia asinella s'affannava da un pezzo a superare le ultime pettate di quello stradone interminabile, tutto a volte e risvolte, attorno al colle, in cima al quale pareva s'addossassero fitte, una sull'altra, le decrepite case della cittaduzza.

La cattura, una novella di Luigi Pirandello. Parte 1 di ...




Avvenne intanto che per invidia dell'agiatezza che gli era venuta da quelle nozze con la figlia del ricchissimo speculatore, si vide addosso inaspettatamente l'odio feroce di tutti i suoi compaesani. Presero a chiamarlo Giuda e a stimarlo capace d'ogni infamia, di ogni perfidia e ad avvelenargli con questa stima anche l'amore per la sposa. Volle dimostrare che non era, non era, perdio, quel che tutti lo stimavano; ma ecco che in tre o quattro occasioni, senza che ne sapesse né il come né il perché, dai suoi atti e dalle sue buone intenzioni era saltata fuori all'improvviso la dimostrazione contraria, fino al punto che, un giorno, per una inesplicabile intestatura su un conto sbagliato, s'era visto citare in tribunale per poche centinaja di lire da un suo subalterno colmato di beneficii.

Spirito maligno, una novella di Luigi Pirandello



Tre racconti dai vincitori del 1^ Concorso Letterario “L’essenziale è invisibile agli occhi”, promosso dall’Associazione Note di Cultura, con il contributo e patrocinio del Comune di Sanluri. - INGORDIGIA E PUZZA DI PAURA DI TANINO, un racconto di Rita Cannas; XANDER, un racconto di Sara Lawlor; IL REGALO DI NATALE DI LUCA, un racconto di Giovanni Spiggia L’iniziativa è nata per ricordare Barbara Congiu, una giovane donna scomparsa prematuramente a causa di una male incurabile, che attraverso il suo sorriso, le sue frasi e i suoi pensieri trasudava amore per la vita. Sagace, acuta e ricercata, amava usare due metafore per rappresentare il suo viaggio: uno zainetto e una tartaruga. Da qui nasce il titolo di questa raccolta.

Come uno zainetto su una tartaruga, tre racconti.


Stava nella terza di quelle casette. Quattro stanze a terreno, quasi buje, con le grate arrugginite alle finestre e, oltre le grate, una rete di fil di ferro per difendere i vetri dalle sassate dei monellacci selvaggi dei dintorni; e a piano, tre camere da letto e una loggetta che era, quando non faceva umido, la sua delizia: alla vista degli orti.

Fuga, una novella di Luigi Pirandello



Il dono di Natale, caratterizzato da una grande tenerezza, racconta di due povere famiglie, vicine, che vivono entrambe un Natale diverso dal solito. La prima è in attesa del ricco fidanzato della figlia, la seconda avvolge la propria attesa nel mistero e sarà un bambino a scoprire qual è il regalo che tutti aspettano con trepidazione.

Il dono di Natale, un racconto di Grazia Deledda


Il vecchio Moisè racconta la storia di un giovane pastorello e delle notti di Natale trascorse in una grotta a vegliare il gregge, mentre la sua famiglia festeggia al caldo. Il furto di un maialino e una gran paura si trasformeranno nell’aneddoto divertente che racconterà molti anni dopo.

Il vecchio Moisè e quella notte di Natale, un racconto ...



Poesie. Floriana Porta è una poetessa vinovese che da alcuni anni pubblica sillogi poetiche e espone le sue opere artistiche nel Torinese e nell'Astigiano. Oltre alla poesia infatti si occupa di fotografia digitale, collage artistici e pittura.

Il ventre dell’alba, poesie di Floriana Porta


Problems. Capitolo 8. Anna rischia la vita, ma raggiungerà qualcosa dopo il suo vagabondaggio. Sarà ciò che cercava? Gli schiavi intanto devono affrontare un nuovo problema e nuove tensioni. E, soprattutto, devono tornare laggiù nella galleria. Per scoprire che...

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – ottava puntata ...



Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l'impressione d'una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l'anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors'anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi.

Sogno di Natale, una novella di Luigi Pirandello


In una miniera in Sicilia (“la buca della Cace”), una sera il sorvegliante Cacciagallina, con la pistola in pugno, ordina ai suoi lavoratori di continuare a lavorare tutta la notte per finire il carico della giornata. Cacciagallina se la prende in particolar modo con un vecchio minatore, cieco da un occhio, chiamato Zi’ Scarda. Mentre tutti minatori, però, si rifiutano e tornano in paese, solo il vecchio Zi’ Scarda rimane, insieme al caruso Ciàula 1. Anche se molto stanco, il ragazzo, “che aveva più di trent’anni (e poteva averne anche sette o settanta, scemo com’era)”, non può che rimanere, obbedendo agli ordini di Zi’ Scarda. Ciàula è del resto abituato alla scarsa luce della miniera, dove non ha paura del buio ed anzi si trova perfettamente a proprio agio come un animale nel suo ambiente naturale...

Ciaula scopre la Luna, una novella di Luigi Pirandello



La novella è inserita in un contesto militare. A Milano si ritrovano insieme tre ragazzi della stessa camerata: Malerba, un giovane ragazzo del Sud Italia, completamente sradicato a Milano, il Luccehse, un toscano, e il Gallorino, settentrionale affascinato dalle armi e dalla guerra, molto colto. I tre camerati partono per la battaglia di Custoza dove incontrano Vittorio Emanuele; il Lucchese muore, e la battaglia è perduta. Ma i due ex camerati si incontrano, finita la leva, nel paese, di Malerba, in cui non vedeva l’ora di tornare. Durante questo discorso il colto Gallorini scontra la sua mentalità con quella ignorante e pratica di Malerba.

Camerati, una novella di Giovanni Verga


Un racconto tratto dal romanzo di Sergio Atzeni, Il figlio di Bakunìn. Produzione teatrale di Isolateatro - anno 1997. Edizione 2017. A quel tempo, la mattina presto si andava a lavorare con qualcosa sulla testa, per proteggersi dall’umido. Chi aveva cicia, chi bonette. Lui, dal primo giorno, basco alla francese. Sembrava lo facesse apposta per continuare a distinguersi dal gregge. Poi si é visto che ai sorveglianti e agli impiegati di Montevecchio quel basco dava fastidio, chissà perché? Lo guardavano male. Ma cosa potevano dire? Il duce mica aveva proibito ai minatori di portare basco alla francese. In capo a quindici giorni avevamo tutti copricapo uguale al suo. Lui abitava in centro, io in periferia. La mattina aspettavo al caldo, in cucina, vicino al camino, guardando la strada dalla finestra. Lo vedevo sbucare dall’ango1o di Angelino Marrocu, il fabbro. Cosi quando Tullio appariva sembrava uscisse dale scintille della bottega di Angelino. Camminava a passetti svelti per riscaldarsi.

I primi giorni a Montevecchio, dal Figlio di Bakunìn, di ...



Una borta ci fiat, Su meri e su serbidori. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore.

Una borta ci fiat, Su meri e su serbidori. Dalle ...


Problems. Capitolo sette. Anna si trova di fronte ad una svolta nella sua vita e, per la prima volta, intraprendera' un viaggio che la metterà alla prova e ponendo a rischio la sua vita. Anche sulla Luna succede qualcosa che sconvolge la vita degli schiavi. Sia per Anna che per gli schiavi niente sara' piu' come prima.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – settima puntata ...




Una volta c'era, La mamma e la figlia. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Picole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una borta ci fiat, La madre e la figlia. Dalle ...



Una borta ci fiat, Sa mamma e sa filla. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore.

Una borta ci fiat, Sa mamma e sa filla. Dalle ...


Strappato dal sonno, forse per sbaglio, e buttato fuori dal treno in una stazione di passaggio. Di notte; senza nulla con me. Non riesco a riavermi dallo sbalordimento. Ma ciò che piú mi impressiona è che non mi trovo addosso alcun segno della violenza patita; non solo, ma che non ne ho neppure un'immagine, neppur l'ombra confusa d'un ricordo. Mi trovo a terra, solo, nella tenebra d'una stazione deserta; e non so a chi rivolgermi per sapere che m'è accaduto, dove sono.

Una giornata, una novella di Luigi Pirandello



Pastori sfaccendati, arrampicandosi un giorno sú per le balze di Mízzaro, sorpresero nel nido un grosso corvo, che se ne stava pacificamente a covar le uova. - O babbaccio, e che fai? Ma guardate un po'! Le uova cova! Servizio di tua moglie, babbaccio! Non è da credere che il corvo non gridasse le sue ragioni: le gridò, ma da corvo; e naturalmente non fu inteso. Quei pastori si spassarono a tormentarlo un'intera giornata; poi uno di loro se lo portò con sé al paese; ma il giorno dopo, non sapendo che farsene, gli legò per ricordo una campanellina di bronzo al collo e lo rimise in libertà

Il corvo di Mìzzaro, una novella di Luigi Pirandello


I giorni perduti è un breve racconto tratto dalla raccolta «Centottanta racconti» di uno dei più grandi autori italiani del Novecento, Dino Buzzati. I personaggi sono due - il padrone della villa e un «ladro» - e in un certo senso anche le trame sono due: un apparente furto e la scoperta di ciò che realmente viene rubato. E’ proprio sul tema del furto che verte questa storia: dapprima in modo apparentemente ovvio e lineare, poi sottilmente sul capovolgimento di chi è veramente il ladro, che cosa ha rubato e come lo ha fatto.

I giorni perduti, un racconto di Dino Buzzati



Poesie di Viviana Maxia. Penso Il buonsenso fugge con il primo treno per la luna laddove Orlando ritrovò il suo senno perso. A me invece basterebbe un accenno di canzone allegra per ritrovare fortuna in una vita agra. Un egoismo sano senza senso. Un caramello denso da spalmare sul sale...

Ritme Salve, poesie di Viviana Maxia


Una volta c'era, Una volta c'era. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Picole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una borta ci fiat, Una volta c’era. Dalle Novelline Popolari ...



Una borta ci fiat, Una borta ci fiat. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore. Le musiche sono di Paolo Mereu

Una borta ci fiat, Una borta ci fiat. Dalle Novelline ...


Trafelati, ansanti, per far piú presto, quando furono sotto il borgo, - sú, di qua, coraggio! - s'arrampicarono per la scabra ripa cretosa, ajutandosi anche con le mani - forza! forza! - poiché gli scarponi imbullettati - Dio sacrato! - scivolavano. Appena s'affacciarono paonazzi sulla ripa, le donne, affollate e vocianti intorno alla fontanella all'uscita del paese, si voltarono tutte a guardare. O non erano i fratelli Tortorici, quei due là? Sí, Neli e Saro Tortorici. Oh poveretti! E perché correvano cosí? Neli, il minore dei fratelli, non potendone piú, si fermò un momento per tirar fiato e rispondere a quelle donne; ma Saro se lo trascinò via, per un braccio. - Giurlannu Zarú, nostro cugino! - disse allora Neli, voltandosi, e alzò una mano in atto di benedire.

La mosca, una novella di Luigi Pirandello



In un mondo cosí fatto, poteva mai figurarsi il padre beneficiale Fioríca che il diavolo vi potesse entrare da qualche parte? E il diavolo invece vi entrava a suo piacere, ogni qual volta gliene veniva il desiderio, di soppiatto e facilissimamente, sicuro d'essere scambiato per un buon uomo o una buona donna, o anche spesso per un innocuo oggetto qualsiasi. Anzi si può dire che il padre beneficiale Fioríca stava tutto il santo giorno in compagnia del diavolo, e non se n'accorgeva. Non se ne poteva accorgere anche perché, bisogna aggiungere, neppure il diavolo con lui sapeva esser cattivo: si spassava soltanto a farlo cadere in piccole tentazioni che, al piú al piú, scoperte, non gli cagionavano altro danno che un po' di beffe da parte dei suoi fedeli parrocchiani e dei colleghi e superiori.

La Madonnina, una novella di Luigi Pirandello


Una borta ci fiat, Sa morti de su poburu. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore. Le musiche sono di Paolo Mereu

Una borta ci fiat, Sa morti de su poburu. Dalle ...



Una volta c'era, La morte del povero. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Picole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una volta c’era, La morte del povero. Dalle Novelline Popolari ...


Una volta c'era, Il pescatore e il diavolo. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Picole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una volta c’era, Il pescatore e il diavolo. Dalle Novelline ...



Una borta ci fiat, Su piscadori e su Tiaulu. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore. Le musiche sono di Paolo Mereu

Una borta ci fiat, Su Piscadori e su Tiaulu. Dalle ...


Una volta c'era, L'orco e le due comari. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Picole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una volta c’era, L’orco e le due comari. Dalle Novelline ...



Una borta ci fiat, S'orcu e is duas gomai. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore. Le musiche sono di Paolo Mereu

Una borta ci fiat, S’orcu e is duas gomais. Dalle ...


Interviste possibili con Alessandra Atzori, soprano, diplomata in canto al conservatorio di musica, ha cantanto per quasi 34 anni al Teatro Lirico di Cagliari. Adesso si è dedicata all’insegnamento del canto classico e moderno presso l’accademia Vi.U.Music Academy di Cagliari. Organizza eventi e spettacoli soprattutto nell’ambito del sociale in forma di volontariato. Da 11 anni è titolare di due blog : uno dedicato alla musica e all’arte in generale: Musicamore. Il sito in forma diaristica, è stato il primo a raccontare la vita dei teatri lirici in Italia con decine di interviste e video interviste a direttori d’orchestra, cantanti e musicisti, costumisti ecc. L’altro blog , dedicato alla città di Cagliari si chiama La Cagliaritana ed ha lo scopo della conservazione e della ricerca della memoria attraverso foto di ieri e di oggi, e videointerviste a cittadini comuni E’ ricercatrice di memoria per il sito internazionale Memoro.

Interviste Possibili con Alessandra Atzori, cantante soprano e ricercatrice di ...



Interviste possibili con Alessandra Atzori, soprano, diplomata in canto al conservatorio di musica, ha cantanto per quasi 34 anni al Teatro Lirico di Cagliari. Adesso si è dedicata all’insegnamento del canto classico e moderno presso l’accademia Vi.U.Music Academy di Cagliari. Organizza eventi e spettacoli soprattutto nell’ambito del sociale in forma di volontariato. Da 11 anni è titolare di due blog : uno dedicato alla musica e all’arte in generale: Musicamore. Il sito in forma diaristica, è stato il primo a raccontare la vita dei teatri lirici in Italia con decine di interviste e video interviste a direttori d’orchestra, cantanti e musicisti, costumisti ecc. L’altro blog , dedicato alla città di Cagliari si chiama La Cagliaritana ed ha lo scopo della conservazione e della ricerca della memoria attraverso foto di ieri e di oggi, e videointerviste a cittadini comuni E’ ricercatrice di memoria per il sito internazionale Memoro.

Interviste Possibili con Alessandra Atzori, cantante soprano e ricercatrice di ...


Interviste possibili con Alessandra Atzori, soprano, diplomata in canto al conservatorio di musica, ha cantanto per quasi 34 anni al Teatro Lirico di Cagliari. Adesso si è dedicata all’insegnamento del canto classico e moderno presso l’accademia Vi.U.Music Academy di Cagliari. Organizza eventi e spettacoli soprattutto nell’ambito del sociale in forma di volontariato. Da 11 anni è titolare di due blog : uno dedicato alla musica e all’arte in generale: Musicamore. Il sito in forma diaristica, è stato il primo a raccontare la vita dei teatri lirici in Italia con decine di interviste e video interviste a direttori d’orchestra, cantanti e musicisti, costumisti ecc. L’altro blog , dedicato alla città di Cagliari si chiama La Cagliaritana ed ha lo scopo della conservazione e della ricerca della memoria attraverso foto di ieri e di oggi, e videointerviste a cittadini comuni E’ ricercatrice di memoria per il sito internazionale Memoro.

Interviste Possibili con Alessandra Atzori, cantante soprano e ricercatrice di ...



Una borta ci fiat, Su pilloni fuìu. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore.

Una borta ci fiat, Su pilloni fuìu. Dalle Novelline Popolari ...


Una volta c'era, L'uccello fuggito. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Picole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una volta c’era, L’uccello fuggito. Dalle Novelline Popolari Sarde di ...



Abito in una vecchia casa che pare la bottega d'un rigattiere. Una casa che ha preso, chi sa da quanti anni, la polvere. La perpetua penombra che la opprime ha il rigido delle chiese e vi stagna il tanfo di vecchio e d'appassito dei decrepiti mobili d'ogni foggia che la ingombrano e delle tante stoffe che la parano, preziose sbrindellate e scolorite, stese e appese da per tutto, in forma di coperte, di tende e cortinaggi. Io aggiungo di mio a quel tanfo, quanto piú posso, la peste delle mie pipe intartarite, fumando tutto il giorno. Soltanto quando rivengo da fuori, mi rendo conto che a casa mia non si respira.

Effetti di un sogno interrotto, una novella di Luigi Pirandello


Faustino Sangelli si sentí strappare le viscere, tirare il respiro e non seppe piú da che parte voltarsi a guardare per non veder l'antica fidanzata che gli veniva appresso, appresso, e che lo guardava sbalordita con tanto d'occhi. Patí morte e passione. Quegli occhi, cosí stupiti, gli dicevano quant'era cambiato; lo guardavano come di là da un abisso, ove adesso anche il ricordo della sua lontana immagine precipitava e ogni rimpianto, tutto. E di qua dall'abisso, sul carrozzone traballante e fragoroso, ecco, c'era lui, lui quale s'era ridotto, fra quei tre figliuoli non belli e quella stupida moglie. Ah, fare un salto da quel carrozzone a quella carrozzella, mettere a terra il bambino di lei, e attaccarsi con la bocca a quella bocca che era stata sua tant'anni fa; commettere l'ultima pazzia, fuggire, fuggire... - Perché lo guardava ella cosí? Che pensava? Che voleva? Ecco, si chinava verso il bambino che le sedeva accanto, poi rialzava la testa e sorrideva, sorrideva guardando verso lui, tentennando lievemente il capo. Lo derideva?

Tra due ombre, una novella di Luigi Pirandello



In quell'umile cameretta di prete piena di luce e di pace, coi vecchi mattoni di Valenza che qua e là avevano perduto lo smalto e sui quali si allungava quieto e vaporante in un pulviscolo d'oro il rettangolo di sole della finestra con l'ombra precisa delle tendine trapunte e lí come stampate e perfino quella della gabbiola verde che pendeva dal palchetto col canarino che vi saltellava dentro, un odore di pane tratto ora dal forno giú nel cortiletto era venuto ad alitare caldo e a fondersi con quello umido dell'incenso della chiesetta vicina e quello acuto dei mazzetti di spigo tra la biancheria dell'antico canterano.

La fede, una novella di Luigi Pirandello


Passata la stazione di Sulmona, Silvestro Noli rimase solo nella lercia vettura di seconda classe. Volse un'ultima occhiata alla fiammella fumolenta, che vacillava e quasi veniva a mancare agli sbalzi della corsa, per l'olio caduto e guazzante nel vetro concavo dello schermo, e chiuse gli occhi con la speranza che il sonno, per la stanchezza del lungo viaggio (viaggiava da un giorno e una notte), lo togliesse all'angoscia nella quale si sentiva affogare sempre piú, man mano che il treno lo avvicinava al luogo del suo esilio.

Notte, una novella di Luigi Pirandello



Serpeggia una voce in mezzo alla riunione: - C'è qualcuno che ride. Qua, là, dove la voce arriva, è come se si drizzi una vipera, o un grillo springhi, o sprazzi uno specchio a ferir gli occhi a tradimento. Chi osa ridere? Tutti si voltano di scatto a cercare in giro con occhi fulminanti.

C’è qualcuno che ride, una novella di Luigi Pirandello


Era ogni anno una sopraffazione indegna, una sconcia prepotenza di tutto il contadiname di Montelusa contro i poveri canonici della nostra gloriosa Cattedrale. La statua della SS. Immacolata, custodita tutto l'anno dentro un armadio a muro nella sagrestia della chiesa di S. Francesco d'Assisi, il giorno otto dicembre, tutta parata d'ori e di gemme, col manto azzurro di seta stellato d'argento, dopo le solenni funzioni in chiesa, era condotta sul fercolo in processione per le erte vie di Montelusa, tra le vecchie casupole screpolate, pigiate, quasi l'una sull'altra; sú, sú, fino alla Cattedrale in cima al colle; e lí lasciata, la sera, ospite del patrono S. Gerlando.

Visto che non piove, una novella di Luigi Pirandello



Smilzo, un po' curvo, con un abitino di tela che gli sventolava addosso, l'ombrello aperto sulla spalla e il vecchio panama in mano, il signor Aurelio s'avviava ogni giorno per la sua speciosa villeggiatura. Un posto aveva scoperto, un posto che non sarebbe venuto in mente a nessuno; e se ne beava tra sé e sé, quando ci pensava, stropicciandosi le manine nervose. Chi sui monti, chi in riva al mare, chi in campagna: lui, nelle chiese di Roma. Perché no? Non ci si sta forse freschi piú che in un bosco? E in santa pace, anche. Nei boschi, gli alberi; qui, le colonne delle navate; lí, all'ombra delle frondi; qui, all'ombra del Signore.

Il vecchio Dio, una novella di Luigi Pirandello


Il Professor Raimondo Pusceddu parla del Progetto Casting: progetto di una comunità di apprendimento sperimentale, teatrale e intergenerazionale. Realizzato dall'Associazione - Arcoiris Promozione Sociale

Casting. Presentazione del progetto a cura del Professor Raimondo Pusceddu



Parla di una ragazza, Màlia, paralitica, costretta dalla malattia a passare le sue giornate alla finestra per prendere un po’ di sole, dato che nell’appartamento in cui vive, dedicato ai servizi di portineria, il sole non arriva mai. E proprio per queste sue giornate alla finestra il vicinato la chiama il canarino del n. 15. Eppure è proprio lei, Màlia, a tenere unita la famiglia, fino a quando…

Il canarino del numero 15, una novella di Giovanni Verga


Ci sono storie che chiedono a gran voce di essere raccontate dall’inizio. Dal primo respiro, dal primo fiato. Dalla prima lettera di un qualsiasi alfabeto. Dal giorno numero uno. Altre che scelgono un frammento da cui partire. Questa, invece, è una storia che parte dalla fine. Da un corpo trovato nel parcheggio condominiale. All’alba.

Testimone consapevole, un racconto di Marco Conti. Adattamento e messa ...



Cinico e disperato, grottesco e nichilista. Segnato da una sessualità parossistica, priva di erotismo e sentimento. Con una presenza diffusa e inquietante delle nuove tecnologie. L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde è insieme un romanzo breve e una raccolta di racconti. Un casellario di vite sbalestrate e disilluse, di personaggi attualissimi.

L’eccezionalità della regola, un romanzo di Matteo Fais. Prima parte


Storia di un alcolizzato, Andreas Kartak, che, dopo aver ucciso il marito della sua amante, fugge a Parigi. Qui vive sotto i ponti della Senna: una sera, riceve 200 franchi da un uomo che aveva deciso di convertirsi al cristianesimo, dopo aver conosciuto la storia della piccola Santa Teresa di Lisieux. Andreas si impegna a restituire il denaro la domenica seguente, facendo un'offerta nella chiesa di Sainte-Marie des Batignolles, prima della messa delle dieci. Una promessa che non mantiene. Molte volte Andreas, aiutato dal destino, avrà in tasca una somma di denaro sufficiente per saldare il proprio debito, recuperando l'onore e la dignità; sempre, però, si lascerà distrarre da amori, vizi, vecchie amicizie, travolto dalla passione per le donne, gli amici e l'alcol. Ma, come spesso capita con certi miracoli, qualcosa accade…

La leggenda del Santo Bevitore, di Joseph Roth. 02 – ...



Storia di un alcolizzato, Andreas Kartak, che, dopo aver ucciso il marito della sua amante, fugge a Parigi. Qui vive sotto i ponti della Senna: una sera, riceve 200 franchi da un uomo che aveva deciso di convertirsi al cristianesimo, dopo aver conosciuto la storia della piccola Santa Teresa di Lisieux. Andreas si impegna a restituire il denaro la domenica seguente, facendo un'offerta nella chiesa di Sainte-Marie des Batignolles, prima della messa delle dieci. Una promessa che non mantiene. Molte volte Andreas, aiutato dal destino, avrà in tasca una somma di denaro sufficiente per saldare il proprio debito, recuperando l'onore e la dignità; sempre, però, si lascerà distrarre da amori, vizi, vecchie amicizie, travolto dalla passione per le donne, gli amici e l'alcol. Ma, come spesso capita con certi miracoli, qualcosa accade…

La leggenda del Santo Bevitore, di Joseph Roth. 01 – ...


Un racconto cortese, in cui si narra di una dama che non vuole sposare un cavaliere, ma questi, per mezzo di un raffinato espediente, alla fine vince la ritrosia della donna. Dice alla dama che, dal momento che lei rifiuta il suo anello, lo avrebbe donato a ciò che gli è più caro al mondo dopo di lei, e lo getta quindi in una fontana. Lei scorge nell'acqua la propria immagine riflessa accanto all'anello e resta così sedotta da tanta raffinatezza che alla fine gli dona tutto il suo amore.

La vera nel pozzo, ovvero, l’ombra della verità. Lai de ...



Scritto dalla poetessa Marie de France fra l'anno 1160 e il 1175 d.C. Nel Guigemar si raccontano le avventure di un cavaliere, tanto prode in battaglia quanto poco incline all'amor cortese che, durante una battuta di caccia, insegue e colpisce a morte una inerme cerbiatta bianca. Prima di spirare l'animale gli scaglia contro una cupa maledizione: la ferita che la freccia ha causato di rimbalzo alla sua gamba guarirà solamente allor quando anch'egli avrà trovato un amore. I temi del sogno, dell’amore cavalleresco, dell’adulterio, dello scambio dei giuramenti amorosi e degli animali che parlano sono strettamente intrecciati tra loro.

Guigemar, e la nave fantasma. Un Lai di Maria di ...


Anna continua l'esplorazione, oltre che della città, del proprio corpo. E dovrà affrontare delle nuove difficoltà con la sua attività illegale. Intanto, sulla Luna, l'impensabile si fa concreto e l'orrore diventa realtà.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – sesta puntata ...



Tra nebbie di provincia e atmosfere surreali, si muovono personaggi piccoli e insignificanti, uomini e donne che non vanno cercati in mondi lontani, ma sono intorno a noi, vivono nella comune inedia quotidiana. I racconti di Cusa sono cattivi, ironici e caustici, l’autore è un feticista della morbosità e dell’inettitudine patologica che si diverte a scandagliare vizi e tabù culturali di una realtà che scricchiola in maniera inquietante, anche se le crepe restano invisibili.

Racconti Molesti, di Francesco Cusa – quattro storie


Io discendo da una stirpe nota per vigore di fantasia e ardore di passione. Gli uomini mi hanno chiamato pazzo, ma ancora non è risolta la questione, cioè, se la pazzia sia o più o meno l'intelligenza più elevata, se molto di ciò che v'è di splendido, se tutto ciò che è profondo non scaturisca da una malattia del pensiero, da umori della mente esaltata; a spese del comune intelletto. Coloro che sognano ad occhi aperti sono consci di molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte. Nelle loro grigie visioni colgono frammenti di eternità e destandosi fremono nell'intimo allo scoprire d'esser stati sulla soglia del gran segreto.

Eleonora, un racconto di Edgar Allan Poe



Una terribile pestilenza, la Morte Rossa, sta devastando una contrada e il principe Prospero, uomo di animo felice e temerario, si rende conto che le sue terre sono spopolate (molti sono morti a causa della pestilenza, oppure sono semplicemente fuggiti per evitare il contagio). L'uomo allora decide di ritirarsi insieme ad un migliaio di amici e cortigiani in un suo palazzo, così da evitare il contagio. All'interno dell'edificio gli occupanti trascorrono gioiosamente le giornate, con musiche e buffoni, e dopo cinque mesi di isolamento il principe decide di indire un ballo in maschera…

La mascherata della morte rossa, un racconto di Edgar Allan ...


Le due storie parallele proseguono. Anna continua il viaggio nell'adolescenza e nella conoscenza, e studia il modo migliore per vivere più a lungo possibile in un mondo di miseria. I nostri schiavi invece scoprono la libertà su un nuovo pianeta, una nuova colonia. Tutto sembra più bello di prima, ma...

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – quinta puntata ...



Storia vissuta da un uomo qualunque, che si ritrova coinvolto in una vicenda cadutagli addosso per caso. L’uomo attraversava una piazza mercatino, quando d'improvviso notò un bambino che pareva rimasto solo, smarrito o forse abbandonato. Un bambino, o una bambina? Sporco, coi vestiti bucati, i capelli inzozzati (ma non ha pidocchi), pieno di lividi e poco possedeva di umano: pareva infatti, un bambino selvaggio. Da quel momento per l’uomo nulla sarà più come prima; si potrebbe dire, per entrambi. L’inquietante normalità, le rivelazioni di un sistema sociale spesso confuso e contorto, le petulanti “procedure”, l’ineluttabile regola d’affidamento, i tribunali fuori posto, l’odore delle case di accoglienza, insieme ad altri terribili dettagli, mostreranno all’uomo un mondo completamente sconosciuto e spesso indifferente. Un’altra solita storia che vuole stare “in strada” perché nata nella strada. Fuori dalla retorica e dalla facile spettacolarizzazione spesso intrisa di buone intenzioni.

Il Bambino Selvaggio, spettacolo teatrale liberamente tratto da un testo ...


Recital messa in voce di alcuni componimenti del poeta Dino Campana. Poesia e dintorni. Si comincia con “il crepuscolo mediterraneo” di un’estate notturna e ardente. Ci sarà spazio pure per la fine dei Canti Orfici “Fuori è la notte chiomata di muti canti, pallido amor degli erranti”, dove la notte appare protagonista di ogni esistere. La parola diviene leggera sempre più, seppure ricca di suoni aspri e ridondanti, incastonati in uno stupore che si fa desiderio supplichevole, follia dei sensi, di cui si rimane avvolti.

Amore, primavera del sogno. Dai Canti Orfici e d’altri componimenti ...
























Il De rerum natura è un poema scritto dal filosofo e poeta latino Tito Lucrezio Caro intorno alla metà del I secolo a.C. In questa monumentale opera il poeta si fa portavoce delle teorie epicuree riguardo alla realtà della natura e al ruolo dell'uomo. Un richiamo alla responsabilità personale, un incitamento al genere umano affinché prenda coscienza della realtà, nella quale gli uomini sin dalla nascita sono vittime di passioni che non riescono a comprendere. Via dunque ogni illusione sulla religione, sull’anima, sul mondo tutto dell’incomprensibile, per accogliere invero con lucida mente la vita; libera da ogni retorica, non effimera, terribilmente vera, così come la natura abbraccia e conduce da sempre. “Avidamente congiungono petto a petto e bocca a bocca, e mordendosi il volto ansano indarno, poichè limar nulla possono, nè penetrar con tutto il corpo il corpo, come par che tal volta abbian talento, sì desiosamente avvolti, stan coi lacci venerei, finché, lasciati per soverchio piacer, si dissolvono i membri.”

De Rerum Natura, di Tito Lucrezio Caro, tradotto da Alessandro ...


Interviste possibili con Gianni Filippini, giornalista e direttore editoriale del quotidiano L’Unione Sarda. Classe 1932. Cagliaritano da sempre. Un intellettuale con quasi centocinquanta libri divorati, media annuale. Un mancato magistrato o prefetto, divenuto giornalista per caso. A cura di Gaetano Marino

Interviste possibili con Gianni Filippini, un giornalista per caso e ...



Poesie sparse di Maurizio Virdis. Quasi un gioco, ma non solo, di sentimenti giovanili celati nella poesia. Parole che danzano tra desiderio e dilettata fresca ambizione, stupore. Un piccolo omaggio al giogo della vita e per quel che poi verrà. O forse, chissà, un diritto alla leggiadria e un dovere per chi oramai ci sta, quaggiù, o da qualche altra parte; e s'ha da trascinare comunque, tra i solchi segnati dalle ruote ferrose, il carro di una vita. Ricordi e nostalgie. Speranza. Dunque, sia leggerezza e inganno velato di un'ultima menzogna, seppur s'attende, un po’ più in là per un’anima velata.

Anima Velata. Poesie sparse di Maurizio Virdis – Messa in ...


È mia vecchia abitudine dare udienza, ogni domenica mattina, ai personaggi delle mie future novelle. Cinque ore, dalle otto alle tredici. M'accade quasi sempre di trovarmi in cattiva compagnia. Non so perché, di solito accorre a queste mie udienze la gente piú scontenta del mondo, o afflitta da strani mali, o ingarbugliata in speciosissimi casi, con la quale è veramente una pena trattare.

La tragedia di un personaggio, una novella di Luigi Pirandello



Un redattore, Luca Fazio, chiede al direttore di potergli parlare in privato. Paroni spera che Luca faccia quello che quell'imbecille di Pulino non ha fatto; ma si sbaglia: anche Fazio è molto malato e, per non essere considerato stupido come il suo collega suicida, dice di aver accettato l'incarico da Mazzarini di uccidere il direttore.

L’imbecille, una novella di Luigi Pirandello


Marastella a causa di un naufragio ha perso il padre e anche l'uomo amato ed è costretta a sposarsi con un uomo che non ama, assai più vecchio di lei: Don Lisi Chirico, il custode del cimitero. Anch'egli è infelice poiché è rimasto vedovo e soffre molto per questo. Dopo una triste cerimonia nuziale piena di lacrime i due si ritrovano a piangere sulle tombe delle persone amate. La novella si svolge durante l'arco di una giornata.

Prima notte, una novella di Luigi Pirandello



Pompeo Lagúmina distolse gli occhi da quello spettacolo, aggrottando le ciglia. Ah, lui, no! lui non doveva piú guardare donne. Ne portava una nel cuore, e basta. L'uomo serio, quando abbia preso un impegno, sia da vicino sia da lontano, deve rispettarlo, fedele anche col pensiero. Via, via! E s'intenerí pensando alla sua Sandra, alla sua modesta Sandrina, che da due anni si consumava d'amore, aspettando il giorno delle nozze e lottando contro l'arcigna madre che le teneva continuamente tra i piedi un cugino ricco, quello stupido Mimmino Orrei, a cui Sandrina non risparmiava né sgarbi né beffe.

Concorso per referendario al consiglio di stato, una novella di ...


Pompeo Lagúmina distolse gli occhi da quello spettacolo, aggrottando le ciglia. Ah, lui, no! lui non doveva piú guardare donne. Ne portava una nel cuore, e basta. L'uomo serio, quando abbia preso un impegno, sia da vicino sia da lontano, deve rispettarlo, fedele anche col pensiero. Via, via! E s'intenerí pensando alla sua Sandra, alla sua modesta Sandrina, che da due anni si consumava d'amore, aspettando il giorno delle nozze e lottando contro l'arcigna madre che le teneva continuamente tra i piedi un cugino ricco, quello stupido Mimmino Orrei, a cui Sandrina non risparmiava né sgarbi né beffe.

Concorso per referendario al consiglio di stato, una novella di ...






Un piccolo borgo olandese Vondervotteimittiss. Vecchio villaggio situato in una valle sperduta. Fino a due giorni prima tutto è sempre rimasto immutato. In ogni dove vi stanno orologi, scolpiti o veri. Mentre gli anziani stanno seduti aspettando, come da sempre, il rintocco di mezzogiorno, un minuscolo uomo si avvicina velocemente dalle colline. Vestito di nero, con « un sogghigno perenne da un'orecchia all'altra », danza in modo sgraziato, tiene sottobraccio un cappello e « un violino cinque volte circa più grande di lui ». Fiondatosi su Vondervotteimittiss balza sulla torre dell'orologio e…

Il diavolo nel campanile, una racconto di Edgar Allan Poe




La storia ricorda molti tribunali messi in piedi per impedire ad un cervello di pensare, o di insegnare a pensare. Nell’Atene del quattrocento avanti Cristo, quel tribunale decretò la condanna a morte di Socrate – garantendogli di fatto una fama immortale, e la capacità di trasmettere il suo insegnamento di generazione in generazione, fino ai nostri giorni.

Apologia e condanna di Socrate, di Platone – parte 2 ...


La storia ricorda molti tribunali messi in piedi per impedire ad un cervello di pensare, o di insegnare a pensare. Nell’Atene del quattrocento avanti Cristo, quel tribunale decretò la condanna a morte di Socrate – garantendogli di fatto una fama immortale, e la capacità di trasmettere il suo insegnamento di generazione in generazione, fino ai nostri giorni.

Apologia e condanna di Socrate, di Platone – parte 1 ...




il protagonista narra le sue follie. Ora fortunatamente è rinsavito, e non gli succedono più certi guai. E racconta come la sua generosità, il pensare cioè che gli altri abbiano un'anima come la sua, gli abbia arrecato un sacco di guai, dal tradimento della prima moglie alla rovina economica. Ora però è sano; ha imparato a pensare a se, alla scuola di saggezza della seconda moglie, a sua volta vedova di un suo ex dipendente che, derubandolo in modo discreto e parsimonioso, aveva accumulato il necessario perché ora potessero vivere decorosamente.

Quand’ero matto – una novella di Luigi Pirandello – parte ...



il protagonista narra le sue follie. Ora fortunatamente è rinsavito, e non gli succedono più certi guai. E racconta come la sua generosità, il pensare cioè che gli altri abbiano un'anima come la sua, gli abbia arrecato un sacco di guai, dal tradimento della prima moglie alla rovina economica. Ora però è sano; ha imparato a pensare a se, alla scuola di saggezza della seconda moglie, a sua volta vedova di un suo ex dipendente che, derubandolo in modo discreto e parsimonioso, aveva accumulato il necessario perché ora potessero vivere decorosamente.

Quand’ero matto – una novella di Luigi Pirandello – parte ...


Un uomo si trova all'Inferno dentro un sepolcro in compagnia di Satana. Questi decide di raccontargli una storia che crede sia la migliore di tutte quelle mai raccontate perché ha per protagonista il Silenzio. Il protagonista della favola si trova in Libia nei pressi di un fiume melmoso di nome Zaire. Le acque sono ricoperte da gigli che sospirano al rumore del vento e tutt'intorno vi è un bosco dove le gocce d'acqua diventano sangue umano alla caduta sulla terra. Il protagonista incamminandosi intorno al fiume scorge un grande masso dove c'è scritto "DESOLAZIONE" e scorge seduto sopra di esso un uomo in vesti romane che fissa la luna tremando e gemendo di sconforto. L'uomo non riesce a capire tale comportamento e dopo un po' comincia ad imprecare in silenzio contro di lui facendo improvvisamente diventare tutto l'ambiente silenzioso e ancora più tetro. Ora anche la scritta sulla roccia è mutata in "SILENZIO" e l'uomo in vesti romane fugge via terrorizzato. Il diavolo ha concluso la sua storia e vedendo il compagno muto ride e impreca adagiandosi sul sepolcro assieme ad una statua di lince animatasi all'improvviso.

Silenzio, favola. Un racconto di Edgar Allan Poe



Oggi, miei piccoli amici, voglio raccontarvi una storia che vi commuoverà moltissimo, e che, se non vi commuoverà, non sarà certamente per colpa mia o delle cose che vi narro, ma perché avete il cuore di pietra. C'era una volta, in un villaggio della Sardegna un uomo cattivo, che non credeva in Dio e non dava mai elemosina ai poveri. Quest'uomo si chiamava don Juanne Perrez, perché d'origine spagnola, ed era brutto come il de- monio. Abitava una casa immensa, ma nera e misteriosa, composta di cento e una stanza, e aveva con sé, per servirlo, una nipotina di quindici anni, chiamata Mariedda. … Don Juanne voleva male a Mariedda, come del resto voleva male a tutti i cristiani della terra; e, potendo, le avrebbe cavato gli occhioni belli; ma per un ultimo scrupolo di coscienza non voleva farle danno; solo, quando essa ebbe compito i quindici anni, pensò di sbarazzarsene maritandola a un brutto uomo del villaggio.

Nostra Signora del Buon Consiglio, di Grazia Deledda. Per i ...





Donde venivano quei primi sardi, con le loro donne piccole e brune, e con le gregge ancora sel- vatiche? Forse i padri loro erano venuti anch'essi dalle coste d'oriente, con barche di predoni; e dico an- ch'essi perché, di tanto in tanto, sul mare argenteo disegnavasi l'ala rossastra di qualche vela fenicia, sbarcava un gruppo d'uomini pallidi, vestiti di corte tuniche grigie, coi sandali ai piedi e in testa un berretto a cono. E si spandevano sulla pianura come un turbine e incendiavano le capanne, predava- no ciò che potevano, sgozzavano le pecore e banchettavano sotto gli alberi. Sadur nutriva un odio feroce contro questi sgraditi visitatori, che l'avevano più volte rovinato. Spesso s'era salvato con le donne e il gregge sulle montagne, ritornando alla pianura quando le vele rosse sparivano lentamente all'orizzonte, nei violacei crepuscoli marini; ma ora vedeva avvicinarsi con dolore l'estrema vecchiaia e sentiva tristemente svanir le sue forze. Chi avrebbe salvato oltre le sue donne e le sue gregge? Egli sedeva melanconicamente sul limitare dell'ovile, e guardava inquieto la linea chiara del ma- re.

La nascita delle Leoneddas, di Grazia Deledda. Per i Racconti ...



La mercantessa d'uova, zia Biròra Portale, viaggiava recando un cesto d'uova da Orotelli a Nuoro. Era una notte d'agosto, pura e luminosa come una perla. Sulla grande distesa della pianura di stoppia, la luna gettava una luce viva ed eguale; il cielo era azzurro quasi come di giorno, e solo ad oriente l'orizzonte appariva vaporoso, velando le montagne che sembravano nuvole sorgenti dal mare. Zia Biròra viaggiava di notte perché viaggiava a piedi, e viaggiava a piedi perché i guadagni del suo commercio erano tanto esigui da non permetterle di viaggiare a cavallo.

San Michele Arcangelo, di Grazia Deledda. Per i Racconti da ...


La confessione di un omicida condannato a morte, che pur sapendo di non essere creduto, vuole rivelare e condividere l’orrore di quanto sia successo, per sgravarsi la coscienza. Racconta di essere stato un giovane buono e gentile, uomo per bene, di aver avuto una grande passione e rispetto per gli animali. L'uomo riferisce che sua moglie non perdeva occasione di procurarsene molti: avevano uccelli, pesci rossi, un bellissimo cane con un panda , conigli, una scimmietta e un gatto. Quest'ultimo, di nome Plutone, era un animale forte e bello, completamente nero ed era il preferito del narratore. La loro amicizia durò molti anni, nonostante il peggioramento del carattere del padrone che cominciava a picchiare sua moglie e a maltrattare gli animali, mantenendo però un certo riguardo per il gatto. Una sera, dopo essere tornato a casa ubriaco fradicio, l'uomo notò che il gatto evitava la sua presenza, così lo afferrò e la bestia impaurita lo morse lievemente: subito un demone si impadronì di lui. Estrasse la lama di un temperino nel taschino del panciotto e cavò un occhio alla bestia. Nei giorni successivi…

Il gatto nero, un racconto di Edgar Allan Poe



Tra queste numerose “schiave” ci stava Sara, la nera. Sara era una piccina di quasi dodici anni - non ancora formata del tutto - caduta in una delle improvvise retate-bonifica de la Police, e destinata al rimpatrio coatto. La piccola Sara, come tutte le altre sue compagne, era stata vittima delle infide Maman, proveniva da un villaggio sperduto della Nigeria, e dalla povertà estrema. Era divenuta succube delle pratiche voodoo, incagliata dagli stupri subiti e intimorita dai ricatti di estrema violenza perpetrati sino la famiglia d’origine. Tra queste numerose “schiave” ci stava Sara, la nera. Una piccina di quasi dodici anni - non ancora formata del tutto - caduta in una delle improvvise retate-bonifica de la Police, e destinata al rimpatrio coatto. Una volta acciuffata, nessuna speranza più ci fu per lei. Il ritorno a casa era una sentenza inappellabile e le conseguenze terribili e conosciute. La piccola dagli occhi di girasole decise allora di vendicarsi con un gesto inaudito, folle, provocatorio e grottesco. Il suo fu un atto “indelebile” che determinò il panico generale, creando grande sconcerto e scandalo nelle stanze de la Police; fu imposto il silenzio assoluto, ovviamente. Io presi spunto alcuni anni fa da questa vicenda e trascrissi per la scena e in voce una storia altra, in fuga per la vita e dalla vita, che spesso ti cade addosso inevitabilmente, senza nemmeno averle chiesto udienza. (Pirandello docet)

Povera Sara Povera Nera, liberamente ispirato ad una storia vera. ...


Questa leggenda risale all'ottavo o nono secolo. Dopo l'insurrezione dei sardi contro la domina- zione bizantina, fuggiti i fiacchi Greci da Cagliari, l'isola si resse da sé per qualche tempo, governa- ta dal famoso re Gialeto, ch'era già stato capo dei rivoluzionari. Ma venne tosto infestata dai Sara- ceni, che la sbranarono con ogni sorta di scorrerie, di espilazioni, di saccheggi e di rovine...

Monte Bàrdia, di Grazia Deledda. Per i Racconti da Focolare