Archivi: Articoli



″- Ogni mattina si incontravano per pochi minuti davanti alle finestre dell'ala Est prima di cominciare il lavoro. Erano Becky, Sarah, Molly, Mary e la piccola Rosaria. Amavano quei pochi minuti in cui riuscivano a raccontarsi le piccole cose di tutti i giorni: C’erano colori di sogni, di speranze e risate, tantissime risate, che la loro età, fresca e giovane, concedeva. Propri quel giorno erano zitte, ammutolite per la luce e bellezza dell'anello di fidanzamento che Becky mostrava con un sorriso orgoglioso, pieno di sogno. “Oh, Becky è fantastico” “Si è proprio bellissimo! Sono così felice, che mi basta guardare quest'anello perché tutto scompaia, ogni cosa svanisca.”

Pomodori secchi e basilico. Un racconto di Lucia Atzori



Problems.14: Le scoperte per Anna non finiscono mai. Nonostante alienazione e noia, si sommano emozioni e sensazioni nuove e la sua vita non sarà più la stessa. Anche sulla Luna i pochi rimasti devono organizzarsi per un nuovo capitolo della loro vita, probabilmente il più difficile ed estremo, anche più della vita nel deserto.Nel frattempo qualcuno lassù vive una nuova vita aliena dopo la trasformazione. Cosa si prova ad essere un...?

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – quattordicesima puntata ...


Problems 13. Solitudini. La solitudine di Anna non sara' piu' tale. Anche l'alienazione da lavoro sara' piu' sopportabile grazie alle nuove compagnie. Nuove prospettive si affacciano nella sua vita. Sulla Luna invece la solitudine estrema sara' ancora piu' estrema.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – tredicesima puntata ...




C’è un ragazzo che ama il mare; desidera tanto una barca a vela, ma non può permettersela. Fino ad un bel giorno in cui, inaspettatamente, eredita una bellissima barca a vela da un lontano zio d’America. Il ragazzo comincia subito a utilizzarla per navigare, imparando giorno dopo giorno a governarla sempre meglio. Naviga sempre con prudenza, rispettoso del mare. Un giorno, però, mentre si trova lontano dal porto, scoppia – improvviso e violento – un uragano; il ragazzo fa il possibile per rientrare in porto, ma le alte onde sono così impetuose da far sprofondare speranza e fiducia nel giovane che inizia, così, a perdere lucidità e controllo dell’imbarcazione.

Una tempesta improvvisa, un racconto di Massimo Fancellu



E nella immensa valle nera non si vide altro che il rosseggiare qua e là delle lave che irrompevano, accompagnate dall'acciottolio sinistro delle scorie che precipitavano. Alle volte, mentre la corrente infuocata si ammonticchiava a poco a poco per 50 metri d'altezza, non si udiva né si vedeva più nulla, tranne il fruscio soffocato della pioggia di cenere, che stampavasi come uno sterminato nuvolone nero sul pallido cielo di luna nuova, e le fiamme che si accendevano di tratto in tratto nella valle, e indicavano il corso della corrente di fuoco. Ah! quanti alberi se ne andavano in quelle fiamme! e quanti filari di vigne zappati, potati, accarezzati, guardati cogli occhi assorti nei castelli in aria della povera gente! e quante cannucce con le immagini di sant'Agata miracolosa, che non erano valse ad arrestare il fuoco! e quante avemarie biascicate colle labbra tremanti!

Un’altra inondazione, una novella di Giovanni Verga


Una borta ci fiat, Su meri e su serbidori. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore.

Una borta ci fiat, Su meri e su serbidori. Dalle ...



Albeggia. Sul cielo azzurro cinereo d'una dolcezza triste e profonda, curvato sull'immenso paesaggio silenzioso, passano sfiorando larghi meandri di un rosa pallidissimo, via via sfumanti nell'orizzonte ancora oscuro. Grandi vallate basse, ondeggianti, uniformi, s'inseguono sin dove arriva lo sguardo, chiazzate d'ombra, selvaggie e deserte. Non un casolare, un albero, una greggia, una via.

Macchiette. Un racconto di Grazia Deledda.


Zio Salvatore, il nostro vecchio fattore, cominciò: - Figlioli miei, io non sono stato sempre agricoltore: ero nato per diventare qualcosa di grande, prete almeno, ma i casi e l'estrema povertà della mia buona mamma, non lo permisero. Tuttavia durante la mia fanciullezza feci il sagrestano nella nostra chiesetta di San Giuliano, e solo allorché, smessa ogni vocazione religiosa, pensai di ammogliarmi, mi scossi via il profumo d'incenso e di cera che esalava dalle mie vesti, e, vestitemi le ghette mi posi a lavorare la terra.

Ancora magie, un racconto di Grazia Deledda



Per esercitar bene qualunque professione c'è bisogno, come ognun sa, anche di una certa larghezza di mezzi, la quale renda possibile aspettare le opportunità migliori, senza buttarsi alle prime, come cani all'osso, che è la sorte di chi si trovi in ristrettezze e per l'oggi debba ammiserire il proprio domani e se stesso e la professione sua. Ora questo vale anche per la professione del ladro...

Quand’ero matto. Scuola di saggezza. 04. Una novella di Luigi ...


Il cero benedetto, il cero «della buona morte» che quella santa donna s'era portato dalla chiesa madre del paesello natale, faceva ora il suo ufficio. Lo aveva custodito tant'anni per sé in fondo all'armadio; e ora esso ardeva su un lungo candeliere di piombo e quasi vegliava coi ricordi umili e cari del lontano paese, struggendosi in lacrime sul fusto, dietro il capo della morta già stesa sul pavimento dentro la bara ancora scoperta, nel posto occupato prima dal letto...

Quand’ero matto. Mirina. 03. Una novella di Luigi Pirandello



Quand'ero matto, non mi sentivo in me stesso; che è come dire: non stavo di casa in me. Ero infatti divenuto un albergo aperto a tutti. E se mi picchiavo un po' sulla fronte, sentivo che vi stava sempre gente alloggiata: poveretti che avevan bisogno del mio ajuto; e tanti e tanti altri inquilini avevo parimenti nel cuore; né si può dir che gambe e mani avessi tanto al servizio mio, quanto a quello degli infelici che stavano in me e mi mandavano di qua e di là, in continua briga per loro...

Quand’ero matto. Fondamento della morale. 02. Una novella di Luigi ...


Prima di tutto chiedo licenza di premettere che ora sono savio. Oh, per questo, anche povero. Anche calvo. Quand'ero ancora io, voglio dire, il riverito signor Fausto Bandini, ricco, e in capo avevo tutti i miei bellissimi capelli, è però provato provatissimo ch'ero matto. E un po' piú magro, s'intende. Ma pur con questi occhi che mi sono rimasti da allora spauriti, nella faccia cosí tutta scritta dagli atteggiamenti che prendeva per le croniche pietà da cui ero afflitto.

Quand’ero matto. Il soldino. 01. Una novella di Luigi Pirandello






Siamo nel 1943 in una città sotto l’occupazione nazista. Daniel è un bambino ebreo, che vive solo con la madre perché il padre è fuggito per evitare la deportazione e per raggiungere i “soldati buoni”, quelli che cacceranno via i soldati cattivi. E di soldati cattivi ce ne sono tanti in città, li vediamo disegnati in una grande doppia pagina, compatti come se fossero un enorme mostro, con le loro divise nere e la croce uncinata. La mamma di Daniel è costretta a lavorare di nascosto, perché agli ebrei lavorare è vietato (vogliono forse che si riposino? Si chiede Daniel, nella sua dolce ingenuità bambina…). Il ragazzino si muove comunque ancora liberamente per le strade cittadine, va a comprare il pane facendo le lunghe file alle botteghe, gioca con i coetanei. Il mostro che lo spaventa non sembra essere la guerra, bensì la portinaia Apollonia.

La portinaia Apollonia – Per il Giorno della Memoria


Una storia narrata con delicatezza, racconta dell'olocausto e della speranza della salvezza legata a una piantina di verbena, che fiorisce dopo la tempesta. Una storia ricca di significato e di emozioni che sottolineano la drammaticità del male e la luce della speranza.

I fiori della tempesta – Per il Giorno della Memoria



Lunedí. Prima di tutto, i libri a posto! Erano le cinque in punto: l'ora stabilita; e Pompeo Lagúmina, contentone, si diede una fregatina alle mani. Ma il tavolino... eh, troppo piccolo per tutti quei grossi libri! voleva averli sotto gli occhi, tutti, a portata di mano. Un tavolino piú grande, intanto, non sarebbe entrato nella celletta. Come fare? Un lampo! dei suoi! La cassa, su due seggiole, accanto al tavolino. Ecco fatto! E si mise con molta diligenza a disporre i libri per materia, poi preparò la carta per gli appunti, temperò il lapis nero e poi quello rosso e turchino, per certi suoi segni particolari (espedienti mnemonici!) e finalmente si sedette per intraprendere la grande preparazione. - Avvocato Lagúmina! Avvocato Lagúmina! Ecco gli sfaccendati!

Concorso per referendario al consiglio di stato, una novella di ...


I pochi avventori del Romitorio, esiliati lassù in vetta al monte, da un pezzo sentivano la vociaccia di Natale il somararo, sú per l'erta faticosa sotto la macchia: - Sci... brrr! Sci... brrr! E nella calura asfissiante, nell'ozio opprimente, fra lo stridor lontano, continuo, delle cicale e gli zighi acuti dei grilli vicini, ansiosi di sapere se quello stortaccio conducesse lassù qualche nuovo compagno di sventura o un visitatore momentaneo, si affacciavano di tanto in tanto alle finestre dell'ex-convento, ridotto da alcuni anni ad albergo. Il convento, a dir vero, era rimasto tal quale, con le sue anguste cellette, fornite di un lettuccio cosí stretto che a mala pena ci si poteva rigirare, d'un rustico tavolino, d'un lavamano e di tre o quattro seggiole impagliate; tal quale, col suo refettorio, coi suoi lunghi e cupi corridoj rintronanti, con le grige scalette logore e la chiesuola accanto, ora sempre chiusa.

Concorso per referendario al consiglio di stato, una novella di ...



Quando giunse la notizia del disastro che aveva colpito Ischia mi parve di rivedere l'isoletta, quale mi era sfilata dinanzi agli occhi attraverso gli alberi del battello a vapore, in una bella sera d'autunno. La mensa era ancora apparecchiata sul ponte, e gli ultimi raggi del sole indoravano il marsala nei bicchieri. Dei viaggiatori alcuni s'erano già levati, e passeggiavano su e giù. Altri, coi gomiti sulla tovaglia, guardavano l'immensa distesa di mare che imbruniva sotto i caldi colori del tramonto su cui Ischia stampavasi verde e molle, e dove la riva s'insenava come una coppa. Casamicciola, bianca, sembrava posare su di un cuscino di verdura. A tavola due che tornavano dal Giappone discorrevano di seme di bachi. Una coppia misteriosa era andata a rannicchiarsi a ridosso del tubo del vapore. Un giovane che non aveva mangiato quasi, e stava seduto in un canto, pallido, col bavero del paletò rialzato, guardava l'isoletta con occhi pensierosi e lenti, in fondo alle occhiaie incavate.

Casamicciola, una novella di Giovanni Verga


Come spiattellargli in faccia che, con la morte della donna, il Notajo aveva creduto d'essersi liberato dell'incubo di lui, che col ridicolo della sua incredibile mansuetudine, col rispetto ossequioso di cui lo faceva segno davanti a tutti gli amici, con le lodi sperticate che profondeva con chiunque ne parlasse, gli aveva avvelenato il piacere di quell'unica avventura tardiva della sua sobria, riservatissima esistenza? Poteva mai tollerare il signor Notajo la minaccia di non levarselo piú d'attorno, e che egli seguitasse a rispettarlo, a incensarlo, a servirlo davanti a tutti, a dimostrare in tutti i modi, come aveva sempre fatto, che se tanti trattavano con confidenza il signor notajo Denora, non stessero a farsi illusioni, perché il signor notajo Denora aveva in segreto una ragione di speciale intimità con lui, e non avrebbe potuto accordarla ad altri? Legato a lui, per forza, dall'amore per la stessa donna, poteva il signor Notajo seguitare ora a rimaner legato, attaccato a lui dal dolore comune, dal lutto comune per la perdita di lei?...

L’ombra del rimorso, una novella di Luigi Pirandello. Parte 2 ...



- Sono venuto, - si lamentò dalla soglia Bellavita, con quell'esitazione di chi si butta a parlare e poi, incerto, si trattiene, - sono venuto, perché l'ho capito, sa? il cuore a Vossignoria..., il cuore non le regge piú... a venire da me... L'ho capito! Ricomposto appena dallo scatto d'ira all'annunzio di quella visita, il signor Notajo, dal tavolino innanzi al quale stava seduto nella sua stanza da letto, accennò di sí col grosso capo calvo, ma senza saper bene perché. (Il cuore? che aveva detto?) E invitò con un cenno della mano il visitatore a introdursi, a sedere. Bellavita, a quel gesto, sentí quasi sussultare tutta la stanza, tanta fu d'improvviso la gioja che ne ebbe. E siccome, parato di strettissimo lutto, dopo aver parlato, s'era ricomposto rigido su la soglia, le gambe per quella gioja quasi gli mancarono. Si sorresse, premendo le gracili mani su gli omeri del figliuolo Michelino, che gli stava davanti, vestito anch'esso d'un abito ritinto or ora di nero.

L’ombra del rimorso, una novella di Luigi Pirandello. Parte 1 ...




Superata l'erta, il dottore si fermò, per riprender fiato. Poche altre povere casette di qua e di là e il paese finiva; la viuzza immetteva nello stradone provinciale, che correva diritto e polveroso per piú d'un miglio sul vasto altipiano, tra le campagne: terre di pane, per la maggior parte, gialle ora di stoppie. Un magnifico pino marittimo sorgeva a sinistra, come un gigantesco ombrello, meta ai signorotti di Fàrnia delle consuete loro passeggiate vespertine. Una lunga giogaja di monti azzurrognoli limitava, in fondo in fondo, l'altipiano; dense nubi candenti, bambagiose, stavano dietro ad essi come in agguato: qualcuna se ne staccava, vagava lenta pel cielo, passava sopra Monte Mirotta, che sorgeva dietro Fàrnia. A quel passaggio, il monte s'invaporava d'un'ombra cupa, violacea, e subito si rischiarava. La quiete silentissima della mattina era rotta di tratto in tratto dagli spari dei cacciatori al passo delle tortore o alla prima entrata delle allodole; seguiva a quegli spari un lungo, furibondo abbajare dei cani di guardia.

L’altro figlio, una novella di Luigi Pirandello – parte 2 ...


areva un mucchio di cenci. Cenci unti e grevi, sempre gli stessi, d'estate e d'inverno, strappati, sbrindellati, senza piú colore e impregnati di sudor puzzolente e di tutto il sudicio delle strade. La faccia giallastra era un fitto reticcio di rughe, in cui le palpebre sanguinavano, rovesciate, bruciate dal continuo lacrimare; ma, tra quelle rughe e quel sangue e quelle lagrime, gli occhi chiari apparivano come lontani, quelli d'un infanzia senza memorie. Ora, spesso, qualche mosca le si attaccava, vorace, a quegli occhi; ma ella era cosí sprofondata e assorta nella sua pena, che non l'avvertiva nemmeno; non la cacciava. I pochi capelli, aridi, spartiti sul capo, le terminavano in due nodicini pendenti su gli orecchi, i cui lobi erano strappati del peso degli orecchini massicci a pendaglio portati in gioventú. Dal mento, giú giú fin sotto la gola, la floscia giogaja era divisa da un solco nero che le sprofondava nel petto cavo...

L’altro figlio, una novella di Luigi Pirandello – parte 1 ...



Corrado Tranzi, fino a ventiquattr'anni disprezzatore implacabile di tutte le donne, implacabile derisore di tutti gli uomini che se n'innamoravano, appena presa la laurea di dottore in medicina, chiamato per un caso d'urgenza mentre di buon mattino stava a concertare una partita di caccia nella farmacia d'un amico - (il bel cielo? il tepore della primavera imminente? qualche sogno della notte?) - s'innamorò anche lui tutt'a un tratto, proprio in quella sua prima visita di medico. Che pregi straordinarii e doti scoprisse in quella fanciulla che venne ad aprirgli la porta, spettinata, mezzo discinta, tutta affannata tra le lagrime, l'avrà saputo lui che li scoperse. Certo è che, fin dal primo vederla, restò abbagliato a guardarla in bocca, mentr'ella affollatamente gli parlava della zia trovata a letto, un quarto d'ora addietro, rantolante e senza conoscenza.

Superior Stabat Lupus, una novella di Luigi Pirandello – parte ...


Corrado Tranzi, fino a ventiquattr'anni disprezzatore implacabile di tutte le donne, implacabile derisore di tutti gli uomini che se n'innamoravano, appena presa la laurea di dottore in medicina, chiamato per un caso d'urgenza mentre di buon mattino stava a concertare una partita di caccia nella farmacia d'un amico - (il bel cielo? il tepore della primavera imminente? qualche sogno della notte?) - s'innamorò anche lui tutt'a un tratto, proprio in quella sua prima visita di medico. Che pregi straordinarii e doti scoprisse in quella fanciulla che venne ad aprirgli la porta, spettinata, mezzo discinta, tutta affannata tra le lagrime, l'avrà saputo lui che li scoperse. Certo è che, fin dal primo vederla, restò abbagliato a guardarla in bocca, mentr'ella affollatamente gli parlava della zia trovata a letto, un quarto d'ora addietro, rantolante e senza conoscenza.

Superior Stabat Lupus, una novella di Luigi Pirandello – parte ...



C’era una volta un piccolo fiore che gli amici chiamavano Ranny. Era un ranuncolo dai petali delicati che avevano splendidi colori tra il rosa e il bianco, che lo facevano somigliare molto ai suoi genitori, Dasy la dalia e Gippo il giglio. Il giardino dove viveva non era grande, ma era così ricco di colori e profumi che era un incanto. C’erano gerani e gigli, rose e verbene, nasturzi, gerbere e persino un pero e dei limoni in vaso.

Il piccolo fiore, un racconto in fiaba di Lucia Atzori


Vivevano in fondo al villaggio, uno dei più forti e pittoreschi villaggi delle montagne del Logudoro, anzi la loro casetta nera e piccina era proprio l'ultima, e guardava giù per le chine, coperte di ginestre e di lentischi a grandi macchie. Filando ritta sulla porta, Saveria vedeva il mare in lontananza, nell'estremo orizzonte, confuso col cielo di platino in estate, nebbioso in inverno: cucendo presso la finestra scorgeva una immensità di vallate stendentisi ai piedi delle sue montagne, e sentiva il caldo profumo delle messi d'oro ondeggianti al sole, e il sussulto del torrente che scorreva fra le roccie e i roveti montani.

Il mago, un racconto di Grazia Deledda



Una volta c'era, Il padrone e il servo. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una borta ci fiat, Il padrone e il servo. Dalle ...


– Siamo tutti in casa? – domandò mio padre, rientrando una sera sul tardi, tutto intabarrato e col suo fazzoletto di seta nera al collo. E dopo un rapido sguardo intorno si volse a chiudere la porta col paletto e la stanga, quasi fuori s’avanzasse una torma di ladri o di lupi. Noi bambine gli si saltò intorno curiose e spaurite. – Che c’è, che c’è? – C’è che comincia a nevicare e ne avremo per tutta la notte e per parecchi giorni ancora: il cielo sembra il petto di un colombo.

Comincia a nevicare, un racconto di Grazia Deledda



Ma ci avevano preso gusto lo stesso a stare insieme. Ogni giorno, mentre Balestra aspettava la ritirata sul sedile, colle gambe ciondoloni, Femia arrivava col suo grembiale bianco, correndo dietro i marmocchi, e si davano la buona sera. Egli, chiacchierone, a poco a poco le narrò ogni cosa dei fatti suoi; che era di Tiriolo, vicino a Catanzaro, e ci aveva casa e parenti laggiù, all'estremità del paese, dove cominciano i prati, come quel pezzetto di verde che si vedeva verso l'Arco del Sempione, - quattro fratelli, e il padre carrettiere; l'avrebbero voluto in cavalleria per questo motivo, se non era il deputato che aveva da fare con suo padre - un ricco signore.

Semplice storia, una novella di Giovanni Verga


Problems.10 Anna entra in un nuovo mondo buio e umido e pieno di insetti. Inizia un nuovo viaggio. Una rinascita in un luogo spettrale e ostile negli inferi urbani. Anche sulla Luna si prosegue la discesa agli inferi dopo aver scampato la morte. Cio' che dovranno incontrare potrebbe essere peggio. Nel frattempo qualcuno lassu' entra invece nei meandri della propria coscienza.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – decima puntata ...



E ora, io dico a te, Cassandra. Che tu sia maledetta. Sarai scacciata da tutti come una folle. Biasimata dalla tua gente, e dalla tua famiglia. Avrai il potere di conoscere il futuro, potrai guardarci dentro, ma nessuno ascolterà le tue parole. Saprai ogni dolore futuro, ogni profezia di sventura e di morte, urlerai fuori dalla ragione. Nessuno ti ascolterà!

Cassandra, il passato può attendere.


Il Natale del consigliere è il racconto più romantico tra quelli dedicati al Natale, quello in cui un uomo che ha fatto fortuna torna sull’isola e più si avvicina più si rende conto della sua solitudine, che lo riporterà a cercare una sua vecchia amata, ora vedova e piena di figli, per investire sul suo futuro e sul proprio.

Il Natale del consigliere, un racconto di Grazia Deledda



Il Guarnotta seguiva col corpo ciondolante l'andatura dell'asinello, come se camminasse anche lui; e per poco veramente le gambe, coi piedi fuori delle staffe, non gli strisciavano sulla polvere dello stradone. Ritornava, come tutti i giorni a quell'ora, dal suo podere quasi affacciato sul mare, all'orlo dell'altipiano. Piú stanca e piú triste di lui, la vecchia asinella s'affannava da un pezzo a superare le ultime pettate di quello stradone interminabile, tutto a volte e risvolte, attorno al colle, in cima al quale pareva s'addossassero fitte, una sull'altra, le decrepite case della cittaduzza.

La cattura, una novella di Luigi Pirandello. Parte 2 di ...


Il Guarnotta seguiva col corpo ciondolante l'andatura dell'asinello, come se camminasse anche lui; e per poco veramente le gambe, coi piedi fuori delle staffe, non gli strisciavano sulla polvere dello stradone. Ritornava, come tutti i giorni a quell'ora, dal suo podere quasi affacciato sul mare, all'orlo dell'altipiano. Piú stanca e piú triste di lui, la vecchia asinella s'affannava da un pezzo a superare le ultime pettate di quello stradone interminabile, tutto a volte e risvolte, attorno al colle, in cima al quale pareva s'addossassero fitte, una sull'altra, le decrepite case della cittaduzza.

La cattura, una novella di Luigi Pirandello. Parte 1 di ...




Avvenne intanto che per invidia dell'agiatezza che gli era venuta da quelle nozze con la figlia del ricchissimo speculatore, si vide addosso inaspettatamente l'odio feroce di tutti i suoi compaesani. Presero a chiamarlo Giuda e a stimarlo capace d'ogni infamia, di ogni perfidia e ad avvelenargli con questa stima anche l'amore per la sposa. Volle dimostrare che non era, non era, perdio, quel che tutti lo stimavano; ma ecco che in tre o quattro occasioni, senza che ne sapesse né il come né il perché, dai suoi atti e dalle sue buone intenzioni era saltata fuori all'improvviso la dimostrazione contraria, fino al punto che, un giorno, per una inesplicabile intestatura su un conto sbagliato, s'era visto citare in tribunale per poche centinaja di lire da un suo subalterno colmato di beneficii.

Spirito maligno, una novella di Luigi Pirandello



Tre racconti dai vincitori del 1^ Concorso Letterario “L’essenziale è invisibile agli occhi”, promosso dall’Associazione Note di Cultura, con il contributo e patrocinio del Comune di Sanluri. - INGORDIGIA E PUZZA DI PAURA DI TANINO, un racconto di Rita Cannas; XANDER, un racconto di Sara Lawlor; IL REGALO DI NATALE DI LUCA, un racconto di Giovanni Spiggia L’iniziativa è nata per ricordare Barbara Congiu, una giovane donna scomparsa prematuramente a causa di una male incurabile, che attraverso il suo sorriso, le sue frasi e i suoi pensieri trasudava amore per la vita. Sagace, acuta e ricercata, amava usare due metafore per rappresentare il suo viaggio: uno zainetto e una tartaruga. Da qui nasce il titolo di questa raccolta.

Come uno zainetto su una tartaruga, tre racconti.


Stava nella terza di quelle casette. Quattro stanze a terreno, quasi buje, con le grate arrugginite alle finestre e, oltre le grate, una rete di fil di ferro per difendere i vetri dalle sassate dei monellacci selvaggi dei dintorni; e a piano, tre camere da letto e una loggetta che era, quando non faceva umido, la sua delizia: alla vista degli orti.

Fuga, una novella di Luigi Pirandello



Il dono di Natale, caratterizzato da una grande tenerezza, racconta di due povere famiglie, vicine, che vivono entrambe un Natale diverso dal solito. La prima è in attesa del ricco fidanzato della figlia, la seconda avvolge la propria attesa nel mistero e sarà un bambino a scoprire qual è il regalo che tutti aspettano con trepidazione.

Il dono di Natale, un racconto di Grazia Deledda


Il vecchio Moisè racconta la storia di un giovane pastorello e delle notti di Natale trascorse in una grotta a vegliare il gregge, mentre la sua famiglia festeggia al caldo. Il furto di un maialino e una gran paura si trasformeranno nell’aneddoto divertente che racconterà molti anni dopo.

Il vecchio Moisè e quella notte di Natale, un racconto ...



Poesie. Floriana Porta è una poetessa vinovese che da alcuni anni pubblica sillogi poetiche e espone le sue opere artistiche nel Torinese e nell'Astigiano. Oltre alla poesia infatti si occupa di fotografia digitale, collage artistici e pittura.

Il ventre dell’alba, poesie di Floriana Porta


Problems. Capitolo 8. Anna rischia la vita, ma raggiungerà qualcosa dopo il suo vagabondaggio. Sarà ciò che cercava? Gli schiavi intanto devono affrontare un nuovo problema e nuove tensioni. E, soprattutto, devono tornare laggiù nella galleria. Per scoprire che...

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – ottava puntata ...



In una miniera in Sicilia (“la buca della Cace”), una sera il sorvegliante Cacciagallina, con la pistola in pugno, ordina ai suoi lavoratori di continuare a lavorare tutta la notte per finire il carico della giornata. Cacciagallina se la prende in particolar modo con un vecchio minatore, cieco da un occhio, chiamato Zi’ Scarda. Mentre tutti minatori, però, si rifiutano e tornano in paese, solo il vecchio Zi’ Scarda rimane, insieme al caruso Ciàula 1. Anche se molto stanco, il ragazzo, “che aveva più di trent’anni (e poteva averne anche sette o settanta, scemo com’era)”, non può che rimanere, obbedendo agli ordini di Zi’ Scarda. Ciàula è del resto abituato alla scarsa luce della miniera, dove non ha paura del buio ed anzi si trova perfettamente a proprio agio come un animale nel suo ambiente naturale...

Ciaula scopre la Luna, una novella di Luigi Pirandello


La novella è inserita in un contesto militare. A Milano si ritrovano insieme tre ragazzi della stessa camerata: Malerba, un giovane ragazzo del Sud Italia, completamente sradicato a Milano, il Luccehse, un toscano, e il Gallorino, settentrionale affascinato dalle armi e dalla guerra, molto colto. I tre camerati partono per la battaglia di Custoza dove incontrano Vittorio Emanuele; il Lucchese muore, e la battaglia è perduta. Ma i due ex camerati si incontrano, finita la leva, nel paese, di Malerba, in cui non vedeva l’ora di tornare. Durante questo discorso il colto Gallorini scontra la sua mentalità con quella ignorante e pratica di Malerba.

Camerati, una novella di Giovanni Verga



Un racconto tratto dal romanzo di Sergio Atzeni, Il figlio di Bakunìn. Produzione teatrale di Isolateatro - anno 1997. Edizione 2017. A quel tempo, la mattina presto si andava a lavorare con qualcosa sulla testa, per proteggersi dall’umido. Chi aveva cicia, chi bonette. Lui, dal primo giorno, basco alla francese. Sembrava lo facesse apposta per continuare a distinguersi dal gregge. Poi si é visto che ai sorveglianti e agli impiegati di Montevecchio quel basco dava fastidio, chissà perché? Lo guardavano male. Ma cosa potevano dire? Il duce mica aveva proibito ai minatori di portare basco alla francese. In capo a quindici giorni avevamo tutti copricapo uguale al suo. Lui abitava in centro, io in periferia. La mattina aspettavo al caldo, in cucina, vicino al camino, guardando la strada dalla finestra. Lo vedevo sbucare dall’ango1o di Angelino Marrocu, il fabbro. Cosi quando Tullio appariva sembrava uscisse dale scintille della bottega di Angelino. Camminava a passetti svelti per riscaldarsi.

I primi giorni a Montevecchio, dal Figlio di Bakunìn, di ...


Problems. Capitolo sette. Anna si trova di fronte ad una svolta nella sua vita e, per la prima volta, intraprendera' un viaggio che la metterà alla prova e ponendo a rischio la sua vita. Anche sulla Luna succede qualcosa che sconvolge la vita degli schiavi. Sia per Anna che per gli schiavi niente sara' piu' come prima.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – settima puntata ...




Una volta c'era, La mamma e la figlia. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una borta ci fiat, La madre e la figlia. Dalle ...



Una borta ci fiat, Sa mamma e sa filla. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore.

Una borta ci fiat, Sa mamma e sa filla. Dalle ...


Strappato dal sonno, forse per sbaglio, e buttato fuori dal treno in una stazione di passaggio. Di notte; senza nulla con me. Non riesco a riavermi dallo sbalordimento. Ma ciò che piú mi impressiona è che non mi trovo addosso alcun segno della violenza patita; non solo, ma che non ne ho neppure un'immagine, neppur l'ombra confusa d'un ricordo. Mi trovo a terra, solo, nella tenebra d'una stazione deserta; e non so a chi rivolgermi per sapere che m'è accaduto, dove sono.

Una giornata, una novella di Luigi Pirandello



Pastori sfaccendati, arrampicandosi un giorno sú per le balze di Mízzaro, sorpresero nel nido un grosso corvo, che se ne stava pacificamente a covar le uova. - O babbaccio, e che fai? Ma guardate un po'! Le uova cova! Servizio di tua moglie, babbaccio! Non è da credere che il corvo non gridasse le sue ragioni: le gridò, ma da corvo; e naturalmente non fu inteso. Quei pastori si spassarono a tormentarlo un'intera giornata; poi uno di loro se lo portò con sé al paese; ma il giorno dopo, non sapendo che farsene, gli legò per ricordo una campanellina di bronzo al collo e lo rimise in libertà

Il corvo di Mìzzaro, una novella di Luigi Pirandello


I giorni perduti è un breve racconto tratto dalla raccolta «Centottanta racconti» di uno dei più grandi autori italiani del Novecento, Dino Buzzati. I personaggi sono due - il padrone della villa e un «ladro» - e in un certo senso anche le trame sono due: un apparente furto e la scoperta di ciò che realmente viene rubato. E’ proprio sul tema del furto che verte questa storia: dapprima in modo apparentemente ovvio e lineare, poi sottilmente sul capovolgimento di chi è veramente il ladro, che cosa ha rubato e come lo ha fatto.

I giorni perduti, un racconto di Dino Buzzati



Poesie di Viviana Maxia. Penso Il buonsenso fugge con il primo treno per la luna laddove Orlando ritrovò il suo senno perso. A me invece basterebbe un accenno di canzone allegra per ritrovare fortuna in una vita agra. Un egoismo sano senza senso. Un caramello denso da spalmare sul sale...

Ritme Salve, poesie di Viviana Maxia


Una volta c'era, Una volta c'era. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una borta ci fiat, Una volta c’era. Dalle Novelline Popolari ...



Una borta ci fiat, Una borta ci fiat. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore. Le musiche sono di Paolo Mereu

Una borta ci fiat, Una borta ci fiat. Dalle Novelline ...


Trafelati, ansanti, per far piú presto, quando furono sotto il borgo, - sú, di qua, coraggio! - s'arrampicarono per la scabra ripa cretosa, ajutandosi anche con le mani - forza! forza! - poiché gli scarponi imbullettati - Dio sacrato! - scivolavano. Appena s'affacciarono paonazzi sulla ripa, le donne, affollate e vocianti intorno alla fontanella all'uscita del paese, si voltarono tutte a guardare. O non erano i fratelli Tortorici, quei due là? Sí, Neli e Saro Tortorici. Oh poveretti! E perché correvano cosí? Neli, il minore dei fratelli, non potendone piú, si fermò un momento per tirar fiato e rispondere a quelle donne; ma Saro se lo trascinò via, per un braccio. - Giurlannu Zarú, nostro cugino! - disse allora Neli, voltandosi, e alzò una mano in atto di benedire.

La mosca, una novella di Luigi Pirandello



Una borta ci fiat, Sa morti de su poburu. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore. Le musiche sono di Paolo Mereu

Una borta ci fiat, Sa morti de su poburu. Dalle ...


Una volta c'era, La morte del povero. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una volta c’era, La morte del povero. Dalle Novelline Popolari ...



Una volta c'era, Il pescatore e il diavolo. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una volta c’era, Il pescatore e il diavolo. Dalle Novelline ...


Una borta ci fiat, Su piscadori e su Tiaulu. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore. Le musiche sono di Paolo Mereu

Una borta ci fiat, Su Piscadori e su Tiaulu. Dalle ...



Una volta c'era, L'orco e le due comari. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una volta c’era, L’orco e le due comari. Dalle Novelline ...


Una borta ci fiat, S'orcu e is duas gomai. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore. Le musiche sono di Paolo Mereu

Una borta ci fiat, S’orcu e is duas gomais. Dalle ...



Interviste possibili con Alessandra Atzori, soprano, diplomata in canto al conservatorio di musica, ha cantanto per quasi 34 anni al Teatro Lirico di Cagliari. Adesso si è dedicata all’insegnamento del canto classico e moderno presso l’accademia Vi.U.Music Academy di Cagliari. Organizza eventi e spettacoli soprattutto nell’ambito del sociale in forma di volontariato. Da 11 anni è titolare di due blog : uno dedicato alla musica e all’arte in generale: Musicamore. Il sito in forma diaristica, è stato il primo a raccontare la vita dei teatri lirici in Italia con decine di interviste e video interviste a direttori d’orchestra, cantanti e musicisti, costumisti ecc. L’altro blog , dedicato alla città di Cagliari si chiama La Cagliaritana ed ha lo scopo della conservazione e della ricerca della memoria attraverso foto di ieri e di oggi, e videointerviste a cittadini comuni E’ ricercatrice di memoria per il sito internazionale Memoro.

Interviste Possibili con Alessandra Atzori, cantante soprano e ricercatrice di ...


Interviste possibili con Alessandra Atzori, soprano, diplomata in canto al conservatorio di musica, ha cantanto per quasi 34 anni al Teatro Lirico di Cagliari. Adesso si è dedicata all’insegnamento del canto classico e moderno presso l’accademia Vi.U.Music Academy di Cagliari. Organizza eventi e spettacoli soprattutto nell’ambito del sociale in forma di volontariato. Da 11 anni è titolare di due blog : uno dedicato alla musica e all’arte in generale: Musicamore. Il sito in forma diaristica, è stato il primo a raccontare la vita dei teatri lirici in Italia con decine di interviste e video interviste a direttori d’orchestra, cantanti e musicisti, costumisti ecc. L’altro blog , dedicato alla città di Cagliari si chiama La Cagliaritana ed ha lo scopo della conservazione e della ricerca della memoria attraverso foto di ieri e di oggi, e videointerviste a cittadini comuni E’ ricercatrice di memoria per il sito internazionale Memoro.

Interviste Possibili con Alessandra Atzori, cantante soprano e ricercatrice di ...



Interviste possibili con Alessandra Atzori, soprano, diplomata in canto al conservatorio di musica, ha cantanto per quasi 34 anni al Teatro Lirico di Cagliari. Adesso si è dedicata all’insegnamento del canto classico e moderno presso l’accademia Vi.U.Music Academy di Cagliari. Organizza eventi e spettacoli soprattutto nell’ambito del sociale in forma di volontariato. Da 11 anni è titolare di due blog : uno dedicato alla musica e all’arte in generale: Musicamore. Il sito in forma diaristica, è stato il primo a raccontare la vita dei teatri lirici in Italia con decine di interviste e video interviste a direttori d’orchestra, cantanti e musicisti, costumisti ecc. L’altro blog , dedicato alla città di Cagliari si chiama La Cagliaritana ed ha lo scopo della conservazione e della ricerca della memoria attraverso foto di ieri e di oggi, e videointerviste a cittadini comuni E’ ricercatrice di memoria per il sito internazionale Memoro.

Interviste Possibili con Alessandra Atzori, cantante soprano e ricercatrice di ...


Una borta ci fiat, Su pilloni fuìu. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Messa in voce da Mariana Fiore, e le musiche originali di Paolo Mereu, per quartaradio.it. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte nella variante Saddorese (Sanluri-Marmilla) da Mariana Fiore.

Una borta ci fiat, Su pilloni fuìu. Dalle Novelline Popolari ...



Una volta c'era, L'uccello fuggito. Dalle Novelline Popolari Sarde di Francesco Mango. Una raccolta podcast di novelline sardo-campidanesi di Francesco Mango. Piccole grandi storie popolari provenienti dalla tradizione orale. Qui proposte in lingua italiana, contaminata nei regionalismi sardi, da Gaetano Marino. E le musiche originali di Paolo Mereu.

Una volta c’era, L’uccello fuggito. Dalle Novelline Popolari Sarde di ...


Il Professor Raimondo Pusceddu parla del Progetto Casting: progetto di una comunità di apprendimento sperimentale, teatrale e intergenerazionale. Realizzato dall'Associazione - Arcoiris Promozione Sociale

Casting. Presentazione del progetto a cura del Professor Raimondo Pusceddu



Parla di una ragazza, Màlia, paralitica, costretta dalla malattia a passare le sue giornate alla finestra per prendere un po’ di sole, dato che nell’appartamento in cui vive, dedicato ai servizi di portineria, il sole non arriva mai. E proprio per queste sue giornate alla finestra il vicinato la chiama il canarino del n. 15. Eppure è proprio lei, Màlia, a tenere unita la famiglia, fino a quando…

Il canarino del numero 15, una novella di Giovanni Verga


Ci sono storie che chiedono a gran voce di essere raccontate dall’inizio. Dal primo respiro, dal primo fiato. Dalla prima lettera di un qualsiasi alfabeto. Dal giorno numero uno. Altre che scelgono un frammento da cui partire. Questa, invece, è una storia che parte dalla fine. Da un corpo trovato nel parcheggio condominiale. All’alba.

Testimone consapevole, un racconto di Marco Conti. Adattamento e messa ...



Cinico e disperato, grottesco e nichilista. Segnato da una sessualità parossistica, priva di erotismo e sentimento. Con una presenza diffusa e inquietante delle nuove tecnologie. L’eccezionalità della regola e altre storie bastarde è insieme un romanzo breve e una raccolta di racconti. Un casellario di vite sbalestrate e disilluse, di personaggi attualissimi.

L’eccezionalità della regola, un romanzo di Matteo Fais. Prima parte


Storia di un alcolizzato, Andreas Kartak, che, dopo aver ucciso il marito della sua amante, fugge a Parigi. Qui vive sotto i ponti della Senna: una sera, riceve 200 franchi da un uomo che aveva deciso di convertirsi al cristianesimo, dopo aver conosciuto la storia della piccola Santa Teresa di Lisieux. Andreas si impegna a restituire il denaro la domenica seguente, facendo un'offerta nella chiesa di Sainte-Marie des Batignolles, prima della messa delle dieci. Una promessa che non mantiene. Molte volte Andreas, aiutato dal destino, avrà in tasca una somma di denaro sufficiente per saldare il proprio debito, recuperando l'onore e la dignità; sempre, però, si lascerà distrarre da amori, vizi, vecchie amicizie, travolto dalla passione per le donne, gli amici e l'alcol. Ma, come spesso capita con certi miracoli, qualcosa accade…

La leggenda del Santo Bevitore, di Joseph Roth. 02 – ...



Storia di un alcolizzato, Andreas Kartak, che, dopo aver ucciso il marito della sua amante, fugge a Parigi. Qui vive sotto i ponti della Senna: una sera, riceve 200 franchi da un uomo che aveva deciso di convertirsi al cristianesimo, dopo aver conosciuto la storia della piccola Santa Teresa di Lisieux. Andreas si impegna a restituire il denaro la domenica seguente, facendo un'offerta nella chiesa di Sainte-Marie des Batignolles, prima della messa delle dieci. Una promessa che non mantiene. Molte volte Andreas, aiutato dal destino, avrà in tasca una somma di denaro sufficiente per saldare il proprio debito, recuperando l'onore e la dignità; sempre, però, si lascerà distrarre da amori, vizi, vecchie amicizie, travolto dalla passione per le donne, gli amici e l'alcol. Ma, come spesso capita con certi miracoli, qualcosa accade…

La leggenda del Santo Bevitore, di Joseph Roth. 01 – ...


Un racconto cortese, in cui si narra di una dama che non vuole sposare un cavaliere, ma questi, per mezzo di un raffinato espediente, alla fine vince la ritrosia della donna. Dice alla dama che, dal momento che lei rifiuta il suo anello, lo avrebbe donato a ciò che gli è più caro al mondo dopo di lei, e lo getta quindi in una fontana. Lei scorge nell'acqua la propria immagine riflessa accanto all'anello e resta così sedotta da tanta raffinatezza che alla fine gli dona tutto il suo amore.

La vera nel pozzo, ovvero, l’ombra della verità. Lai de ...



Scritto dalla poetessa Marie de France fra l'anno 1160 e il 1175 d.C. Nel Guigemar si raccontano le avventure di un cavaliere, tanto prode in battaglia quanto poco incline all'amor cortese che, durante una battuta di caccia, insegue e colpisce a morte una inerme cerbiatta bianca. Prima di spirare l'animale gli scaglia contro una cupa maledizione: la ferita che la freccia ha causato di rimbalzo alla sua gamba guarirà solamente allor quando anch'egli avrà trovato un amore. I temi del sogno, dell’amore cavalleresco, dell’adulterio, dello scambio dei giuramenti amorosi e degli animali che parlano sono strettamente intrecciati tra loro.

Guigemar, e la nave fantasma. Un Lai di Maria di ...


Anna continua l'esplorazione, oltre che della città, del proprio corpo. E dovrà affrontare delle nuove difficoltà con la sua attività illegale. Intanto, sulla Luna, l'impensabile si fa concreto e l'orrore diventa realtà.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – sesta puntata ...



Tra nebbie di provincia e atmosfere surreali, si muovono personaggi piccoli e insignificanti, uomini e donne che non vanno cercati in mondi lontani, ma sono intorno a noi, vivono nella comune inedia quotidiana. I racconti di Cusa sono cattivi, ironici e caustici, l’autore è un feticista della morbosità e dell’inettitudine patologica che si diverte a scandagliare vizi e tabù culturali di una realtà che scricchiola in maniera inquietante, anche se le crepe restano invisibili.

Racconti Molesti, di Francesco Cusa – quattro storie


Io discendo da una stirpe nota per vigore di fantasia e ardore di passione. Gli uomini mi hanno chiamato pazzo, ma ancora non è risolta la questione, cioè, se la pazzia sia o più o meno l'intelligenza più elevata, se molto di ciò che v'è di splendido, se tutto ciò che è profondo non scaturisca da una malattia del pensiero, da umori della mente esaltata; a spese del comune intelletto. Coloro che sognano ad occhi aperti sono consci di molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte. Nelle loro grigie visioni colgono frammenti di eternità e destandosi fremono nell'intimo allo scoprire d'esser stati sulla soglia del gran segreto.

Eleonora, un racconto di Edgar Allan Poe



Una terribile pestilenza, la Morte Rossa, sta devastando una contrada e il principe Prospero, uomo di animo felice e temerario, si rende conto che le sue terre sono spopolate (molti sono morti a causa della pestilenza, oppure sono semplicemente fuggiti per evitare il contagio). L'uomo allora decide di ritirarsi insieme ad un migliaio di amici e cortigiani in un suo palazzo, così da evitare il contagio. All'interno dell'edificio gli occupanti trascorrono gioiosamente le giornate, con musiche e buffoni, e dopo cinque mesi di isolamento il principe decide di indire un ballo in maschera…

La mascherata della morte rossa, un racconto di Edgar Allan ...


Le due storie parallele proseguono. Anna continua il viaggio nell'adolescenza e nella conoscenza, e studia il modo migliore per vivere più a lungo possibile in un mondo di miseria. I nostri schiavi invece scoprono la libertà su un nuovo pianeta, una nuova colonia. Tutto sembra più bello di prima, ma...

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – quinta puntata ...



Storia vissuta da un uomo qualunque, che si ritrova coinvolto in una vicenda cadutagli addosso per caso. L’uomo attraversava una piazza mercatino, quando d'improvviso notò un bambino che pareva rimasto solo, smarrito o forse abbandonato. Un bambino, o una bambina? Sporco, coi vestiti bucati, i capelli inzozzati (ma non ha pidocchi), pieno di lividi e poco possedeva di umano: pareva infatti, un bambino selvaggio. Da quel momento per l’uomo nulla sarà più come prima; si potrebbe dire, per entrambi. L’inquietante normalità, le rivelazioni di un sistema sociale spesso confuso e contorto, le petulanti “procedure”, l’ineluttabile regola d’affidamento, i tribunali fuori posto, l’odore delle case di accoglienza, insieme ad altri terribili dettagli, mostreranno all’uomo un mondo completamente sconosciuto e spesso indifferente. Un’altra solita storia che vuole stare “in strada” perché nata nella strada. Fuori dalla retorica e dalla facile spettacolarizzazione spesso intrisa di buone intenzioni.

Il Bambino Selvaggio, spettacolo teatrale liberamente tratto da un testo ...


Recital messa in voce di alcuni componimenti del poeta Dino Campana. Poesia e dintorni. Si comincia con “il crepuscolo mediterraneo” di un’estate notturna e ardente. Ci sarà spazio pure per la fine dei Canti Orfici “Fuori è la notte chiomata di muti canti, pallido amor degli erranti”, dove la notte appare protagonista di ogni esistere. La parola diviene leggera sempre più, seppure ricca di suoni aspri e ridondanti, incastonati in uno stupore che si fa desiderio supplichevole, follia dei sensi, di cui si rimane avvolti.

Amore, primavera del sogno. Dai Canti Orfici e d’altri componimenti ...