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Un racconto cortese, in cui si narra di una dama che non vuole sposare un cavaliere, ma questi, per mezzo di un raffinato espediente, alla fine vince la ritrosia della donna. Dice alla dama che, dal momento che lei rifiuta il suo anello, lo avrebbe donato a ciò che gli è più caro al mondo dopo di lei, e lo getta quindi in una fontana. Lei scorge nell'acqua la propria immagine riflessa accanto all'anello e resta così sedotta da tanta raffinatezza che alla fine gli dona tutto il suo amore.

La vera nel pozzo, ovvero, l’ombra della verità. Lai de ...


Scritto dalla poetessa Marie de France fra l'anno 1160 e il 1175 d.C. Nel Guigemar si raccontano le avventure di un cavaliere, tanto prode in battaglia quanto poco incline all'amor cortese che, durante una battuta di caccia, insegue e colpisce a morte una inerme cerbiatta bianca. Prima di spirare l'animale gli scaglia contro una cupa maledizione: la ferita che la freccia ha causato di rimbalzo alla sua gamba guarirà solamente allor quando anch'egli avrà trovato un amore. I temi del sogno, dell’amore cavalleresco, dell’adulterio, dello scambio dei giuramenti amorosi e degli animali che parlano sono strettamente intrecciati tra loro.

Guigemar, e la nave fantasma. Un Lai di Maria di ...



Anna continua l'esplorazione, oltre che della città, del proprio corpo. E dovrà affrontare delle nuove difficoltà con la sua attività illegale. Intanto, sulla Luna, l'impensabile si fa concreto e l'orrore diventa realtà.

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – sesta puntata ...


Tra nebbie di provincia e atmosfere surreali, si muovono personaggi piccoli e insignificanti, uomini e donne che non vanno cercati in mondi lontani, ma sono intorno a noi, vivono nella comune inedia quotidiana. I racconti di Cusa sono cattivi, ironici e caustici, l’autore è un feticista della morbosità e dell’inettitudine patologica che si diverte a scandagliare vizi e tabù culturali di una realtà che scricchiola in maniera inquietante, anche se le crepe restano invisibili.

Racconti Molesti, di Francesco Cusa – quattro storie



Io discendo da una stirpe nota per vigore di fantasia e ardore di passione. Gli uomini mi hanno chiamato pazzo, ma ancora non è risolta la questione, cioè, se la pazzia sia o più o meno l'intelligenza più elevata, se molto di ciò che v'è di splendido, se tutto ciò che è profondo non scaturisca da una malattia del pensiero, da umori della mente esaltata; a spese del comune intelletto. Coloro che sognano ad occhi aperti sono consci di molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte. Nelle loro grigie visioni colgono frammenti di eternità e destandosi fremono nell'intimo allo scoprire d'esser stati sulla soglia del gran segreto.

Eleonora, un racconto di Edgar Allan Poe


Una terribile pestilenza, la Morte Rossa, sta devastando una contrada e il principe Prospero, uomo di animo felice e temerario, si rende conto che le sue terre sono spopolate (molti sono morti a causa della pestilenza, oppure sono semplicemente fuggiti per evitare il contagio). L'uomo allora decide di ritirarsi insieme ad un migliaio di amici e cortigiani in un suo palazzo, così da evitare il contagio. All'interno dell'edificio gli occupanti trascorrono gioiosamente le giornate, con musiche e buffoni, e dopo cinque mesi di isolamento il principe decide di indire un ballo in maschera…

La mascherata della morte rossa, un racconto di Edgar Allan ...



Le due storie parallele proseguono. Anna continua il viaggio nell'adolescenza e nella conoscenza, e studia il modo migliore per vivere più a lungo possibile in un mondo di miseria. I nostri schiavi invece scoprono la libertà su un nuovo pianeta, una nuova colonia. Tutto sembra più bello di prima, ma...

Problems, di Cesare Giombetti – avventura fantascientifica – quinta puntata ...


Storia vissuta da un uomo qualunque, che si ritrova coinvolto in una vicenda cadutagli addosso per caso. L’uomo attraversava una piazza mercatino, quando d'improvviso notò un bambino che pareva rimasto solo, smarrito o forse abbandonato. Un bambino, o una bambina? Sporco, coi vestiti bucati, i capelli inzozzati (ma non ha pidocchi), pieno di lividi e poco possedeva di umano: pareva infatti, un bambino selvaggio. Da quel momento per l’uomo nulla sarà più come prima; si potrebbe dire, per entrambi. L’inquietante normalità, le rivelazioni di un sistema sociale spesso confuso e contorto, le petulanti “procedure”, l’ineluttabile regola d’affidamento, i tribunali fuori posto, l’odore delle case di accoglienza, insieme ad altri terribili dettagli, mostreranno all’uomo un mondo completamente sconosciuto e spesso indifferente. Un’altra solita storia che vuole stare “in strada” perché nata nella strada. Fuori dalla retorica e dalla facile spettacolarizzazione spesso intrisa di buone intenzioni.

Il Bambino Selvaggio, spettacolo teatrale liberamente tratto da un testo ...



Recital messa in voce di alcuni componimenti del poeta Dino Campana. Poesia e dintorni. Si comincia con “il crepuscolo mediterraneo” di un’estate notturna e ardente. Ci sarà spazio pure per la fine dei Canti Orfici “Fuori è la notte chiomata di muti canti, pallido amor degli erranti”, dove la notte appare protagonista di ogni esistere. La parola diviene leggera sempre più, seppure ricca di suoni aspri e ridondanti, incastonati in uno stupore che si fa desiderio supplichevole, follia dei sensi, di cui si rimane avvolti.

Amore, primavera del sogno. Dai Canti Orfici e d’altri componimenti ...