Bellas Mariposas, di Sergio Atzeni


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*** avvertenze agli scrupoli della morale ***

teatro-concerto per voce, suoni e musica

suono e musiche: Simon Balestrazzi, Gaetano Marino, Alessandro Olla, Satie, Led Zeppellin e John Zorn
drammaturgia del suono e messa in voce di Gaetano Marino
produzione Isolateatro anno 2000

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PRESENTAZIONE
Bellas Mariposas è una nuova leggenda sarda, di due ragazzine del melting pot umano di un quartiere popolare di Cagliari che in una giornata conoscono se stesse.
Il racconto Bellas Mariposas presta la sua lingua ibrida,”un italiano aggraziato da innesti di lingua sarda”, come si legge nella prefazione al volume pubblicato da Sellerio, ad uno spettacolo-concerto fatto di parola/ritmo, parola/rumore, parola/suono.
Cronache dal quartiere cagliaritano di “Santa Lamenera” che attraverso voce, musica e suono seguono il fluire initerrotto di una scrittura a ritmo di jazz.

produzione Isolateatro anno 2000

*** ATTENZIONE *** (avvertenze agli scrupoli della morale)
Bellas Mariposas è un testo formidabile e avvincente, ma le tematiche che affronta – la periferia urbana insieme al degrado sociale e culturale – e il linguaggio spiccatamente locale, appaiono piuttosto “forti” e a volte, come dire, sconvenienti? Spesso capita che alcuni spettatori, giunti a teatro per assistere ad un’opera “conosciuta”, di cui però non sanno assolutamente nulla, abbiano un forte sconcerto e di conseguenza protestino animatamente inneggiando ai contenuti immorali e al presunto turpiloquio. Tralascio ogni considerazione sull’ignoranza inerme, ma questo accade, ahimè! Suggerisco dunque l’ascolto ad un pubblico disposto ad andare oltre il lessico verbale (seppur ritengo d’alta scrittura!), e di cogliere il capolavoro incompiuto di Sergio Atzeni nel coinvolgimento emotivo, sociale, storico e letterario da cui esso proviene.

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