Alla più bella, storia di una guerra, nascita e sorte della città di Troia


Drammaturgia e messa in voce di Gaetano Marino
Musiche dei TAC, da Splintered

Alla più bella, capitoli
alla-piu-bella-50capitolo primo: la città e i suoi re
alla-piu-bella-50capitolo secondo: il giudizio di Paride
alla-piu-bella-50capitolo terzo: il rapimento di Elena
alla-piu-bella-50capitolo quarto: guerra!

Per la Grande Guerra, tra mito e letteratura.
Quali furono i motivi che portarono alla guerra di Troia? Di solito si pensa al rapimento della donna più bella del mondo, Elena; ma studiando il mito si scopre che questo gesto, comunque grave e sacrilego perché perpetrato contro la sacra legge dell’ospitalità, rappresenta solo una minima causa-effetto ascrivibile all’uomo. La verità è che ci furono tre dee dell’Olimpo, che per una futile competizione si vendicarono a spese degli uomini tra inganni, tradimenti e vendette. E fu guerra, guerra lunga. Questo ci racconta il mito.
La verità storica e politica, invero, si colloca in una questione di diritti e abusi legati al pedaggio/passaggio dei Dardanelli, condizionando i vari redditizi traffici commerciali derivati dagli scambi tra oriente e occidente. Un vincolo che stava sotto il dominio incontrastato dei Troiani, e che proprio a causa di questo indusse i Greci a fondare un’alleanza con altri popoli, dichiarando guerra – guerra vera – ai Troiani.
Se spostiamo la riflessione sulle cause generali che determinarono lo scoppio della prima guerra mondiale, ci accorgiamo che anche qui si ritrovano in modo inquietante le stesse affinità, sia strategiche che militari, superbia, tradimenti, congiure, presunzione, e infide alleanze.

Il teatro, e l’arte in genere, non è la vita, bensì esso si occupa della vita. Ecco quindi che, tratte le metafore opportune, oltre le doverose e necessarie collocazioni di tempo e luogo, si può accostare la “Grande Guerra” alla Guerra di Troia; come forse a tutte le guerre accadute nei tempi del mondo.
Ci sono in tutti i conflitti bellici gli stessi elementi e le medesime condizioni che inducono l’uomo ad eliminare altro uomo. Prepotenza, ingordigia, vanità, alleanze, corruzione, intrighi, saccheggi, ferocia, orgoglio, onore, inganno, e tragico fato e morte.
Il mito e l’artifizio furono creati dagli uomini sulle proprie paure, si sa, con lo scopo di affrontarle, e, laddove possibile, superarle di fronte all’indefinibile destino; perciò in ogni tempo il mito si ripete, si fa rito in una moltitudine di uomini, allo scopo di condividere uno stato emotivo vitale: la speranza. Il mito (racconto) dunque, unisce. Una guerra, terribilmente vera di sangue, no, non è mai simile alle altre, e soprattutto, una volta cominciata nessuno può prevederne la fine.
Gaetano Marino.

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